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Nove cantine per un grande Pinot nero

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Nove le cantine ma unico l’obiettivo: esaltare il Pinot Nero! La Rete d’Impresa Pinot Nero FVG ha presentato in anteprima all'Enoteca di Cormons (presentazione in grande stile a vinitaly 2018) a un pubblico specializzato le nuove annate di Pinot Nero. qbquantobasta c'era, perchè il nostro motto ormai lo sapete: "o ci sei o segui qb!" Il gruppo, o meglio la rete di imprese,  si è costituito due anni fa con cinque cantine Castello di Spessa, Conte d’Attimis Maniago, Masut da Rive, Russolo e Zorzettig.

Nel novembre 2017 si sono aggiunte altre quattro aziende: Antonutti, Antico Borgo dei Colli, Agricola Gori e Jermann. Aziende che hanno una esperienza nella produzione di Pinot Nero di almeno 10 anni e, in alcuni casi, anche vent’anni e più, con circa trenta ettari complessivi su un totale di 150 ettari in regione e con una produzione di 150 mila bottiglie.

Una rete che nasce per il volere di alcuni produttori, con lo scopo di avere un confronto diretto e di fare massa critica per poter comunicare al meglio questo vitigno, simbolo di una produzione d’eccellenza.

Sempre con obiettivo primario dell’associazione quello di esaltare il valore del “terroir”, zone con caratteristiche diverse, da dove si ottengono espressioni diverse di Pinot Nero.

Il presidente della rete Fabrizio Gallo sottolinea come l’associazione è nata con lo scopo di scambiarsi le esperienze, senza l’obbligo di un disciplinare. Ogni viticoltore è libero di credere nel proprio prodotto ma al contempo di confrontarsi per crescere, in modo che le esperienze del singolo vengano condivise tra i soci.


Il Pinot Nero, coltivato in tutto il mondo, è considerato il principe dei vini, molto apprezzato dai consumatori per le sue caratteristiche e per il facile l’abbinamento con il cibo. Un’uva, di cui ci si innamora facilmente, seppur difficile, sottolinea Gallo, in campagna richiede molte attenzioni, scrupoloso impegno e cura nella fase di vinificazione, per evitare le numerose insidie: ogni annata diventa una sfida.

Ogni  produttore ha illustrato brevemente le caratteristiche della propria azienda, soffermandosi sulla metodologia di vinificazione e le caratteristiche del vino. Al di là dell’aspetto tecnico, è emerso un importante affiatamento tra i produttori, come una vera squadra.

Nove i campioni di Pinot Nero degustati, annate 2015 e 2016, vinificate per lo più in acciaio, alcune passate in legno grande per tempi più o meno lunghi.

E’ con grande ammirazione che seguo questa associazione da quando è nata e avendo avuto la possibilità di degustare e seguire l’evoluzione dei loro vini, posso dire, con tutta sincerità, che ho riscontrato un miglioramento qualitativo percepibile. Credo che questa sinergia tra produttori sia un’arma vincente, fare sistema aiuta il singolo a crescere aiutando nel contempo tutti. Smussare i piccoli difetti  è possibile solo con un continuo confronto nel tempo.
Al momento sono due le aziende che propongono una versione Riserva. Un obiettivo di tutta la rete, da maturare nel tempo ... Una sfida che continua!


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