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Master Magistralis Bubble's Italia

Hotel EsplanadeHotel Esplanade

Inviata da qbquantobasta a Pescara per il Festival Spumantitalia,  non ho voluto perdermi neanche un appuntamento ed ero presente già alla preview del 23 gennaio, la masterclass dedicata alla biodiversità nel mondo degli spumanti, ospitata nel palazzo novecentesco dell'hotel Esplanade. #ociseioseguiqb
La corposa kermesse, in programma dal 24 al 26 gennaio 2020 propone un calendario ricco di appuntamenti: undici masterclass e sei talk show, per operatori del settore, produttori e giornalisti. Noi di qb quanto basta - più frizzanti che mai – siamo presenti dalla prima all’ultima bolla. Non vogliamo perderci nulla e siamo in prima fila all’anteprima “Il Master-Magistralis Bubble’s Italia”, incontro solo su prenotazione, ideato da Giampietro Comolli per ripercorrere “tutte” le diversità storiche, culturali, tecniche, degustative, enologiche, territoriali delle bollicine italiane rispetto a alle altre produzioni nel mondo (al termine assaggio guidato di sei etichette eccezionali). 

“Questa interessante anteprima – spiega Comolli - è dedicata alla grande biodiversità del patrimonio spumantistico del nostro Paese, messa a confronto con altre realtà vitivinicole europee come Francia e Spagna dove i vitigni utilizzati per la spumantizzazione sono sei o sette per ogni Paese. In Italia oggi si contano 40 vitigni spumantizzati, sia Metodo Italiano - denominato anche Charmat o Martinotti - sia Metodo Classico, oltre a una interessante linea di “frizzanti” ancestrali considerati una peculiarità separata. Una biodiversità che è un patrimonio assoluto: difficile da comunicare e da governare, ma totalmente in linea con la soggettività dei gusti dei consumatori.”

Lamberto Gancia alla masterclass sulla biodiversità nel mondo degli spumanti italiani Lamberto Gancia alla masterclass sulla biodiversità nel mondo degli spumanti italiani

 

Ospite di rilievo del Master-Magistralis è Lamberto Gancia appartenente alla prima famiglia di spumantisti in Italia. Il nome Gancia Spumante è conosciuto in tutto il mondo e porta con sè una storia di quasi 180 anni.  “I punti chiave per portare un prodotto al successo – racconta Gancia – si contano sulle dita di una mano e sono: il brand, il territorio (fondamentale per un vino come elemento di distinzione), il vitigno, l’annata e il rapporto qualità/prezzo. Gli spumanti italiani, probabilmente non raggiungeranno mai il livello di immagine dei francesi perché lo Champagne non è semplicemente uno spumante, ma è soprattutto un simbolo. Quindi i vini italiani che non possono godere di un brand forte e affermato come per esempio Don Perignon devono consolidare altri fattori come la qualità del prodotto e la diversificazione del vitigno.”

Il Festival di quest’anno ha lo scopo di valorizzare le biodiversità, ponendo lo sguardo su realtà locali, etichette di uve autoctone e territori poco conosciuti. Guardando le biodiversità con un’attenzione diversa, di pregio e di ricchezza, non come un fattore limitante e/o un problema.

 

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