Borgogna bianco o Malvasia friulana?

foto di C. Mattalonifoto di C. MattaloniNon è vero, come molti scrivono, che in Friuli e in Istria si coltivasse il vitigno Malvasia già nel Quattrocento. A quell'epoca, ma anche nei secoli successivi, è documentato un vino di pregio detto Malvasia, proveniente dalla Grecia e il cui rifornimento era assicurato dalla flotta commerciale di San Marco.
L'ottimo vino Malvasia che attualmente si produce tanto in Istria che in Friuli viene da un vitigno che sembra essersi accasato nelle due contrade da un secolo o poco più, e quasi in contemporanea.
Naturalmente noi, per farci male, lo chiamiamo Malvasia istriana, trascurando il fatto che legalmente, burocraticamente e ufficialmente potrebbe essere chiamato Malvasia friulana. Ciò vale, beninteso, tanto per la vite che per il vino.
A Trieste il vitigno passava sotto il nome di "Borgogna bianco", uno dei tanti riflessi della fama di quella regione francese. Ai più è ormai ignoto che in Friuli il vino del medesimo vitigno era detto Malvasie dai Roncs. Dove con la parola ronc si voleva dare una attestazione di qualità, sinonimo di vino "di collina".
Ora, se non vogliamo chiamare "friulana", nome invero un po' inflazionato, la nostra Malvasia, diamole il nome di "Malvasia dai Roncs": un approccio onomastico che potrà incuriosire il fruitore. Al burocrate, che accigliato sorveglia le etichette, dite che si tratta di un nome di fantasia: se gli spiegate che lì c'è la nostra storia correte il concreto rischio d'incorrere in una defatigante pratica burocratica col risultato di dover chiamare solo "Friulana" la nostra Malvasia friulana, una improvvida ed estemporanea moglie del "Friulano".

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