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Come fare le graffe di Carnevale

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Graffe napoletane

 

Graffe napoletane per Carnevale, ma anche per tutto l'anno. Le graffette napoletane dall’impasto soffice, cosparse di zucchero, sono ciambelle fritte in abbondante olio. Si dice che prenderebbero il nome dalla città di Graz, capoluogo della Stiria, dal momento che in Austria, in occasione del Carnevale si preparavano e si vendevano in strada i famosi bomboloni farciti di marmellata, meglio conosciuti con il nome di krapfen. Ed è proprio da krapfen in realtà che probabilmente derivera il dialettale napoletano graffe. 
Secondo alcuni il termine krapfen deriverebbe dall’antico tedesco krafo nel suo significato di gancio o artiglio, in omaggio all’antica versione del dolce che pare avesse la forma allungata,
simile proprio a un gancio; altri invece attribuiscono la sua origine al cognome Krapf di una nota pasticciera che li avrebbe inventati casualmente nel 1683, lanciando con furia contro il proprio apprendista un pezzo di impasto che cadde invece  nello strutto bollente.
Agli inizi del 1700 i krapfen arrivarono anche a Napoli e si diffusero rapidamente con il nome di graffe, con assonanza probabile nei confronti del vocabolo originario. All'impasto di farina si aggiunsero le patate per renderlo più morbido. Piacque moltissimo e da allora le graffe si trovano in vendita nei bar e nelle pasticcerie durante tutti i giorni dell’anno.
La ricetta che vi propongo è più leggera di quella tradizionale, perché senza patate nell’impasto. 

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