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SARDE IN SAORE

Premessa: abbiamo scritto saore e non saor perchè così si dice nel dialetto veneto di Chioggia, pertanto non è un errore.  Ed eccovi ora la ricetta che però è tipicamente veneta, cioè con pinoli e uvetta, mentre a Chioggia questi ingredienti non sono previsti. Potenza della diversificazione identitaria! 

Ammollare un po’ di uvetta sultanina in acqua tiepida.

Lavare e spinare le sardelle tagliando anche la coda, lasciarle a scolare dall’acqua.

Nel frattempo tagliare le cipolle (cipolle dorate) a fette sottili - proporzione un po’ di più del peso delle sarde pulite. In un tegame capiente farle appassire con olio extravergine di oliva, versando ogni tanto aceto e olio se serve, sale q.b. Quando le cipolle sono pronte, infarinare leggermente le sarde e friggerle in abbondante olio di semi di arachidi.

A frittura finita comporre così il piatto:
1. leggero strato di cipolle
2. sarde fritte
3. cipolle + uvetta sultanina + pinoli in quantità a piacere. 
Continuare con gli strati fino alla fine degli ingredienti. Il piatto è più buono se fatto il giorno prima.

Ci scrive Marisa De Franceschi:  il segreto sta nel non spinarle e friggerle metà cottura. Lasciarle marinare almeno 4 giorni. Ricetta di mio nonno, oste veneziano dagli anni '40.

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