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IL FILO CAPOVOLTO quattordici artisti al Museo Etnografico del Friuli

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Il filo è un’immagine archetipica potente, ed è stato protagonista del fare lungo tutta la storia dell’umanità: un filo che, appunto, non finisce mai, ma si trasforma continuamente. La mostra "Il Filo Capovolto", il cui titolo vuol evocare un possibile legame in un mondo di contrasti e contraddizioni, di differenze e di distanze che solo un filo può legare, è visitabile fino al 18 settembre al Museo Etnografico di Udine. E' curata dall’Associazione culturale Noi…dell’arte di Gorizia. Espongono: Giuliana Balbi, Rosanna Colloricchio, Liviana Di Giusto, Alice Gregori, Miriam Montani, Laura Piovesan, Flavia Turel, Loretta Cappanera, Marai Elisa D'Andrea, Roberta Franchetto, Niccolò Maddalin Chiaffoi, Antonella Palomba, Antonella Pizzolongo, Caterina Vallini. L'intera mostra, realizzata in collaborazione con il Comune di Udine, il Museo Etnografico del Friuli e le associazioni udinesi Altreforme e Ilsegnozero, si sviluppa come un percorso contemporaneo di opere originali realizzate per l’occasione e ispirate alle tradizione del “saper fare”, con particolare riferimento agli oggetti presenti nelle sale museali.

L’idea del progetto espositivo prende spunto da una delle leggende della tradizione popolare friulana legata alle “AGANIS” in cui si narra di una donna che aiutò una salamandra a partorire. La salamandra era in realtà un'Agana, la quale, per ricompensare la donna del suo aiuto, le regalò una matassa di lana il cui filo non finiva mai. Lavorando la matassa la donna potè allevare i suoi figli. Si dice che quella matassa passi di mano in mano e continui ancora a girare. Il filo che non finisce mai può anche rappresentare metaforicamente l’ispirazione di cui l’artista ha continuamente bisogno per nutrire il proprio lavoro. Questo è il punto di incontro degli artisti, provenienti da universi artistici differenti, che hanno trovato nella collezione espositiva del Museo Etnografico del Friuli e nella leggenda delle “Aganis” l'ispirazione, fluida e originale, per costruire qualcosa di personale che assume un significato collettivo nell'esposizione.

Orari: 10.30-19.00 escluso lunedì

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