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Confettura di pesche, rum, peperoni

Per chiudere il ricettario delle pesche che è emerso da questo concorso (un'esperienza davvero strordinaria) eccovi la Confettura di pesche e albicocche, con rum peperoni vaniglia e chiodi di garofano. La ricetta fuori concorso è di Anna Maria Pellegrino del blog la cucina di qb ed è

pubblicata sul numero di luglio del mensile qbquantobasta.
Ingredienti: 700 g di pesche gialle, 700 g di albicocche, 700 g di peperoni (verdi, gialli o rossi, come preferite), 2 lime, 1 kg di zucchero di canna, 1 baccello di vaniglia, 6 chiodi di garofano, 6 bacche di pepe nero del Madagascar, un bicchierino di rum.
Procedimento: Sbucciare e denocciolare le pesche e le albicocche, tagliarle a spicchi e metterle in una ciotola con un paio di cucchiai di zucchero di canna e il rum. Lasciare marinare al fresco per qualche ora, mescolando ogni tanto.
Nel frattempo pulire i peperoni eliminando la parte interna, la buccia (potete anche usare il pelapatate se non avete voglia di spellarli con il calore) e tagliarli a tocchetti regolari.
In una pentola dal fondo pesante, in rame o in ghisa, mettere la frutta, i peperoni, il succo dei lime e cucinare coperto per circa 15 minuti.
Unire lo zucchero, i semini della stecca di vaniglia (mentre la parte rimanente non buttatela via, ma mettetela in un vaso di vetro con dello zucchero semolato per profumarlo e usarlo nella produzione di dolci o creme senza dover aggiungere" aromi naturali") e le spezie tritate in un mortaio. Sia la pesca che l'albicocca contengono un nocciolo interno che ben si sposa con tutte tre le spezie che vi ho proposto in questa ricetta: aumentando e diminuendole in proporzione si avrà una preparazione più dolce o più piccante e quindi adatta a usi o abbinamenti diversi.
Cucinare fino al raggiungimento della consistenza desiderata (d'obbligo la prova piattino: metterne un po' sopra un piattino, lasciar raffreddare qualche minuto, se non scende vuol dire che la confettura è pronta).
Riempire dei vasi sterilizzati per 15' immergendoli nell'acqua bollente e lasciati asciugare sopra un canovaccio pulito, chiudere con coperchi puliti, capovolgere i vasetti e lasciar riposare al buio per circa 20 giorni prima di aprirli. Facendo tornare l'estate nelle nostre cucine.

A proposito di conserve: fu un cuoco di Villa Motta di Travedona, che, nel
1921, trovò il modo di conservare le pesche nello sciroppo, commissionando
al fabbro del paese una serie di scatole a tenuta stagna per poter offrire
agli ospiti questo frutto anche durante il periodo invernale.

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