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Gli ultimi sogni: Udine 1900-1914

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Udine d'epoca 1901Udine d'epoca 1901Mercoledì 2 luglio alle 19, a palazzo Morpurgo, inaugurazione delle mostra  “GLI ULTIMI SOGNI. UDINE 1900-1914”. Apre un’affascinante viaggio nella Udine della Bella Epoque, prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. Dall’introduzione dell’energia elettrica alla costruzione di nuovi palazzi pubblici, dalle residenze borghesi alle case operaie, le industrie, le mostre d’arte e le Esposizioni, per arrivare al cinema e alla moda. Un fermento che dimostra l’entusiasmo e il clima udinese durante la Belle Époque, così come il desiderio di migliorarsi d affermarsi da parte tutti coloro che sognavano una “grande” Udine. Un inizio secolo che si apriva, dunque, con una città in crescita, operosa e fiduciosa nel futuro prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale.
La mostra allestita alle Gallerie del Progetto di palazzo Morpurgo in via Savorgnana è inserita nell’ambito del progetto dedicato al centenario della Prima Guerra Mondiale Udine “1914- 2018 Storie in corso” e si articola in diverse sezioni. Curata da Silvia Bianco, con la collaborazione di Loris Milocco, Elvira Pucci e Monica Sbrugnera, raccoglie i materiali conservati in diverse collezioni dei Civici Musei (Fototeca, Gallerie del Progetto, Casa Cavazzini e Galleria dei disegni e delle stampe), messi a disposizione dalla Biblioteca Civica “V. Joppi” e dall’Archivio dell’Edilizia Privata, prestati da collezionisti privati. Le fotografie degli Studi Malignani, Pignat e Brisighelli riportano al passato attraverso le luci, le espressioni e l’atmosfera dell’epoca bella; i disegni di D’Aronco, Berlam, Gilberti propongono quelle architetture Liberty e Secessioniste che caratterizzavano la città; le opere di Antonio Gasparini, Mario Ceconi di Montececon, Giacomo Antonio Bornancin e Picì ci trasmettono il gusto artistico del momento; i lavori di Calligaris, Sello e Brusconi l’abilità degli artisti-artigiani. Non da ultimo la sede della mostra, il palazzo di Elio Morpurgo, barone, intellettuale, politico e cittadino che ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo della città. La notevole espansione urbana di fine Ottocento fu dovuta prevalentemente alla realizzazione, lungo la circonvallazione e il Ledra, di fabbriche, opifici, laboratori meccanici, stabilimenti tessili e magazzini; nel centro storico, invece, vennero costruite numerose nuove residenze borghesi in stile Liberty, edifici pubblici e vari fabbricati vennero adattati al gusto del momento. Il progetto più rappresentativo del periodo è sicuramente il nuovo palazzo comunale che vide impegnati per oltre trent’anni Raimondo D’Aronco come progettista e l’Amministrazione comunale come committente. Udine era una città viva e attiva che accolse tutte le novità: fu la quarta città Europea a illuminarsi grazie all’energia elettrica, già dal 1896 gli udinesi cominciarono a frequentare i teatri per assistere alle proiezioni cinematografiche, il ballo era una vera tradizione e la grande moda parigina non era certamente passata inosservata. L’evento emblematico dei primi anni del Novecento fu l’Esposizione Regionale che si tenne da agosto a settembre del 1903 e fu visitata tra gli altri da Re Vittorio Emanuele III e dalla Regina Elena. Un’occasione per celebrare il progresso e la modernità attraverso le opere e il lavoro di artisti, professionisti, artigiani e industrie; un progetto innovativo quello presentato da D’Aronco per i padiglioni; un evento importante che coinvolse tutta la città.
La mostra sarà aperta al pubblico fino al 6 gennaio 2015 con i seguenti orari: giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 16 alle 19 (fino al 30 settembre), dalle 15 alle 18 (dal 1° ottobre). Per informazioni: PuntoInforma 0432 414717


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