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Ribolla gialla di Ronchi di Cialla.

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Ho avuto il piacere, poco tempo fa, di essere stato invitato nella cantina “Ronchi di Cialla” da Ivan Rapuzzi, che conduce l’azienda assieme al fratello Pierpaolo, dopo la scomparsa nel 2014 del papà Paolo. Ivan mi ha fatto assaggiare la Ribolla Gialla 2020, il primo vino pronto dell’annata a esser immesso sul mercato dopo un breve affinamento in bottiglia.  Ronchi di Cialla vigneRonchi di Cialla vigne
Le vigne dell'azienda sono posizionate in più punti della vallata di Cialla, sottozona riconosciuta dal 1995 come CRU dei Colli Orientali del Friuli, al pari dei vecchi
autoctoni: Picolit, Verduzzo, Refosco d.p.r. e Schioppettino. Le  uve utilizzate per ottenere questa Ribolla in purezza provengono dalla parte più bassa, mentre le uve coltivate in quella più alta - sono destinate al Cialla Bianco, uvaggio della tradizione - precisa Ivan. Un  blend composto da una base di Ribolla con 30% di Picolit e 10% di Verduzzo, il tutto affinato in legno piccolo per 11 mesi.

Il progetto della Ribolla - continua Rapuzzi - nasce con l'obiettivo di ottenere un vino di grande freschezza ma allo stesso tempo complesso e sapido, così da dare una grande soddisfazione al palato. A esaltare e conservare l'acidità del frutto sono innanzitutto le escursioni termiche e anche la vicinanza di due torrenti (con acqua tutto l’anno), ricchi di trote e gamberi di fiume come in montagna. La vallata di Cialla è il punto d’incontro ideale tra l’Adriatico e le Alpi, alla stessa distanza di 30 km in linea d'aria capaci di creare quella escursione termica tanto importante per dare un buon grado di acidità ai vini bianchi.

Ronchi di Cialla scorcio sulle vigneRonchi di Cialla scorcio sulle vigne

“La freschezza è il filo conduttore che lega questa zona dei cru di Cialla, che assieme alla sapidità è determinante per ottenere eleganza e complessità in questi vini per nulla banali” precisa il produttore.


Le viti hanno tra i 25 e i 40 anni con un apparato radicale profondo. La produzione è limitata a un solo chilogrammo per pianta, la sfogliatura e la vendemmia vengono compiute a mano con una raccolta tardiva solo a completa maturazione. Le uve vengono lasciate per 12-24 ore a macerare a secondo dell’annata, prima del passaggio in vasche di acciaio, dove per circa sei mesi vengono fatti frequenti batonnage.

 

Ribolla Gialla 2020 - La degustazione


All’aspetto si presenta come una Ribolla Gialla non molto carica, di media concentrazione, dal colore tenue, con poche catechine. Il vino viene imbottigliato a fine primavera; spicca fin da subito per la sua avvolgente sapidità aumentando la salivazione e la voglia inevitabile di un altro sorso. Il grado alcolico è contenuto, siamo sui 12,5°. La sapidità è data dal terreno in prevalenza costituito da marna calcarea con caratteristiche carsiche e, non a caso,
questa zona è geologicamente definita “carso verde” o coperto, per la fitta vegetazione (95%).
Dopo una leggera rotazione nel bicchiere percepiamo al naso una spiccata nota di pesca bianca, poi di fiori bianchi, in particolare tiglio e una leggera speziatura.
In bocca è secca, fresca e sapida. Con la sua acidità (5/6 ph), ottenuta anche grazie a una completa maturazione delle uve, regala un sorso “croccante” (come se si stesse rompendo l’acino).

Ronchi di Cialla il grappolo della Ribolla giallaRonchi di Cialla il grappolo della Ribolla gialla
Durante la fermentazione, i travasi e l’affinamento, non vengono aggiunti solfiti al vino, in quantità minima per garantire una conservazione ottimale vengono aggiunti solo in fase di imbottigliamento.  Questo vino è di una piacevolezza incredibile, ricco e di buona beva, tanto da finire la bottiglia anche da soli!
Se anche esce per primo dalla cantina - afferma Rapuzzi - è indiscutibilmente il vino dell’azienda con le più grandi potenzialità di
invecchiamento per la sua innata freschezza.

Ronchi di Cialla tavola autunnaleRonchi di Cialla tavola autunnale


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