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Un pranzo a bordo di una nave da crociera della Costa

Giuseppe Cordioli intervista lo chef  Giuseppe Cordioli intervista lo chef Un viaggio nel gusto e nella sostenibilità a bordo di una  nave da crociera della flotta Costa. Vi racconto in sintesi l’esperienza fatta nel ristorante Archipelago sulla Costa Pacifica, mentre la nave solcava i mari dei Caraibi.
 
pizze e mozzarellepizze e mozzarelleÈ facile immaginare che con più di tremila passeggeri a bordo le cucine hanno un superlavoro, ma la brigata di ben 195 cuochi -  di 15 nazionalità diverse - è coordinata e diretta con grande maestria dall’executive chef Salvatore Luppino.
Ogni giorno vengono cucinati 400 chili di pasta, si sfornano pizze di ottima qualità e si producono mozzarelle. Numeri impressionanti con 30 mila uova la settimana, 2.500 kg di ananas.  A bordo si produce il pane, con tre sfornate giornaliere, con un consumo di mille chili di farina.
 
Ma chi ha il palato più esigente ha la possibilità di provare anche la cucina di grande chef stellati, come ci spiega il restaurant manager Giovanni Pani, un sardo che ama cucinare e che quando è a terra si occupa dei suoi olivi: "Noi a bordo siamo in grado di servire i menu italiani, grazie all’utilizzo di materie prime di grande qualità; poi abbiamo anche le proposte di chef pluristellati come Bruno Barbieri, la francese Héléne Darroze e lo spagnolo Angel Leon".
 piatto con la bollapiatto con la bolla
Il menu è molto ben equilibrato; comincia con un saluto della cucina molto originale: un delicato brodo avvolto da un’enorme bolla. Arrivano poi il Plancton roll e la soppressata di mare seguiti da un jalapeno cremoso, cetriolo marinato alle erbe e capesante. In entrambi i piatti ottimi gli abbinamenti dei vini serviti a temperature perfette.
Una crema fredda all’avocado viene servita come base per le capesante sotto sale e con coriandolo, che anticipano l’astice al burro speziato dei Caraibi e zuppa fredda dei suoi coralli, un piatto indimenticabile per come trasmette le sensazioni della terra e del mare.
 
Si finisce con un insolito gelato di patate dolci al forno e una crema chantilly alla vaniglia.
La scelta del sommelier è da sottolineare perché è riuscito a coniugare la produzione italiana con piatti molto particolari: che dire per esempio di un ottimo Sauvignon Doc dei Colli Orientali de Le Vigne di Zamò o il Trento Maximum Demi Sec Doc Ferrari.
 
Un’esperienza completata dall’impeccabile servizio svolto da personale ben preparato, molto attento e preciso. Tutto ciò ha anche un prezzo più che equo: 57 euro per il menu degustazione e 37 euro per la selezione dei vini in abbinamento.
 
Per concludere voglio assegnare una nota di merito per il team del ristorante Elite, all’undicesimo ponte, dove ogni giorno vengono servite colazioni, pranzi e cene a la carte, anche in questo caso con una cantina molto ben fornita.
 
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