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News sulla vera storia della carbonara

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pasta alla carbonara courtesy Il gambero rossopasta alla carbonara courtesy Il gambero rosso

 BICENTENARIO ARTUSIANO. 7 APRILE. LAZIO. Vi abbiamo già raccontato la storia della carbonara, un piatto di stroardinario successo mondiale, nato intorno agli anni '40 del secolo scorso.  VAI AL LINK Carbonara alle zucchine Nacque, a quanto pare, come mappazzone svuotafrigo. La notizia appare oggi sulla newsletter del Gambero rosso e attribuisce a Renato Gualandi, cuoco bolognese scomparso nel 2016, la paternità della ricetta nata per soddisfare i generali delle truppe alleate nel 1944. 

 

SAREBBE SUCCESSO TUTTO A ROMA, PER CASO, CON GLI INGREDIENTI TROVATI IN DISPENSA
Renato Gualandi,  molti anni più tardi, pubblicò i suoi Spaghetti alla Carbonara nella raccolta Erbissima (1991), attribuendo l’invenzione della ricetta a sé e agli altri soldati cucinieri italiani impegnati “al fianco degli Alleati vincitori, durante la Liberazione di Roma”. Gualandi si trovò a dover esaudire la richiesta di due generali, un americano e un inglese, che volevano mangiare:  creò un piatto con quanto aveva a disposizione, attingendo dalle scorte delle truppe,  “un vero e proprio mappazzone, attraverso un’operazione che nel gergo delle cucine un tempo si chiamava pdf, pulizia dei frigoriferi: tutto il cibo in eccedenza che rischiava di andare buttato veniva usato per sfamare il personale. Dunque Gualandi, si legge sempre nella nota de il Gambero rosso, assemblò quel che poteva: latte in polvere, uovo liofilizzato, bacon e burro fuso. Ne venne fuori un piatto di grande golosità, “dove non fu tanto l’uovo, ma il formaggio fuso a creare quella ‘bavosità’ che avrebbe conquistato i commensali”. Poi la ricetta cominciò a diffondersi, replicata con tuorlo d’uovo e altri ingredienti del territorio, e trovò fortuna anche in America. 


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