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A Cortina: per sciare o per mangiare?

ristorante Lago Scinristorante Lago Scin

Se dico “viaggio” dico “cibo” e prima di partire per qualsiasi meta programmo sempre nei minimi dettagli le mie soste gourmet. Anche se poi mi lascio conquistare dalle sorprese. Week end gastronomico a Cortina d’Ampezzo? Si può! Il fine settimana ha inizio in una baita di montagna, finemente arredata in legno. Beh, dire baita è forse riduttivo. Pranzo a base di piatti tipici delle
montagne bellunesi. Al ristorante Lago Scin,  immerso nella corona spettacolare delle Dolomiti, scelgo la tartare di cervo affumicata al momento, i casunziei ripieni di rape rosse serviti con burro fuso e semi di papavero, le costolette d’agnello con polentina. Non importa quanto io abbia mangiato, c’è sempre spazio per il dolce! Come rinunciare alle frittelle di mele servite con la marmellata calda al lampone? Assaggio anche le grappe prodotte dallo chef Carlo: genziana, ruta e abete bianco, quest’ultima pazzescamente coinvolgente.

Casunziei ripieni di rape rosseCasunziei ripieni di rape rosse

Rinunciate alla pennichella; vi consiglio una passeggiata lungo Corso Italia, cuore dello shopping cortinese tra botteghe artigiane, boutique, negozi di antiquariato, gioiellerie, pasticcerie, locali dove concedersi una merenda, un aperitivo o uno snack. Ecco appunto, ma succede anche a voi di pensare alla cena nonostante abbiate appena finito il pranzo? Così, davanti a un caffè nel famoso Lovat, bar-pasticceria storico, con leccornie dolci e salate, fatte rigorosamente in casa, prenoto un tavolo al Lodge Alverà.

Lodge AlveràLodge Alverà

Ma è vietato andare a cena se prima non si fa l’aperitivo, giusto? Il tempo di cambiarmi di abito e mi dirigo in Largo Poste all’enoteca Baita Fraina con gli assaggi gourmet di chef Alessandro Menardi. Tra una risata e quattro chiacchiere è giunto il momento di dirigersi al ristorante. Il Boutique Hotel Lodge Alverà si trova a pochi minuti dal centro, verso il passo Cimabanche. Oltre alla vista panoramica che abbraccia le Tofane, Croda da Lago, Becco di Mezzodì e Cadin, appena entrati si viene rapiti dalla bellezza dell’interior design, ricercato ed elegante. Il Ristorante Dolomiti Lodge, capitanato dagli chef Renzo e Claudio Alverà, non delude né gli appassionati della cucina tipica né la clientela più internazionale. Cantina a vista con oltre 200 etichette di vini e grappe. Le mie scelte: tagliere di speck con i formaggi locali, insalatina di carciofi con pere e pecorino, foie gras con il pan brioche, mini burger con tartufo, cremoso al pistacchio. E il divano Pack di Edra rivestito in pelliccia ecologica e sovrastato dallo scenografico chandelier Random di Studio Italia Design con decine di bolle in oro rosa? Sedetevi, un attimo, mi ringrazierete.


 

Giorno 2


Il buongiorno si vede dal mattino… con una crostatina di lamponi e un cappuccino all’Embassy Bar Cafè in Corso Italia. Per chi non desidera sciare, la domenica mattina è perfetta per qualche ora di piacevole relax in una delle tante SPA a disposizione. Per pranzo si va al Ristorante Al Camin, ambiente intimo e raffinato, in località Alverà, sulla via che porta al Passo Tre Croci e Misurina, con vista su Cortina e le Tofane. Le mie scelte: lo stinchetto di maiale salmistrato con cappuccio viola marinato al rafano, i tortelli di patate al puzzone di Moena e speck croccante, il filetto di manzo ai porcini fasciato allo speck con patate all'ampezzana.

La pasticceria va assaggiata! Le crêpes alle mele con gelato alla cannella? Immense. Dopo il pasto un giretto in Cooperativa è d’obbligo. Aperitivo serale all’enoteca Villa Sandi e cena a Baita Piè Tofana, recentemente ristrutturata e con la nuova gestione di Michel Oberhammer. Un pezzo di storia di Cortina d’Ampezzo rivisitato con spirito contemporaneo.

Baita Piè TofanaBaita Piè Tofana
Vi consiglio di arrivare per l’aperitivo e di sorseggiare un calice di champagne degustando il burro fatto in casa servito con grissini artigianali di fronte al larin, il camino centrale di una delle due sale. Uno spazio da riempire con amici, chiacchiere e sorrisi. Le mie scelte: lo speck della malga Pretzhof, con formaggi locali e sottoli di stagione, il Toc’ in Braide con uovo in camicia e tartufo, i ravioli al cervo con spuma di Graukase, estratto ai mirtilli neri e finferli al rosmarino. Interessante la Milano Cortina, costoletta di vitello, patate ratte e padellata di verdurine croccanti, pera aromatica e il bombardino.



Giorno 3
Immancabile la colazione prima del rientro a casa. Il panificio Alverà costituisce dal 1914 una tappa fissa al rientro dalle piste di sci o durante il passeggio del pomeriggio in centro. Per il the delle cinque consigliatissimo l’infuso “Le Mente” con i biscotti al burro. Le mie scelte: il croissant integrale al miele, la Sacher, le monoporzioni (pera e caramello, cioccolato e frutti di bosco).

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