Ai Fiori di Trieste sbocciano i nuovi vignaioli

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Ai Fiori di Trieste sbocciano i nuovi vignaioli. A cena con il giovane vignaiolo. La parola chiave è "giovane" e nella maggior parte dei casi ancora con una cantina poco conosciuta ma ricca di promesse. Un'idea nuova e vincente del ristorante triestino di piazza Hortis guidato da Alberto Saglio Ponti al quale noi di qb abbiamo aderito fin dall'inizio, nell'incontro di apertura con la cantina Scarbolo. Un  progetto che ora il nostro mensile sostiene con una specifica collaborazione, sia per la consolidata amicizia con i titolari, sia per la precisa volontà del nuovo direttore Nicola Santini di valorizzare ulteriormente le realtà di Trieste e del Carso e in questo specifico caso anche della Brda. 

Il format è semplice e già collaudato da tanti, ma il plus è la scelta precisa di effettuare la degustazione dei vini - specificamente abbinati con piatti creati per l'occasione - con il produttore  che, nel corso della cena, racconta anche le sue scelte di vita e la sua storia.

 Qui il report della cena con il giovane vignaiolo Mattia Scarbolo 

Ora il calendario degli incontri è definito e vi ricordiamo quindi l'appuntamento con Marco Pecorari della cantina San Lurins di San Lorenzo isontino per mercoledì 20 settembre 2023 | ore 20.00 . San-Lurins: una cantina notevole, una gemma preziosa per ragioni culturali non meno che per la bontà del prodotto. La seconda cantina presente viene dal Brda ed è la Mulit, un'altra proposta di sicuro interesse. 

Marco Pecorari da bambinoMarco Pecorari da bambino

Il giovane Marco Pecorari ha ripreso a vinificare in una cantina fondata dal bisnonno addirittura nel 1874.

Azienda Mulit

La campagna attorno al borgo di Kozana, dieci chilometri in linea d’aria a nord-est di Cormons e di Capriva, disegna il tipico paesaggio a della Brda, il Collio sloveno. Poche strade collegano tra loro i piccoli paesi. Seppur non altissime in assoluto, le dorsali collinari che si affiancano nell’enorme vallone hanno l’aspetto di corrugamenti montani; lungo i versanti, dei quali si intuisce il colore chiaro della terra e la sua consistenza quasi farinosa, il solo diversivo ai boschi sono le pezze di vigneto, spesso in forte pendenza; ovunque sono sparse le nummuliti, minuscoli fossili che un tempo ricoprivano quello che era un fondale marino. Subito a sud di Kozana, ancora più prossimo al confine italiano, ecco in località Vipolže le vigne e la piccola cantina della famiglia Prinčič; ai filari di autoctone quali Ribolla e Pika si alternano uve internazionali quali le bordolesi classiche, il Syrah e il Viognier. L’interpretazione resta invece assolutamente “locale” e inconfondibil

i giovani vignaioli Princici giovani vignaioli Princic
La cantina produce due soli vini, un rosso che si chiama Rdeče (rosso) e un bianco che si chiama Belo (bianco), entrambi dall’assemblaggio delle uve presenti nei vigneti. Il rosso è a prevalenza di Merlot con saldo di Cabernet Sauvignon e Syrah; fermenta grazie all’uso di lieviti naturali ma selezionati e affina poi un anno e mezzo in piccoli fusti e almeno 6 mesi in bottiglia. L’eccezionale bianco Belo, ottenuto da cinque varietà diverse, esprime tutta l’energia di luoghi battuti dal vento in un sorso serrato e salatissimo, coraggiosamente virato all’amaro in fondo nella sua tipica uscita dal nitido sapore di albero di limone.

 
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