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Pojer, Sandri e lo Zero infinito


Zero infinito di Pojer&Sandri sui classici muretti della Val di CembraZero infinito di Pojer&Sandri sui classici muretti della Val di Cembra

È il 1975. Due ragazzi poco più che ventenni, Fiorentino Sandri e Mario Pojer, fondano a Faedo, comune di
circa 600 abitanti, 20 km circa a nord di Trento, un’azienda vitivinicola. Pojer & Sandri dai loro cognomi. Fiorentino aveva ereditato due ettari di vigneto e Mario si era appena diplomato enologo a San Michele all’Adige. Il primo anno dell'azienda coincide per Mario con il servizio di leva e lui spesso racconta come passasse le sue licenze in vigna o in cantina e non con la morosa: c'è da credergli? Nel 1976 Luigi Veronelli assaggia il loro rosato secco, di uve
Schiava e Riesling: la recensione rappresenta un vero e proprio trampolino di lancio. Quando Pinchiorri – siamo nel 1982 – ottiene la prima stella Michelin il vino della casa è la Nosiola Pojer & Sandri.

Fin dall’inizio alla cantina si è affiancata la distilleria, tra le prime a produrre in Trentino la grappa monovitigno. E da qualche anno si produce anche aceto di vino. La voglia di sperimentare e innovare li ha portati a brevettare nel 2002 una nuova tecnica di pressatura in atmosfera controllata. L'ultimo progetto si chiama Zero Infinito, un vino ottenuto dalla varietà Solaris. Ma raccontiamo la storia dall'inizio.

Fiorentino SandriFiorentino Sandri

Siamo nel 2007 e i due "ragazzi" iniziano la risistemazione e il recupero di terreni intorno a Maso Rella, a Grumes in
Val di Cembra: decidono di impiantare a vigneto meccanizzabile, mantenendo però alcune parti legate alla tradizione del posto con i famosi muretti, reimpiantando anche le vecchie colture frutticole ivi preesistenti, castagno, sorbo, noce.

Mario PojerMario Pojer
La grande idea è di realizzare un vigneto con barbatelle di Solaris*, una varietà ottenuta in Germania, dall'università di Friburgo, dopo un lavoro di decenni, da incroci ottenuti per impollinazione e non con tecnologie genetiche. Solaris è una varietà resistente a molte malattie, che non necessita di trattamenti insetticidi o antifungini, per esempio contro oidio o peronospora. Questo ha permesso di realizzare un vino a Zero chimica in vigna perchè non vengono fatti trattamenti.

E Zero per scelta anche in cantina: Zero solforosa, Zero lieviti commerciali liofilizzati, Zero chiarificanti, Zero filtrazioni, Zero antiossidanti. Il risultato è un vino bianco frizzante, naturale, col fondo. Non solo biologico, di più: a zero impatto chimico. Prodotto per la prima volta nel 2013. Il nome, Zero infinito, è un'intuizione di Francesco Arrigoni, direttore del Seminario Veronelli per alcuni anni, prematuramente scomparso nel 2011.
L'etichetta è dell’artista trentino Rolando Trenti, da un’idea sempre di Francesco Arrigoni.

Due le modalità di servizio: decantare in caraffa per chi lo preferisce limpido o agitarlo per chi ama la versione rustica contadina. Per chi lo decanta voglio dare un consiglio: il deposito che rimane in bottiglia è l’ideale per un risotto “col fondo” estremamente naturale. Acidi organici, lieviti, ma soprattutto il cremor tartaro (il sale del vino) portano al piatto sapidità senza dover usare il sale da cucina.

Zero infinito è di un bellissimo giallo paglierino, dai profumi intensi e variegati, sia floreali – fiori di sambuco, fiori ed erbe di montagna – che fruttati: pesca, albicocca, mela, pera, melone e ananas. In bocca è fresco, armonico, quasi succoso nella sua piacevolezza. Provatelo con i salumi: saprà stupirvi. Tenore alcolico 12 %.
Produzione 2014: 17.000 bottiglie. Costo in enoteca: circa 20 €.

*La varietà Solaris nasce in Germania nell'anno 1975. Si tratta di un incrocio Merzling x Geisenheim 6493: il Merzling è un ibrido, sempre di origine tedesca, ottenuto a Friburgo nel 1960 dall'incrocio di Freiburg 375-52 (incrocio di Pinot grigio x Riesling) e Seyval blanc (denominato anche Seyve-Villard 5276), questo ultimo un altro ibrido con "sangue" complesso (V. vinifera, V. rupestris, V. lincecumii) - mentre il Geisenheim 6493 è un vitigno ibrido ottenuto dall'incrocio ripetuto di differenti varietà di V. vinifera con V. amurensis.

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