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Torna in presenza Olio Capitale il salone dell'extravergine di oliva

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Inaugurazione Olio CapitaleInaugurazione Olio CapitaleRipartenza in grande stile. Il Trieste Convention Center in Porto Vecchio si è animato di espositori buyer e visitatori ieri 13 maggio per l'inaugurazione e l'avvio del Salone delle eccellenze olivicole. Alle 10 e 30 il festoso taglio del nastro. 

Olio Capitale 2022Olio Capitale 2022

Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, nel suo discorso inaugurale ha ricordato l’auspicio del 2019, ultimo anno in cui il salone si è svolto in presenza: «Sono particolarmente lieto di essere in Porto vecchio nei nuovi spazi del Trieste Convention Center, un desiderio diventato realtà. Uno dei temi centrali di questa 14.a edizione è quello di rilanciare l’agricoltura del settore che in questi anni ha visto un abbandono rilevante. Le problematiche di coltivazione e la remunerazione del prodotto non sempre riconosciuta hanno portato negli anni, nei contesti più difficili, a un progressivo abbandono degli oliveti. L’olivo tuttavia è profondamente radicato nella storia, nell’economia e nel paesaggio italiano, per cui il recupero degli oliveti abbandonati non deve essere valutato solo in termini esclusivamente produttivi, ma anche per il ruolo paesaggistico e sociale che la pianta dell’olivo possiede, assieme al suo grande valore simbolico e culturale».

Su Olio Capitale, Paoletti, ha sottolineato che «non è stato facile tornare in presenza perché dopo due anni gli operatori avevano timori, abbiamo scelto maggio e abbiamo scelto bene perché non c’è più lo stato di emergenza. Saranno tre giorni ricchi di appuntamenti con convegni di primo piano e incontri che consentiranno, ad appassionati e non, di conoscere meglio l’olio extra vergine d’oliva, la sua produzione, gli abbinamenti in cucina con particolare riferimento ai piatti di pesce. Non mancherà nulla del consolidato format che contraddistingue questa manifestazione, unico e autentico salone dedicato esclusivamente all’olio extravergine di oliva».

Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, con un messaggio dedicato ad Olio capitale, ha anticipato che ci sarà un decreto ad hoc con una dotazione di 15 milioni di euro che punta a dare un valore aggiunto ai produttori.

"Una manifestazione bellissima per la quale non posso che complimentarmi", è stato il commento entusiastico del sindaco di Trieste che ha definito Olio Capitale come la Vinitaly dell’Olio.

Il presidente della Regione ha rilevato quanto la Camera di commercio della Venezia Giulia sia stata determinata nel credere in Olio Capitale scegliendo di tornare in presenza e dimostrando l’importanza e il valore dell’evento. Nel ricordare che c’è un grande lavoro per raccontare e valorizzare le tipicità e le eccellenze del territorio con il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia, si è inteso sottolineare che e istituzioni devono lavorare insieme alle categorie per valorizzare la qualità e il Made in Italy senza una corsa al ribasso.

Il presidente dell’Associazione nazionale Città dell’Olio, partner nella organizzazione da molti anni della fiera, ha sottolineato la necessità di intervenire per supportare la categoria perché il 30% del territorio olivicolo è abbandonato e per questo bisogna valorizzare il prodotto e serve un piano nazionale di recupero degli uliveti abbandonati. Servono misure adeguate anche attraverso il Pnrr per tutelare il paesaggio attraverso la valorizzazione delle colture. "L’Associazione nazionale Città dell’Olio rappresenta 410 città in 18 regioni, c’è voglia di ripartenza e ci auguriamo che Olio Capitale sia l’occasione per un rilancio dei territori e delle comunità".

Infine Angelo Tortorelli, Presidente del Network Mirabilia, ha evidenziato come «Mirabilia, una scommessa fatta 10 anni fa e oggi riuscita, ha l'obiettivo di valorizzare i territori attraverso il network di 18 Camere di Commercio dove insiste almeno un sito Unesco. Valorizziamo siti meno noti ma non per questo meno importanti e ora stiamo lavorando a livello europeo»

Subito dopo il taglio del nastro si è tenuto il convegno “Olio Evo di qualità, simbolo del made in Italy nel mondo. Rinascita degli uliveti, recupero e valorizzazione del paesaggio” moderato da Antonio Balenzano direttore Associazione nazionale Città dell’Olio. Oltre alle autorità ha preso la parola Luca Toschi, professore dell’Università di Firenze e Direttore del Lab Center for Generative Communication (Lab CfGC) presso il PIN. Durante il dibattito è emerso il tema dell’abbandono delle ulivete e le conseguenze in termini ambientali, economici, sociali e culturali. Si tratta di un fenomeno noto soprattutto agli addetti ai lavori. L’Italia, con 642.000 aziende, 1.133.000 ettari in coltivazione e 160 milioni di piante, è il secondo produttore mondiale, con una produzione nel 2021-2022 pari a 381.000 tonnellate di olio, dato in crescita del 15% rispetto alla precedente campagna olearia 2020-2021 quando la produzione si era attestata a 331.000 tonnellate. Il dato, seppur importante, risulta inferiore a quello della media della produzione di olio nel decennio 1989-1999 che è stata in Italia di oltre 540 mila tonnellate di olio d’oliva, ma nel decennio successivo è calata a 476 mila tonnellate (-12%); e nel periodo tra il 2013 e il 2017 è stata ancora più bassa: 376 mila tonnellate. Questi dati in un contesto in cui nel mondo, parallelamente, la produzione è salita del 38% (e il consumo del 42%). Le aziende olivicole non pensano più solamente alla produzione ma anche a fare formazione e cultura. Abbiamo in Italia un milione di aziende molto frammentate e queste produzioni hanno bisogno di essere conosciute e il turismo dell’olio rappresenta una grande opportunità.

«E proprio perché all’origine del prodotto Evo di qualità – ha sottolineato Paoletti – vi è la coltivazione in campo, negli oliveti che rappresentano la base produttiva della coltura, la situazione italiana presenta tuttavia una serie di criticità legate alla struttura degli impianti, spesso frammentati ed inseriti in contesti territoriali in cui l’olivo costituisce presidio del territorio in situazioni orografiche difficili. Le problematiche di coltivazione e la remunerazione del prodotto non sempre riconosciuta hanno portato negli anni, nei contesti più difficili, ad un progressivo abbandono degli oliveti. L’olivo tuttavia è profondamente radicato nella storia, nell’economia e nel paesaggio italiano, per cui il recupero degli oliveti abbandonati non deve essere valutato solo in termini esclusivamente produttivi, ma anche per il ruolo paesaggistico e sociale che la pianta dell’olivo possiede, assieme al suo grande valore simbolico e culturale».

L’olio extravergine di oliva è sinonimo di Made in Italy e di qualità. Una qualità che è un nostro vanto nel mondo e che identifica le nostre produzioni agroalimentari. Ed è una qualità garantita anche dal minuzioso lavoro svolto dal Comando Carabinieri per la Tutela agroalimentare, il cui comandante, il Generale di Brigata, Daniel Melis era presente all’inaugurazione.

La fiera è organizzata da Camera di commercio Venezia Giulia attraverso Aries, in collaborazione con l’Associazione nazionale Città dell’olio e gode del sostegno dell’Unioncamere, della Regione Friuli Venezia Giulia la partecipazione del Network Mirabilia e la co-organizzazione del Comune di Trieste. Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf), grazie ai finanziamenti del Programma Operativo del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e per la Pesca (Feamp) 2014/2020, sostiene l’evento e attraverso la Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura, sarà protagonista all’interno dell’esposizione con una serie di azioni di promozione del prodotto ittico nazionale abbinato all’olio extravergine di oliva, nell’ambito di una dieta mediterranea universalmente riconosciuta quale regime alimentare ricco di proprietà benefiche.

L’accesso alla fiera (aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19) è a pagamento - sette euro a prezzo pieno, cinque euro per chi effettuerà la pre-registrazione sul sito oliocapitale.it e per gli ingressi ridotti -, grazie all’accordo con gli albergatori cittadini chi pernotterà negli hotel convenzionati potrà richiedere un biglietto omaggio.

Si sono anche svolte le premiazioni della 16.a edizione del Concorso Olio Capitale 2022 a cui hanno preso parte 156 produttori da sei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, condegustazione degli oli vincitori e menzione d'onore del concorso a cura dell’Olea.


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