cibo, vino e quantobasta per essere felici

Perdersi nel Parco di Villa di Toppo Florio

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

Anche quest’ anno viene promossa la conoscenza del sito che ospita della Fiera Regionale dei Vini: villa di Toppo - Florio ed il suo parco di circa 3 ettari. Si propongono degli appuntamenti didattici, tenuti da esperti e rivolti ad adulti e bambini, per raccontare in modo semplice ed interattivo le peculiarità e la storia pluricentenaria di questa proprietà, ora passata al Comune di Buttrio. Partendo dalla prima fonte, una mappa seicentesca, verrà tracciata brevemente la storia con le famiglie che hanno posseduto la villa, ed in particolare i di Toppo. Sono loro ad aver ampliato la struttura, variandone la destinazione principale da centro direzionale dei possedimenti agricoli a luogo di incontro della nobiltà che, nella seconda metà del Settecento, frequenta il sito collinare intorno a Buttrio. Nicolò e suo figlio Francesco, appassionati di botanica ed archeologia, rendono questo parco unico nel suo genere: il primo vi porta alcuni reperti archeologici di epoca romana provenienti da Aquileia, creando così il primo nucleo dell’unico parco archeobotanico risalente al 1700 rimasto in tutto il nord Italia; il secondo amplia la collezione archeologica e trasforma il parco in un giardino all’inglese, commissionandone la progettazione ad un architetto milanese, Giuseppe Rho. Alla morte di Francesco la proprietà passa alla seconda moglie Margherita Ciconi Beltrame e poi a sua nipote Vittoria Ciconi Beltrame, moglie di Daniele Florio. La contessa detiene la proprietà e la direzione della villa fino alla morte e destina una parte del parco alla produzione agricola. La guerra vede l’insediamento di diversi comandi militari, la trafugazione di reperti archeologici ed il danneggiamento dello stabile. Al termine del conflitto, ceduto allo stato, il comprensorio viene destinato a collegio per i ragazzi mutilati in seguito allo scoppio di ordigni bellici, subendo così profonde mutazioni a tutti i livelli (villa, pertinenze e parco). Il complesso, passato dallo Stato alla Regione alla chiusura del collegio, dal 1998 diventa di proprietà del Comune di Buttrio che provvede al suo restauro e recupero.
Una passeggiata nel parco permette di osservare da vicino le essenze arboree presenti, parlare delle caratteristiche e delle origini delle specie arboree di particolare pregio come il cipresso calvo (Taxodium distichum) e il cipresso di Lawson (Chamaecyparis lawsoniana), o più comuni nella nostra zona, come il carpino bianco (Carpinus betulus), la farnia (Quercus robur) e il leccio (Quercus ilex). Invece i capricci composti dai reperti archeologici, quali, ad esempio, sarcofagi, urne e stele, permetteranno di fare un salto nel tempo e conoscere caratteristiche e curiosità su costumi sepolcrali, e non solo, dell’epoca romana.
Anche quest’anno ci sarà la possibilità di visitare il Lapidarium, la struttura che custodisce gli oggetti più piccoli o “preziosi” della collezione lapidea di Francesco di Toppo che, insieme ai reperti lasciati ai Civici Musei di Udine, costituiva all’epoca la principale collezione privata dell’Italia settentrionale.
Un appuntamento speciale verrà dedicato infine ai bambini, che diventeranno protagonisti di un incontro fatto su misura per loro: verranno coinvolti in diversi modi e saggeranno anche il mestiere di forestale e di archeologo.
Per visitare il parco in periodi diversi da quelli della Fiera, si può contattare l’ufficio IAT allo 0432/673511 nei seguenti orari: da martedì a sabato 9.30 - 12.30, giovedì e venerdì 15.00-18.00.



Copyright © 2009-2020 QUBI' Editore
Riproduzione riservata

Per poter commentare l'articolo è necessaria la registrazione.

Se sei già registrato devi effettuare l'accesso.