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Conoscete il coniglietto mannaro?

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Quello di novembre 2019 non è un vero e proprio editoriale, ma racconta il senso del logo della attività editoriale di QUBI' editore. La scelta del coniglietto medievale lancia in resta a cavallo di un leone. Conoscete il coniglio mannaro? Non parliamo del coniglio mannaro affamato di verdure, che - nel celebre film di animazione - Wallace e Gromit devono affrontare per salvare l'annuale Concorso della Verdura Gigante organizzato dalla esplosiva Lady Campanula Tottington.


Ci riferiamo al coniglietto che abbiamo scelto come simbolo della nostra casa editrice. Trattasi di uno dei tanti coniglietti assassini dei manoscritti medievali. Animali innocenti e indifesi che, a fondo testo, o nel margine delle pagine dei monaci amanuensi, si tramutano in killer spietati. Coniglietti innocui che si trasformano in cacciatore o guerriero, impugnando lance, asce e spade con la destrezza di un cavaliere.


Naturalmente gli studiosi si sono affannati a ricercarne significati e simbolismi. Al momento la spiegazione più plausibile sembra quella di Jon Kaneko-James, citato da Cory Doctorow: “Dal momento che conigli e lepri erano simboli di codardia e innocenza, l’idea di una loro vendetta sembra abbia divertito gli artisti medievali. (E ha divertito anche noi n.d.a). Nel Roman de Renart, poema epico del 13esimo secolo, il Leprotto Codardo cattura un uomo armato. L’uomo si spaventa, fa cadere la spada e finisce proprio male..."


L’icona della vendetta del coniglio non è appannaggio unico dei manoscritti miniati: i cosiddetti sedili della misericordia della Cattedrale di Manchester sono sorretti da un’incisione del 15esimo secolo che rappresenta un cacciatore cotto allo spiedo da conigli. 

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