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Amarone 2010: una splendida annata

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Amarone, confronto ultime annateAmarone, confronto ultime annateAlcune riflessioni di ritorno dall’Anteprima Amarone 2010. La prima annata che potrà fregiarsi della denominazione DOCG. Grande annata questo 2010. Sempre di più questo vino sta perdendo quella cicciottosità che molti palati non gradiscono (in ogni caso è uno dei vini italiani più apprezzati all’estero). Molti lo considerano un vino “costruito” Non sono d’accordo. E’ certamente un vino derivante da uve che subiscono un appassimento. E con ciò? E’ un reato? Si vuole ingannare il consumatore? Niente di tutto questo. E’ una tecnica di vinificazione antica che è stata adottata in queste valli da molto tempo e che permette di avere vini importanti, colori accesi, con grandi estratti secchi, morbidezza ma anche eleganza e finezza. Come al solito il convegno in apertura della manifestazione ci ha fornito i dati relativi all’annata vitivinicola. L’annata 2010 è stata mediamente meno calda delle precedenti, con brevi periodi di calore intenso (punte in giugno e luglio), seguiti da repentini abbassamenti termici. È evidente un recupero nello scarto termico tra il giorno e la notte e questo a tutto vantaggio della sintesi in sostanze aromatiche e coloranti dell’acino. 

Amarone, confronto profili sensorialeAmarone, confronto profili sensoriale
Forte  è stata la concentrazione di precipitazioni nel mese di settembre e dall’inizio di novembre.
Primavera: molto fredda, con partenza in ritardo di 10 giorni. L’elevata piovosità ha provocato elevata vigoria vegetativa. Abbondante sviluppo di grappoli ma molto spargoli, quindi adatti all’appassimento. Maturazione: avvenuta con picchi di caldo intervallati a repentini picchi di freddo. Assenza di grandinate e scottature sui grappoli. Invaiatura: in ritardo rispetto alla vendemmia 2009 ma in media rispetto agli ultimi 20 anni. Forte  è stata la concentrazione di precipitazioni nel mese di settembre e dall’inizio di novembre. L’andamento molto piovoso ha evidenziato il valore della viticoltura di collina. Annata caratterizzata da un accumulo zuccherino ridotto e acidità più sostenute. La quantità finale di uva raccolta è da considerarsi nella norma.
Dopo un primo periodo di macerazione a freddo le fermentazioni sono state lente ma regolari.
La cinetica fermentativa è avvenuta regolarmente, con residui zuccherini inferiori rispetto alle annate precedenti. Le acidità totali elevate e i pH più bassi hanno permesso l’innesco spontaneo della fermentazione malolattica completa nella maggior parte dei vini. Queste le parole dell’enologo Daniele Accordini. E gli assaggi?  Ho deciso di non degustare alla cieca. L’ho fatto pochi mesi fa e lo rifarò tra pochi mesi. Pertanto sono andata a visitare i produttori ai banchetti degli stand. Ho avuto così modo non solo di assaggiare l’ultima annata ma anche di metterla a confronto con le annate precedenti che ogni produttore ha presentato. Confermo la diminuzione di zuccheri, l’aumento delle acidità e una piacevolissima morbidezza derivante dall’aumento di glicerine. Insomma una di quelle annate in cui è il caso di acquistare,  mettere in cantina e godersi questo nettare con calma anche tra molti anni.


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