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Terza con lode, dove osano le pesche

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Terza con lode, Dove osano le Pesche by accantoalcamino. Un  rescoconto della premiazione del concorso Le pesche nel piatto. Amo vincere, tutti amano vincere, chi lo nega mente;  ma ci sono situazioni e momenti nella vita  in cui la partecipazione è appagante più di una vittoria, infatti, il mio terzo posto , per me, equivale a una laurea con bacio accademico. Impossibile competere con un tiramisu ma, il fatto che  per il secondo e terzo posto, siano state scelte due ricette salate è il segnale che qualcosa sta cambiando nella mentalità dei Friulani. Certo che l'abbinamento trota pesche non è gradito a tutti, sono sapori ai quali avvicinarsi un po' alla volta e mi ha fatto estremamente piacere scoprire che, anche per la degustazione dell'evento con i cuochi hanno presentato il carpaccio di trota e pesche e Giancarlo Foscarini dello Stringher un risotto con pesche e Ribolla (io l'avrei mantecato con del Montasio come ha fatto Stefania in una delle ricette in concorso); per la cronaca ha vinto il risotto. Vedete  invece la reinterpretazione che della mia ricetta ha fatto il giovane pasticcere della pasticceria Glacé di Fiumicello (le tre ricette vincitrici sono state reinterpretate e servite ai presenti da tre pasticcerie locali).

Dopo aver partecipato al concorso ho voluto presenziare anche alla premiazione, accompagnata dalla mia compagna di merende Tiziana, nonché mia mentore e pusher di autostima.

Sto parlando de Le pesche nel piatto, il concorso voluto fortemente da Fabiana Romanutti, direttrice della rivista mensile qbquantobasta che dà visibilità alle eccellenze regionali, anche quelle più nascoste, scova giovani ristoratori che meritano di essere conosciuti e incentivati a continuare sulla strada che hanno scelto. 

È una rivista che ho conosciuto per caso, ne ho parlato qui sul blog ed è in quella rivista che ho conosciuto lo splendido riso Vialone nano friulano di Domenico Fraccaroli e ho replicato il suo risotto. Nella botte piccola ci sta il vino buono, sembra coniato apposta per il Friuli Venezia Giulia, regione piccola, posizione strategica, accarezzata dal mare e dal vento, resa sinuosa ed elegante da colline e campagne, rinfrescata dalle montagne, bagnata da fiumi.

Abbiamo tutto, pesce, carne, formaggi, vini di eccellenza, abbiamo una storia, una storia affascinante che racconta di pescatori e di taglialegna, ma si decolla con difficoltà perché qui la gente bada più all'essere che all'apparire.

Ègente che ha sempre lavorato, questa è terra di emigranti, gente che si è costruita pezzo per pezzo tutto ciò che ha lavorando duramente lontani da casa, dalla famiglia e dagli affetti e, si sa, la fatica toglie la voglia di sorridere e di parlare, rende diffidenti e guardinghi ma oggi se possiedi prodotti di eccellenza, garantiti e unici devi fare lo sforzo di farli conoscere e per farli conoscere devi imparare a parlare e a sorridere, devi aprire la porta alle novità e berci assieme un tai.
I prodotti devono diventare attori, capaci di interpretare tutti i copioni in tutti i teatri, bisogna osare, affrontare il cambiamento, fare esperimenti, proporre, incuriosire.

Io non lo sapevo e come me molte altre persone, che a Fiumicello producono anche la pesca saturnina o tabacchiera che ha origini siciliane, è coltivata sulle pendici dell'Etna e ora anche qui per onorare il chilometro zero che garantisce freschezza e costi contenuti.

Io non conosco le regole di mercato però, lo ripeto, non sono felice, quando vedo in negozio frutta arrivata dalla Spagna quando abbiamo i campi pieni di tutto, è evidente che qualcosa non funziona come dovrebbe.

Fiumicello ha un sindaco giovane, preparato, circondato da collaboratori altrettanto giovani e preparati e ha la fortuna di avere alle spalle persone di esperienza,  che hanno infilato le mani nella terra e la conoscono bene, le sanno parlare e la sanno ascoltare, uno di questi è questo simpaticissimo signore del quale scoprirò il nome q.p. )

L'ho tormentato a vonde affinché spinga a che venga fatto un ricettario e a mettere i cartellini col nome e qualche accenno sulle cassette di quelle splendide pesche con tante sfumature rosa-arancio-rosse.

Un compito che poterebbe venire affidato ai Boy scout che, nel loro chiosco personale disegnano e creano pesche origami, a loro piacerebbe contribuire con il loro senso artistico alla prossima mostra del 2014 vero?

Insegniamo alle persone a chiamare ciò che mangiano col loro nome, trovo sia un arricchimento culturale, è come se tutte le donne si chiamassero Donna e tutti gli uomini si chiamassero Uomo, le pesche hanno dei nomi bellissimi, nomi di principesse, di regine ed allora facciamoli conoscere a tutti...

P.S.: nel sito troverete tutte le ricette e nei blog delle partecipanti i loro resoconti personali. Alla prossima.


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