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ALESSANDRO MARZO MAGNO parla di LIBERAZIONE DEL CORPO FEMMINILE

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Lo scrittore e giornalista Alessandro Marzo Magno sarà ospite dei Musei Provinciali di Gorizia venerdì 18 novembre 2016 alle 18.00 nella sede di Borgo Castello per parlare de "La liberazione del corpo femminile". Una riflessione sull’evoluzione della moda quando guerre e rivoluzioni risultano essere eventi determinanti nel cambiamento dei costumi, cambiamento che porta con sé una storia di emancipazione e di proiezione nel futuro.

Il corpo femminile dal XIV secolo e per lunghi secoli è rimasto prigioniero del corsetto. A parte una breve parentesi nel periodo della Rivoluzione francese, bisognerà attendere la prima guerra mondiale perché si smetta di usare il busto e il suo posto venga preso dal più comodo reggiseno. Chiudere le donne in strutture rigide, come i corsetti, o rigide e sproporzionate, come le ottocentesche crinoline, aveva un preciso significato: dare forma visibile al fatto che le signore dei ceti elevati non potevano fare nulla, inteso come lavori domestici ecc.  Non solo: non potevano neppure essere avvicinate, visto che le gonne, così ampie, tenevano a distanza, non solo metaforica, le altre persone. Le popolane non utilizzavano questo tipo di abbigliamento, incompatibile con le proprie esigenze di vita e disponibilità economiche. Durante la guerra, mentre gli uomini erano impegnati al fronte, le donne di ogni ceto sociale ne presero il posto nei più diversi settori produttivi, optando per abiti che lasciassero maggior libertà di movimento. Una volta finita la guerra non si rinunciò più alla libertà conquistata e Coco Chanel sancì, con un nuovo e più pratico concetto di eleganza, anche la definitiva sostituzione del corsetto con il reggiseno.

Alessandro Marzo Magno, veneziano laureato in storia, vive e lavora tra Milano e Trieste. E’ stato per quasi dieci anni caposervizio del settimanale Diario. Ora si occupa di divulgazione storica e nell’ultimo libro “Con stile. Come l’Italia ha vestito (e svestito) il mondo”, edito da Garzanti, ripercorre le principali tappe che hanno portato l’Italia a imporsi nel mondo della moda. Ha inoltre pubblicato, tra gli altri, “Il genio del gusto. Come il mangiare italiano ha conquistato il mondo”, “L’invenzione dei soldi. Quando la finanza parlava italiano”, “L’alba dei libri. Quando Venezia ha fatto leggere il mondo”.

La conferenza si tiene nell'a,bito della “Mostra Guerra e Moda – L’alba della donna moderna”, mostra che ripercorre il viaggio della moda in un periodo compreso tra gli anni 1905 e 1925 circa, narrando, attraverso un cambiamento rivoluzionario, una trasformazione che in silenzio scardina un ordine precostituito. Ciò che consideriamo effimero si fa sostanziale e lo stile, l’abbigliamento, si muovono sul filo della storia.

Contadine e operaie, postine e bigliettaie, capiufficio e capireparto, capistazione e tranviere, maestre e crocerossine, imprenditrici: in questi anni la rivoluzione estetica della prima guerra diventa una chiave importante per svelare con l’immediatezza del dato visivo il cambiamento rapido ed irreversibile della figura femminile nella società occidentale del primo Novecento. Una moda che rispose ad un cambiamento della società e non più semplicemente dello stile. Nata dalla necessità e dalla contingenza da qui in poi sarà sempre più figlia di una scelta e non della costrizione, dando vita ad una nuova consapevolezza delle proprie capacità e della propria indipendenza.

La mostra è stata realizzata grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e con la collaborazione della Kunstbibliothek - Staatliche Museen zu Berlin.

La mostra Guerra e Moda - L’alba della donna moderna rimane aperta fino al 4 dicembre 2016, con orario 9.00 – 19.00 chiuso il lunedì, Informazioni 0481 – 533926, Biglietto: 6 euro (comprende la visita al Museo della Moda e della Arti applicate e al Museo della Grande Guerra. Con 1 euro in più si può visitare la Pinacoteca di Palazzo Attems).

 


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