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Diete rigide o diete consapevoli?

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La nutrizionista Monica CigarLa nutrizionista Monica Cigar

Buon giorno amici di qb! E' molto interessante leggere le vostre domande, che sono un po' le stesse che sento nel mio studio, le stesse che mi pongono le persone appena scoprono che sono una nutrizionista.  E premetto ancora una volta: nutrizione è soprattutto prevenzione; nutrizione è formazione, cioè anche imparare a mangiare sano e a capire che cosa introduciamo nel nostro corpo. 

Posso usare altre cotture oltre che griglia, lesso, vapore? E niente niente condimenti e neanche un bicchiere di vino? Giuliana S.

Buongiorno sig.ra Giuliana, nella scelta della modalità di cottura è bene sempre tener conto di come queste possano influire sulle vitamine e micronutrienti presenti. Molti i fattori che 
agiscono sul contenuto vitaminico: esso varia notevolmente in funzione di come vengono alimentati gli animali, del grado di maturazione dei vegetali al momento della raccolta, del tempo che intercorre tra raccolta e preparazione dei cibi, dei metodi di conservazione degli alimenti,  delle tecniche e dei tempi di cottura e infine del tempo che intercorre tra la cottura e il consumo reale di cibi.

Le procedure di cottura degli alimenti possono determinare una perdita del loro contenuto in vitamine fino all’80%, soprattutto quelle idrosolubili (vitamina C e vitamine del gruppo B), quando i cibi vengono cotti a lungo e in abbondanti quantità di acqua e/o siano esposti al calore, alla luce e all’aria. Tuttavia, la maggior parte delle perdite di vitamine si verifica durante la cottura per distruzione termica, cioè con il calore. Possiamo utilizzare tutte le tecniche di cottura, ma sicuramente l’importante è variarle! 
Per quanto riguarda i condimenti, quali l’olio extra vergine di oliva, orami chiamato abitualmente olio evo, essi sono fondamentali e non vanno eliminati, in quanto favoriscono l’assimilazione delle vitamine liposolubili (A, D, E, K).
Possiamo dire che nulla va eliminato completamente, quindi neanche il vino, ma tutto va integrato in modo consapevole nel nostro piano alimentare, in modo da non andare incontro a carenze od eccessi.

Quindi torniamo sempre al punto di partenza: per una buona nutrizione è importante imparare a conoscere ciò che mangiamo e come lo mangiamo.

 

Mi dicono che con la dieta Planck si ottengono meravigliosi effetti, ma mi sembra un po' troppo rigida, cosa ne pensa? Mi sembra tanto simile alla Dukan Marta O. 

Le diete Planck e Dukan sono due regimi alimentari di cui si sente tanto parlare in quanto a esse vengono attribuiti ottimi risultati in termini di dimagrimento rapido. Tuttavia, questi due regimi alimentari sono stati criticati dalla comunità scientifica proprio a causa della loro natura molto rigida e restrittiva.
Entrambe hanno come base comune il fatto di essere due regimi alimentari iperproteici, strutturati su menù molto rigidi e che permettono un calo ponderale in tempi molto brevi. Tuttavia, pur essendo molto simili, queste due diete presentano alcune differenze.
Brevemente: la dieta Dukan prevede un approccio leggermente più “morbido” rispetto alla Planck, in quanto vi è più libertà di scelta nel tipo di alimenti che è possibile introdurre a seguito della prima fase (rigida) in cui è prevista la sola assunzione di proteine. Nella dieta Planck deve essere rispettato un menù settimanale basato sulla esclusiva assunzione di proteine animali e verdure; non è possibile effettuare modifiche o sostituzioni alimenti. Inoltre, un’altra sostanziale differenza tra le due diete riguarda l’attività fisica: nella dieta Planck non è previsto alcun tipo di esercizio, mentre invece nella Dukan vengono inseriti dai 20 ai 30 minuti di esercizio giornaliero (a seconda della fase della dieta).
Per entrambe queste diete è fortemente sconsigliato il “fai da te”, poichè si basano su piani alimentari che è necessario seguire sotto stretto controllo medico sia per quanto riguarda l’integrazione sia perchè non sono prescrivibili in tutte le condizioni fisiologiche. Sono infatti da evitare per esempio in caso di gravidanza, allattamento o in presenza di problemi renali.

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