Tallero antenato del dollaro-alle radici del tallero qubista

 tallero qubista creato per il notro mensile da Alessandro Giudicitallero qubista creato per il notro mensile da Alessandro Giudici

Tallero antenato del dollaro, alle radici del tallero qubista. Domenica 31 dicembre 2023. Ultima domenica e insieme ultimo giorno dell'anno. Un  anno fortunato per qubi 

come abbiamo scritto negli editorialini del numero cartaceo del nostro mensile, auspicando che il successo costruito con ostinazione e leggerezza, passione e consapevolezza prosegua anche nel 2024. 

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Cosa c'entra tutto ciò con la rubrica Parole golose? C'entra eccome, perchè l'ultima soddisfazione del 2023 è stata proprio la consacrazione sulla stampa (locale per ora) del tallero dell'amicizia, ispirato al tallero triestino on the square dedicato a Maria Teresa d'Austria.  Un tallero mitteleuropeo come qubì. Capace di guardare con occhio attento alle cose locali e con uno sguardo aperto a quanto accade all'ester(n)o non solo nei paesi contermini, capace di ascoltare il mondo e di sapergli parlare. 

Questo negli intenti del direttore di qubì Nicola Santini che ha voluto un porte bonheur dal sapore e dalle radici antiche ma comprensibile a tutte le sensibilità innovative attuali. Per un nuovo qubì evergreen. 

articolo de Il Piccolo

Tallero - a Trieste e non solo -  è quindi diventato grazie a qubì una parola golosa della quale mi piace raccontarvi almeno una parte della storia e dell'etimologia. E dei legami con il dollaro. 

tallero di Maria Teresatallero di Maria Teresa

Dollaro deriva dall’inglese dollar, a sua volta dal basso tedesco* daler e dal tedesco Taler ‘tallero’, abbreviazione di Joachimstaler  cioè "della valle di Gioacchino". * Basso tedesco non indica una temporalità come Alto o Basso Medioevo, ma è un'indicazione di luogo riferendosi a una lingua germanica parlata fra il Mare del Nord e il Baltico cioè nelle terre basse, pianeggianti, vicino al mare. 

La storia del tallero

Nel 1519 i Conti di Schlick, boemi, usarono l’argento scoperto nella valle di Gioacchino (dedicata a Gioacchino, padre di Maria) per coniare una nuova moneta.  La chiamarono Joachimstaler Guldengroschen, letteralmente il grosso aureo della valle di San Gioacchino. 

Guldengroschen, leggiamo su Una parola al giorno, era nome oramai consolidato per monete d’argento che corrispondevano al valore di monete d’oro, generalmente agganciate al fiorino.

Joachimstaler Guldengroschen fu abbreviato in Taler. E molte altre vallate (Tal) ricche di metalli preziosi coniarono monete riferendosi al nome tallero. Semplificando e forse banalizzando: una moneta della valle.  

Il nome giunse oltreoceano con gli spagnoli: il loro real de a ocho (pezzo da otto, in argento) fu chiamato anche dollaro spagnolo e servì da modello per il nuovo dollaro statunitense.

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