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È tempo di sugoli!

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sugoli dal ricettario bimbysugoli dal ricettario bimby

Valentina Gallimberti con le sue belle foto e il suo pezzo "i miei primi sugoli" ce li ha fatti venire in mente anche quest'anno che li avevamo dimenticati: parliamo dei sugoli, una delle prime ricette pubblicate su questo quotidiano alimentare che Antonella Varotto ci ha regalato nel 2010 (sic), ricetta che poi abbiamo ripubblicato, ampliata, sotto il titolo "il più squisito dei budini". 

 

Sugolo o sugo è infatti una sorta di budino di origini antichissime della vita contadina che si preparava nel periodo della vendemmia usando il mosto pigiato legato con la farina. Le ricette più recenti prevedono spesso anche l'aggiunta di ulteriore zucchero oltre a quello dell’uva stessa. Si gusta da solo o con la torta sbrisolona. Il sügol (così nel dialetto mantovano) ha acquisito dal 2021 lo stato di "De.C.O." (Denominazione comunale d'origine), con delibera del comune di Gonzaga. sugolo da wikipediasugolo da wikipedia

Sugo d'uva dall'aspetto di una marmellata densa, si legge sul sito del comune di Reggio Emilia, hanno origine nella cucina contadina nel periodo della vendemmia, e sono oggi raffinati desserts. La presenza della farina li rende particolarmente nutrienti (ovviamente la farina può essere sostituita dalla maizena n.d.a.). Le moderne tecniche di conservazione del mosto permettono una produzione costante durante l'anno ma i più genuini si trovano nei mesi di settembre e di ottobre. Servono 1 litro di mosto d'uva dolce, 100 grammi di farina 00 (sostituibile con la maizena), 2 cucchiai di zucchero. Si mette il mosto in pentola e si mescola con una frusta, incorporando la farina con l'aiuto di un colino per non fare i grumi. Fare addensare e continuare per 5 minuti mescolando sempre. Molte varianti prevedono l'aggiunta di burro sciolto a bagnomaria. Versare in coppette e lasciare raffreddare. Conservare in frigorifero.

 sugoli turismo reggiano.netsugoli turismo reggiano.net

"Nelle settimane di vendemmia mi torna alla mente un dolce che mangiavo da bambina e che a casa mia era una tradizione importante, scrive Antonella Varotto. Si trattava del più squisito dei budini, fatti con il primo mosto fresco. Una spremuta di uva profumatissima (si usava spesso l’uva fragola o il clintòn). Un dolce tipico gelosamente custodito. Ricordo che anche mio padre, uomo sicuramente non da cucina, si è cimentato una volta ai fornelli per dimostrare a mia madre che i suoi sugoli fatti con la farina mescolata a quella della polenta erano più buoni… In dialetto veneto la “elle” non si pronuncia, ricordatevelo quando vi chiederanno il nome di questa bontà: trattasi di sugoi". 

Se volete scoprire tutte le fasi della preparazione in dettaglio cliccate QUI sul blog di Valentina Gallimberti Ballarin di cui abbiamo scritto all'inizio. 

 

 

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