cibo, vino e quantobasta per essere felici

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Informazioni sui cookie

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Attraverso i cookie possiamo personalizzare la tua esperienza utente e studiare come viene utilizzato il nostro sito web. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione

Cookie Policy

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Una piazza bianco latte

Una Piazza Bianco Latte. Piazza dei Signori tra arte e sapori. Latterie Vicentine scende in piazza per celebrare il territorio e le sue tradizioni: un evento multimediale dove l’arte incontra il gusto del territorio. Venerdì 7 giugno 2019 a partire dalle 19.30 Piazza dei Signori, il cuore di Vicenza, si trasformerà in una “Una Piazza Bianco Latte”, prima edizione di un evento multimediale: accanto alla magnifica Basilica palladiana saranno installati 10 schermi a led trasparenti di grandi dimensioni che proietteranno immagini evocative del territorio vicentino.  La compagnia di intrattenimento NuArt Events animerà la piazza con interventi di musicisti, ballerini, giocolieri, equilibristi e mangiafuoco.
Saranno presenti quattro aree di degustazione con formaggi selezionati di Latterie Vicentine, abbinati ai vini della Cantina Beato Bartolomeo di Breganze.  In programma anche interventi live del blogger Stefano Cantiero che condividerà con il pubblico l'esperienza della Transumanza di Bressanvido attraverso racconti e immagini.

 

 

Bowl salmone avocado e chutney di mela

Mettervi alla prova in cucina con una ricetta semplice e sana, BOWL CON RISO VENERE, SALMONE, AVOCADO E CHUTNEY DI MELA VAL VENOSTA.

Ingredienti per 4 Bowls:

1 trancio di salmone da 500 g
200 g di riso Venere
2 avocado Hass (quelli scuri)
1 lime
100 g di spinacini freschi o erbette
semi di sesamo
olio evo
sale

Ingredienti per il chutney di mela:

2 mele Val Venosta Golden Deliciuos
2 cm di radice di zenzero
½ cipolla
1 cucchiaio di zucchero di canna
2 cucchiai di aceto di mele o aceto bianco
1 pizzico di semi di cumino
I semi di 1 bacca di cardamomo

Sciacquate il riso Venere sotto l’acqua, mettetelo in un pentolino con abbondante acqua e fate cuocere per circa 40 minuti dall’ebollizione, scolate e condite con un filo di olio evo.

Preparate il chutney: tagliate le mele a dadini e mettetele a cuocere in un pentolino con lo zenzero grattugiato, la cipolla a fettine, lo zucchero, l’aceto, il cumino e i semi del cardamomo schiacciati per circa 30 minuti e poi fate raffreddare.

Tagliate il trancio di salmone a cubotti e fateli cuocere in padella antiaderente per pochi minuti a fiamma vivace in modo tale da mantenere il cuore quasi crudo.

Fate saltare gli spinacini per 1 minuto con lo spicchio di aglio schiacciato e olio.

La ricetta completa della foodblogger Valentina QUI 

ENJOY COLLIO EXPERIENCE 2019

E' stata presentata in conferenza stampa nel comune di Cormòns la terza edizione di ENJOY COLLIO EXPERIENCE 2019, l’evento che propone ai visitatori percorsi eno-gastronomici, culturali e musicali con la partecipazione di tutto il territorio. Enjoy Collio Experience e in programma tra il 29 maggio e il 2 giugno 2019 e sarà ricca di iniziative ed esperienze in grado di far vivere il territorio nel profondo mettendo in rete le realtà che lo animano.
Oltre agli appuntamenti pensati per i 42 giornalisti internazionali e nazionali ospiti del Consorzio, ben 20 Experience per il pubblico saranno corollario di un evento pensato per tutti. Il 29 maggio, sul Monte Quarin, a Cormons, ci si potrà accomodare tra i filari per un Pic Nic organizzato in collaborazione con il Comune di Cormons; osservare la pianura al di sotto della collina assaggiando il meglio dei produttori del Collio. Giovedì 30, a San Floriano del Collio, lo chef stellato Daniele Repetti preparerà un menù suggestivo, tanto quanto il panorama dal quale si osserva tutto il Collio nel “set” delle Baronesse Tacco, accompagnato dai vini dei produttori. Venerdì 31 sarà la volta del Premio Collio, al Castello di Spessa, dove verranno premiate le migliori tesi e i migliori articoli che parlano del nostro territorio per poi concludere la serata con una cena esclusiva che vedrà i vini del Collio accompagnare le più alte espressioni della cucina del territorio.“Questa edizione di Enjoy Collio Experience, la terza, dimostra il continuo impegno del Consorzio Collio verso la promozione dei valori della storia del nostro territorio” – ricorda Roberto Felluga Vice Presidente del Consorzio Collio – “Focalizzeremo l’attenzione verso la sostenibilità, da sempre alla base del nostro lavoro quotidiano e delle experience per permettere ai nostri ospiti di conoscere il Collio, assaggiandone i vini ma soprattutto conoscendo il grande impegno e lavoro degli uomini e delle donne di questa Denominazione.” Aspettando il Premio Collio - previsto per il 31 maggio alle 17:30 al Castello di Spessa - il Consorzio Tutela Vini del Collio ha organizzato per l'edizione 2019 la Tavola rotonda sulla sostenibilità economica del territorio. Fra i temi che verranno trattati dai relatori, la sostenibilità del territorio, l'importanza di una corretta narrazione, l'economicità delle scelte future in chiave sostenibile, la responsabilità sociale d'impresa nella definizione della filiera economica del territorio*. 


Sabato 1 giugno il parco Coronini a Gorizia ospiterà la mostra degustazione del Collio, con una trentina di aziende presenti, degustazioni guidate e la possibilità di assaggiare il meglio della produzione vinicola delle nostre colline. Domenica 2 giugno potrà essere vissuta in ogni maniera. Tra le colazioni in vigna e passeggiate sui sentieri che costeggiano vigneti - attraverso percorsi storici- ci si potrà dilettare nella scoperta del nostro territorio e del suo vissuto. Inoltre, è la prima volta che il treno storico in partenza da Trieste effettuerà fermata a Cormons - e lo farà proprio domenica 02 giugno. Un viaggio nella bellezza del territorio a bordo di un treno storico, domenica 2 giugno, con partenza da Trieste e arrivo a Cormons e Gorizia per degustare le eccellenze del Collio e visitare alcuni dei luoghi più caratteristici della citta di Gorizia e la mostra sull’Imperatore Francesco Giuseppe I, accompagnati, durante il viaggio in treno, dalle note del gruppo COCKTAIL CAPERS, con un repertorio omaggio ai gruppi degli anni '30 e '40 della ‘swingin' America.  Ad attendere i viaggiatori alla stazione di Cormons, dopo il saluto dell’Amministrazione Comunale, ci saranno le navette che consentiranno di arrivare presso i produttori e le cantine aderenti all’iniziativa dove si potrà pranzare, previa prenotazione, con prodotti di produzione locale (si precisa che i menù potrebbero non essere adatti a celiaci, vegani e vegetariani). Cinque le proposte, sei le cantine aderenti. Rientrati alla stazione di Cormons (salvo che per i viaggiatori che sceglieranno la visita e degustazione a Ponte del Calvario, che proseguiranno invece direttamente con la navetta alla volta della Stazione di Gorizia) il viaggio in treno proseguirà alla volta della Città di Gorizia, dove ad attendere i viaggiatori, dopo i saluti dell’Amministrazione Comunale in stazione, e il trasferimento in centro città in navetta, vi saranno le visite guidate alla mostra Francesco Giuseppe I. - Uomo, imperatore , patrono delle scienze e delle arti, in svolgimento al museo Santa Chiara. Sempre a Gorizia, i viaggiatori saranno guidati alla visita del Parco della villa Coronini Cronberg.  Durante il viaggio in treno, informazioni e approfondimenti di storia, tecnica e cultura ferroviaria da parte di componenti dell’Associazione Museo-Stazione Trieste Campo Marzio.
Visita dei vigneti e cantine e degustazione (a cura del Consorzio tutela vini Collio e Pro Loco di Cormons)
1. In Pradis | Cormons | Passaggiata tra i filari e incontro con i produttori.
2. Ca’Ronesca | Dolegna del Collio | Degustazione in terrazza, alla cieca
3. Sgubin | Dolegna del Collio | Il percorso della vitae
4. Scolaris | San Lorenzo Isontino | Visita al vigneto e degustazione
5. Graunar | Ponte del Calvario (Gorizia) - Visita al vigneto e degustazione
La visita in cantina e la degustazione, al costo promozionale di euro 20 va prenotata. La degustazione non è inclusa nel prezzo del biglietto ferroviario. Ogni cantina ospiterà un numero di circa 50 visitatori, accettando le prenotazione fino a esaurimento posti. Prenotazioni e informazioni alla Pro Loco di Cormons al numero 0481 639334. 
Il gran finale di questa terza edizione è con il jazzista di fama mondiale Enrico Rava che, grazie alla partnership fra il Consorzio Collio ed il Circolo Controtempo, si esibirà sabato 02 giugno a partire dalle 21 all’Auditorium di Gorizia. Ci si potrà prenotare a tutte le iniziative sul sito cercando in corrispondenza dell’evento l’Experience alla quale partecipare.

Verdure, Pollo, Secondo piatto, Peperoni, Pomodori, Cucina etnica, Cucina greca

Pollo al forno alla greca

Il pollo alla greca è un secondo piatto ricco e saporito, ricco di profumi mediterranei e colori vivaci. Si prepara velocemente al forno e viene gustosamente insaporito da feta greca sbriciolata. Ottimo come piatto d'inizio estate!

Pollo alla greca1Pollo alla greca1

INGREDIENTI PER 4

  • 1 kg di fusi di pollo
  • 1 peperone giallo
  • 1 peperone rosso
  • 1 cipolla rossa
  • 250 g di pomodorini
  • una manciata di olive nere
  • 80 g di feta greca
  • mezzo limone a fette grosse
  • una manciata di capperi
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • 1 cucchiaino di paprika
  • 1 cucchiaino di origano secco
  • sale e pepe
  • olio extravergine di oliva
  • erbe aromatiche a piacere

Pollo alla greca2Pollo alla greca2

PROCEDIMENTO

Scaldate il forno a 180°C. Mondate tutte le verdure e tagliatele a pezzi grossi. Dividete a metà i pomodorini. Disponete le verdure in una ciotola, conditele con olio, sale, pepe, origano e paprika. Adagiatele quindi su una teglia forno. Salate e insaporite allo stesso modo di fusi di pollo e adagiateli anch'essi in mezzo alle verdure assieme a qualche fetta di limone. Aggiungete quindi le erbe aromatiche fresche, le olive e i capperi. Infornate e cuocete per 40 minuti. A metà cottura unite il vino, e la feta greca sbriciolata. Proseguite la cottura fino a quando il pollo risulterà tenero all'intero e ben croccante all'esterno. Servite caldo accompagnandolo con le verdure da contorno.

Pollo alla greca3Pollo alla greca3

Camminata in notturna tra i vigneti di Buttrio

L’enoturismo incontra il sano movimento all’aria aperta: le due tendenze del momento s’incontrano alla Fiera Regionale dei Vini di Buttrio (componente dell'Associazione nazionale Città del Vino), con la Pro Loco Buri che ha aperto le iscrizioni per una novità che attrarrà molti appassionati. Il primo giorno della storica manifestazione, il 6 giugno, è in programma  la camminata in notturna non competitiva “Con le lucciole tra i vigneti” organizzata insieme alla Maratona Città del Vino e Asd Podismo Buttrio. “Si tratta - spiega il presidente della Pro Loco Emilio Bardus - di una camminata in notturna di circa 3 km sulle colline di Buttrio con pile o luci autogestite. Lungo il tracciato sono previste due soste, una nell’Azienda Agricola Vini Petrucco, l’altra in quella Conte D’Attimis Maniago dove si potranno assaporare i vini di loro produzione accompagnati da prodotto agroalimentari a km 0 preparati da altre aziende agricole della zona che collaboreranno: un modo gustoso per arricchire una serata all’insegna del movimento in compagnia”. Il tracciato sarà su asfalto, strada sterrata e tra i vigneti (in caso di maltempo ci sarà il supporto di un bus navetta). Necessaria la prenotazione con pagamento della quota d’iscrizione di 10 euro visto che i posti disponibili sono per 50 persone (prenotazioni entro martedì 4 giugno, tutti i dettagli su www.buri.it).

Si partirà dai pressi di Villa di Toppo-Florio, con parcheggio consigliato in via Sottomonte, alle 20.00. Si raggiungerà l'azienda Petrucco alle 20.30 dove si farà una breve giro tra le vigne e una visita in cantina. Poi si degusteranno tre vini accompagnati da altrettanti stuzzichini realizzati da Azienda Agricola Sioni Paolo (via Garzolina,7/2 Buttrio) Mozzarella con alice, Formaggio Latteria 60gg, Formaggio alle erbe aromatiche, Formadi Frant ai fichi; Azienda Agricola Zompicchiatti Dino (Camino di Buttrio) Farrotto alle verdure; Ristoro Agrituristico Piazza Francesco (Via d'Orzano 6 - Buttrio) Bocconcino di cinghiale al Refosco su polentina di farina di mais bramata gialla (Progetto Filiera Territoriale di Buttrio). Verso le 21.30 si raggiungerà l'azienda Conte d'Attimis Maniago sempre attraverso i vigneti. Nell'azienda si prevede una visita alla cantina e successivamente si degusteranno altri tre vini con i seguenti stuzzichini preparati da Ristoro Agrituristico Cascina Lavaroni (via Peruzzi, 24 Buttrio) Muset on the stick (muset sul steck); Dolce I Bon Bons di Lulù Goloset (biscotti con farina di mais di Buri e ganache al vino di Lavaroni); Frittate con prodotti a km 0 dell’Azienda Agricola Rodaro Graziano e la collaborazione del Ristoro Agrituristico “Tal cur di Buri”.  Rientro a Villa di Toppo-Florio. 

Una pagina di storia del vino friulano che parte da Buttrio

A Spessa, quasi un secolo fa, la famiglia Potocco gestiva un’osteria. Domenico, assieme al figlio Pietro, lavorava anche per il Consorzio per la viticoltura nel cantiere di Gagliano di Cividale. Ebbene sì, a Gagliano di Cividale esisteva un Consorzio per la viticoltura! L'attività di questi Consorzi  fu importante per dare una risposta attiva ai danni provocati dalla filossera a fine ‘800. Il cantiere di Gagliano era il centro dove furono sperimentate e applicate le tecniche di innesto, su vite americana, dei vitigni coltivati in Friuli, nella serra di forzatura ancora esistente. Lì Domenico e Pietro Potocco impararono a innestare le viti. Divenuti maestri nell'arte dell'innesto, furono incaricati di insegnare agli agricoltori la loro tecnica. Non solo in zona. Veniva loro pagato il viaggio in corriera per andare a Casarsa, ma padre e figlio raggiungevano i viticoltori pordenonesi in bicicletta, per risparmiare i soldi del biglietto, soldi molto utili, in un periodo – erano gli anni ‘20 – in cui mancava spesso anche l'indispensabile. Il loro impegno fu molto apprezzato e il dottor Guido Poggi, incaricato sempre dal Consorzio, fece loro la proposta di trasferirsi a Buttrio per condurre il
"Vigneto ampelografico" assieme al frutteto. Era il 1926 e Domenico Potocco si trasferì in quel di Buri assieme alla sua famiglia: moglie e 5 figli. Il fondo di Buttrio, in origine di proprietà del signor Giacomo Antonini, si estendeva a sinistra di via Sottomonte, di fronte alla casa della famiglia Casasola, sul lato sinistro della strada che porta a Manzano. Le proprietà passarono successivamente in eredità alla famiglia Toso.
Una pagina di storia friulana a molti sconosciuta, che porta Buttrio al centro del mondo vitivinicolo friulano. Quasi una premessa per la prima edizione – nel 1933 – della Fiera regionale dei Vini: la prima in Italia!
Carlo Toso, impegnato a Roma ad amministrare le proprietà della principessa Borghese, mantenne rapporti di affittanza mista con la famiglia Potocco. Tale forma consisteva nella divisione della produzione di vino al 60-70% per i Potocco e il rimanente al proprietario, che lo vendeva … sempre alla stessa famiglia, affinché potesse a sua volta, rivendendolo, integrare le entrate. Il dottor Poggi forniva indicazioni sulle tecniche e sui prodotti che venivano impiegati
e forniti dal Consorzio, occupandosi dell'acquisto dei concimi e dei prodotti come il solfato di rame e lo zolfo. (Una curiosità: durante la seconda guerra mondiale, il solfato di rame era pressoché introvabile e fu sostituito dal Ramital, simile alla polvere delle strade di campagna (lo chiamavano infatti pôlvar di strade). Lo zolfo ventilato veniva distribuito con la solforatrice a mano chiamata "paganella". 

Poggi, che per le sue visite tecniche raggiungeva Buttrio a bordo di una Balilla guidata da un autista, era prodigo di consigli con Ermanno Potocco (figlio di Pietro) affinché imparasse tutte le tecniche di coltivazione della vite. Provò a migliorare le fecondazione del vitigno Picolit, soggetto ad aborto floreale, con dei sacchetti di plastica infilati sui grappoli. Tale esperimento non ottenne i risultati sperati e il problema fu risolto solo più tardi con l'applicazione di ormoni, che però modificarono le caratteristiche organolettiche del vino. La collaborazione tra la famiglia Toso e il Consorzio durò 12 anni. Tale fu la durata del contratto di affitto, che non fu poi rinnovato. Allo scadere del contratto, il dottor Poggi con l'aiuto di Ermanno e Pietro Potocco fece innestare i vitigni di Buttrio e le selezioni degli alberi da frutto in un podere situato in località San Gottardo vicino Udine. Purtroppo tutto questo lavoro si vanificò e scomparvero completamente sia il "vigneto ampelografico" sia le selezioni degli alberi da frutto. Oggi rimangono solo il ricordo delle persone e la documentazione del Consorzio per la viticoltura a ricordare l'importanza e il ruolo che Buttrio ebbe anche nella sperimentazione del mondo vitivinicolo friulano. I Potocco, forti dell’esperienza acquisita, gestirono sino agli anni '70 un piccolo vivaio di barbatelle, facendosi apprezzare in tutta la regione. Ermanno, maestro d’innesto, ancora oggi si diletta per gli amici ad applicare la sua sapienza.

Chiedilo a qb

Conoscete l'ostrica rosa di Scardovari?

Venerdì 24 maggio 2019 al ristorante Maltraversi all'interno del Castello di Arzignano (VI) omaggio alle ostriche italiane con una degustazione guidata. A condurre la serata l’ostricoltore Alessio Greguoldo. Noi di qbquantobasta saremo presenti! #ociseioseguiqb.  L’Ostrica Rosa Tarbouriech sarà protagonista di una serata dedicata all’eccellenza dell’ostricoltura nazionale, grazie allo chef Daniel Lazzaro, da sempre attentissimo nella selezione e preparazione di specialità di pesce, il pubblico potrà così conoscere e assaporare l’ostrica originaria del Delta del Po. 

L’idea nasce dal desiderio di raccontare il territorio attraverso le eccellenze del mare e la testimonianza diretta di chi lavora duramente per portarle sulle nostre tavole. Per farlo, sono state scelte le ostriche di Scardovari, laguna in provincia di Rovigo, nella quale si alleva la varietà di Ostrica Rosa Tarbouriech. Questa rientra nella tipologia di ostriche allevate in verticale, ovvero legate a una corda e tirate fuori dall’acqua per simulare la marea. Il nome della varietà deriva dall’ostricoltore francese Tarbouriech che ideò questo sistema di coltivazione. È detta inoltre rosa per via della tonalità delle striature del guscio esterno generate dall’esposizione al sole. I presenti conosceranno e assaporeranno la varietà sotto la guida dell’ostricoltore Alessio Greguoldo, che avrà il compito di illustrare le caratteristiche delle ostriche e il concetto di merroir, cioè come la zona di allevamento influisce sulle proprietà finali e specifiche del frutto. La degustazione guidata sarà preceduta da un aperitivo di benvenuto con specialità di Scardovari e si completerà con un primo piatto sempre a base di pescato rodigino.
La serata del 24 maggio è organizzata in collaborazione con Oyster Oasis, azienda che riunisce produttori di ostriche e altre prelibatezze ittiche da diversi Paesi e che rifornisce in particolare il settore Ho.re.ca.
La degustazione è a numero chiuso ed è pertanto necessaria la prenotazione. Si svolgerà nell’Oysteria del ristorante Maltraversi, area del locale dal design informale e curato pensata per l’assaggio di ostriche e altre specialità esposte al pubblico all’interno della teca del balcone a vista.

Festival del Giornalismo a Ronchi dei Legionari

Organizzata dall'associazione culturale Leali delle Notizie, dal 5 al 15 giugno 2019 si svolgerà a Ronchi dei Legionari - sede principale - la quinta edizione del "Festival del Giornalismo", nell’elegante piazzetta Francesco Giuseppe I, spazio pubblico racchiuso tra l'auditorium comunale e Villa Vicentini Miniussi sede del Consorzio Culturale Monfalconese, ma  anche nell'auditorium comunale, nella sala Zappata del Trieste Airport e in altri tre comuni del mandamento. L'iniziativa propone una serie di incontri che, partendo da temi d'attualità, hanno anche l'obiettivo di approfondire il rapporto tra mondo del giornalismo e i fruitori della notizia. Nell’edizione 2019 si terrà la seconda edizione del “Premio Leali delle Notizie- in memoria di Daphne Caruana Galizia”. Verrà dato spazio poi alle presentazioni editoriali con due specifiche iniziative: "Libri Leali" in piazzetta e "Aperitivo letterario" che prevede invece incontri con autori nel Giardino del Consorzio di Bonifica. Due le mostre fotografiche che completeranno il festival. Il Festival sarà organizzato in due sezioni. La prima sezione denominata "Aspettando il festival..." si svolgerà dal 5 al 7 giugno, rispettivamente a Fogliano Redipuglia nel piazzale sul retro del palazzo municipale, al Trieste Airport sala Zappata e a Sagrado sul Piazzale delle Cannoniere/Museo del Monte San Michele. La seconda sezione inizierà l’11 giugno con l’anteprima nel bel giardino della villa Sbruglio Prandi a San Pier d’Isonzo e proseguirà dal 12 al 15 giugno in piazzetta Francesco Giuseppe I.

Nella foto un momento della conferenza stampa di presentazione. 

 

 

 

 

 

Parmigiano Reggiano vs Lactalis

Riceviamo, volentieri pubblichiamo e naturalmente attendiamo i vostri commenti. Reggio Emilia, 24 Maggio 2019 – Il Consorzio del Parmigiano Reggiano segue con attenzione le indiscrezioni stampa circa il presunto interessamento del gruppo francese Lactalis per uno tra i primi dieci esportatori italiani di Parmigiano Reggiano. La società rappresenta un soggetto che sicuramente ricopre un ruolo importante nella commercializzazione del “Re dei Formaggi” ma che fa parte di un universo composto da tante altre aziende che sono italiane e rimarranno in italia. Il presidente del Consorzio, Nicola Bertinelli, si sente in ogni modo di rassicurare i consumatori circa la provenienza e l’autenticità della DOP: il Parmigiano Reggiano è un prodotto a Denominazione di Origine Protetta con un disciplinare riconosciuto e tutelato a livello europeo. Il disciplinare stabilische che il Parmigiano Reggiano possa essere prodotto solo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna alla sinistra del fiume Reno e Mantova alla destra del Po. Per la produzione di Parmigiano Reggiano si utilizza latte crudo prodotto esclusivamente in questo territorio. Si tratta di un latte particolare, caratterizzato da una singolare e intensa attività batterica della flora microbica autoctona, influenzata da fattori ambientali, soprattutto dai foraggi, erbe e fieni del territorio che costituiscono il principale alimento delle bovine dedicate a questa particolare produzione. Per fare il Parmigiano Reggiano non si usano additivi né conservanti, il Re dei Formaggi è inoltre naturalmente privo di lattosio. Il Consorzio, in qualità di organismo di controllo autorizzato dal Mipaaf, garantisce che la produzione è e resterà sempre circoscritta all’area di origine - come stabilito dal disciplinare di produzione – offrendo al consumatore finale quelle caratteristiche che da nove secoli rendono il Parmigiano Reggiano un alimento naturale, buono e sano. In questo senso, il modello della Dop è garanzia che il prodotto non è delocalizzabile e che quindi gli eventuali investimenti avranno ricadute sulla filiera e nel territorio stesso. “Se da una parte, da italiani, vorremmo che il business rimanesse 100% italiano, dall’altra l’interessamento di Lactalis testimonia la buona salute della nostra filiera e l’attrattività economico-finanziaria che è in grado di esercitare a livello internazionale. Ricordiamo che il Parmigiano Reggiano è la DOP italiana con il più alto valore alla produzione, il giro d’affari è stato pari a 1,4 miliardi di euro nel 2018, un giro d’affari al consumo di 2,4 miliardi di euro e una quota export che è arrivata a toccare il 40%” ha commentato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano.

Marco De Cecco. From Buttrio (Italy) to Kuala Lumpur

After your technical studies following the footsteps of your father you “veered” following the passion for another kind of “constructions”: what determined this choice? 

After completing my studies in Civil Engineering,I came to a point where I wanted to follow my real passion which is culinary. I decided to live my life by doing what makes me happy. 

The TRATTORIA DE CECCO in Buttrio has been your grandmother’s kingdom, how do you sum up your memory? Which image you remember most effectively? 

I have a very nice memory of my Grandma, her talent and her simplicity has been the perfect matching. The most important memory of her is the HOME MADE BREAD, I still remember the aroma when was just baked. 

Have you always had the feeling that this familiar contamination would have one day determined your professional choice? Yes

Your kitchen incorporates the Italian tradition, revisiting the tastes of your customers and adapting it to the climate. What do you prepare when you feel homesick?
I love to prepare potato gnocchi because I can find the ingredients easily.

Is it challenging to import Italian quality products? What would you like to have in your kitchen and what time - due to regulations - can not be used?
We can find Italian products here, however there are not many being used due to less request for certain dishes. But of course by sharing more knowledge and exposing to many Italian dishes, we can increase the demand which will also allow us to have more Italian products.

It is estimated that the Italian false business exceeds the true one. What can be done to protect the true Italian taste and authentic products?
During my career I came across many products with names that recall Italy even if of different origins. In my opinion, the best way to protect Italianness is to spread knowledge or organize events where the original ingredients are explained. I would like to organize an event here, involving the various institutions and the various trade associations. If the producers will be also present during the events, they could touch the foreign market.

Does your clientele know anything about Italy? Was the majority in Italy? do they know our region?
In Kuala Lumpur, the public has vast knowledge of different cultures as well as the food. The knowledge level and experience varies. Being a Chef in Prego, The Westin Kuala Lumpur, I look forward to share more stories, knowledge and experience about Italy to the guests. Engaging with guest is my favourite routine and listening to their experience while in Italy makes me feel like a home.

What is meaning to be a part of a important group like The Westin KL? How much effort and dedication you dedicate to your work
It means a lot to me to be part of The Westin Kuala Lumpur family. This is my first hotel experience and I am excited to explore what lays ahead in this industry. The team in Prego is very warm and of different culture from mine. I hope to transfer all the good knowledge to the team about Italy and its food and culture. Together we will enhance the outlet in bringing the Italian Restaurant concept to a better level and embrace the beautiful culinary change to provide
guest with authentic Italian experience. If one can’t go to Italy, they can experience Italy in Prego, The Westin Kuala Lumpur.

Which are your project for the future of Prego Kuala Lumpur
First I From Buttrio need to say thank you to all the team are supporting me to keep Prego at a very high quality standard. I’ll give to Prego Kuala Lumpur the spirit of the warm hospitality my grandmother transfer to me. A big part of the menu will be home made. We started the Italian Afternoon Tea and, because I’m thinking an event done together with my region will be very important I hope we can find the way to collaborate.

 

Asparagi e cioccolato la ricetta che non ti aspetti

Cioccolato e asparagi? Alberto Simionato e Alessandro Procopio firmano una ricetta inaspettata. Il cioccolato è un ingrediente veramente sorprendente. L’avevamo raccontato durante la visita in Chocolate Academy del creatore di armonie François Chartier che aveva incantato i partecipanti con una serie di abbinamenti particolari studiati con lo chef tristellato Enrico Cerea: cioccolato, lardo e scampo, cioccolato e ragù d’anatra con spuma di gorgonzola dolce…Ieri Alberto Simionato, il nuovo direttore di Chocolate Academy Center Milano, ha proposto una ricetta innovativa che unisce la freschezza dell’asparago, il lato acidulo dell’aceto e i profumi dei cioccolato fondente Ocoa di Cacao Barry.La ricetta è stata studiata dal maître chocolatier in collaborazione con Alessandro Procopio, executive chef del ristorante D’O di Davide Oldani e l’obiettivo è quello di proporre un dessert dagli equilibri perfetti che possa risvegliare tutte le papille gustative con un abbinamento di armonie aromatiche. Anche le consistenze sono diverse, si parte dalla struttura dell’asparago cotto con zucchero, zafferano e succo di barbabietola accompagnata da un crumble di biscotto all’olio d’oliva e al cioccolato fondente soffiato sino a giungere alla mousse di cioccolato fondente: un tripudio di sapori e sensazioni. Alla fine dell’esperienza gustativa resta il sapore inconfondibile del cioccolato fondente, con un buon gusto di cacao e una punta di acidità. La linea Ocoa è definita "new generation" del cioccolato con un aroma di cacao puro e intenso, grazie all'utilizzo dell'innovativo metodo di fermentazione: la Q fermentation.

 

Dessert Cioccolato & Asparagi. La ricetta:
Per la mousse: 
55 g panna
20 g sciroppo di glucosio
85 g cioccolato fondente Ocoa
217 g panna montata
Per il biscotto:
25 g farina di oliva
25 g farina di mandorla
25 g farina di riso
25 g maizena
20 g zucchero
15 g olio extra vergine di oliva
10 g acqua
2 g sale
Per l'asparago:
2 asparagi rosa di Mezzago
200 ml acqua
75 g zucchero
0,25 g zafferano
1 g succo di barbabietola
Per la finitura:
10 g uvetta di Corinto piccante
15 ml aceto di mela
150 ml acqua frizzante

Procedimento :
Per la mousse:
Scaldare ad 80°C la panna con il glucosio, unire il cioccolato ed emulsionare. Raffreddare fino a 35°C.Unire i due composti e dividere nei piatti. Lasciare raffreddare
Per il biscotto:
Amalgamare gli ingredienti assieme. Fare riposare in frigo per circa 3 ore. Grattare su una placca con carta da forno e infornare a 140°C pee 12 minuti.
Per l'asparago:
Fare bollire l'acqua con lo zucchero, dividerli in due sacchetti con in uno lo zafferano e l'altro con la barbabietola. Cuocere i due asparagi a 75°C per 30 minuti. Lasciare reddare e tagliare.
Per il cioccolato soffiato
Sciogliere a 45° tutti gli ingredienti, temperarli a 25° e inserirli nel sifone. Dosare all'interno di un contenitore di plastica e metterli in sottovuoto. Lasciare cristallizzare e successivamente rompere in piccoli pezzi.

Okusi Krasa Sapori del Carso alla Trattoria Visconti

Un'altra SERATA SPECIALE con Premiate Trattorie Italiane alla Trattoria Visconti di Ambivere (Bergamo).  Una cena a più mani per fare conoscere la cultura della tradizione gastronomica del Carso organizzata da Sdgz Ures-Slovensko deželno gospodarsko združenje e guidata da Aurora Endrici. Erano presenti: Trattoria El Fornel, Ristorante Krizman, Lokanda Devetak, Al Refolo Hostaria creativa, Gostilna Gustin e i prodotturi: Bajta, Agriturismo Milic (Zagrski), Zahar, caseificio Zidaric, gelateria Soban, Azienda Agricola Sara Devetak, pasticceria Bukavec e Tergeste spirits. Aperitivo in veranda curato dai padroni di casa, crema di piselli con caprino nostrano e il prosciutto crudo “L’insolito maiale” di Bajta abbinato al Terra Roza Brut metodo Classico.

Crostini di polenta al nero di seppia con mousse di pesce bianco sono stati la proposta della Trattoria El Fornel abbinati allo spumante “Petrovica” Milic Zagrski 2016. A seguire la vellutata di asparagi verdi con grano saraceno e pancetta del Ristorante Križman, con la Malvasia 2016 Zahar.

Come consuetudine di queste serata nelle pause tra una portata e l’altra, ristoratori, produttori e vignaioli si raccontano all'attento pubblico dei convitati. La Lokanda Devetak  ha proposto Snidjeno testo, cioè gnocchi di pasta lievitata con ragù di coniglio al finocchietto con il LuNe Bezga 2015 Milic Zagrski, e probabilmente è stato questo l’abbinamento che ha creato maggiore interesse.

Dopo la pausa golosa  con il sorbetto al sambuco della Gelateria Soban, Al Refolo Osteria Creativa ha servito brasato di maiale al vin brûlé con patate alla curcuma e purea di mele e kren. Vino scelto per l'abbinamento il Refosco 2016 Zahar.

E ancora i formaggi, compreso lo Jamar di Zidaric, affinato in una grotta carsica profonda 70 metri.  

A concludere la serata il Gin Tonic Dry di Tergeste Gin, la “Rigojanci” della Trattoria Guštin. Un  piccolo grande e significativo di sapori e ricette carsiche (da ricordare anche le aziende Azienda agricola Devetak Sara e Casa dei Sapori e il Panificio Bukavec) che ha affascinato i presenti. 

 

Presentata ad Aquileia la 27esima edizione di Cantine Aperte

Torna Cantine Aperte: tradizione innovativa. Presentata ad Aquileia la 27° edizione della grande festa dell'enoturismo del Friuli Venezia Giulia. Il 25 e il 26 maggio 2019 produttori regionali apriranno i battenti per la 27° edizione di
Cantine Aperte, la kermesse nazionale promossa dal Movimento Turismo del Vino che anche quest'anno, in Friuli Venezia Giulia, coinvolgerà tutte il territorio regionale per far incontrare vignaioli, appassionati, esperti e turisti al motto di “Vedi cosa bevi”. La manifestazione è stata presentata  alla presenza dell’Assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Bini, del direttore generale di PromoTurismoFVG, Lucio Gomiero, della Presidente di Movimento Turismo del Vino FVG, Elda Felluga, del coordinatore di Cantine Aperte FVG, Massimo Del Mestre, Paola Boccalon dell’associazione Imprenditori Città di Aquileia – Aquileia Te Salutat. “L’enogastronomia si conferma un importante driver di viaggio” ha osservato l’Assessore Sergio Bini “e Cantine Aperte è l’evento che decine di anni fa ha contribuito a sviluppare sempre di più l’enoturismo in regione, anche in periodi dell’anno non propriamente turistici. Il turismo enogastronomico permette la creazione di un’offerta integrata, che propone l’enogastronomia abbinandola agli altri cluster, come la cultura, lo sport o le diverse esperienze che si possono fare in regione. In quest’ottica, rientra anche il progetto della Strada del Vino e dei Sapori del FVG, gestito da PromoTurismoFVG, che riunisce quasi 300 aderenti selezionati per le loro capacità di accoglienza turistica in abbinamento alla promozione e vendita dei loro prodotti / vini.” 

“Ringr

"Ringrazio innanzitutto le istituzioni regionali,  esordisce Elda Felluga, Presidente di Movimento Turismo del Vino FVG, per il fondamentale supporto fornito al turismo del vino. In questi anni si sono create preziose sinergie nell’ottica della valorizzazione della cultura del vino e dei suoi territori. In questo contesto si inserisce pienamente la collaborazione nata con l’associazione Imprenditori Città di Aquileia – Aquileia Te Salutat e la Fondazione Aquileia grazie alla quale sarà possibile effettuare visite guidate gratuite a importanti siti archeologici ricordando che quest’anno ricorrono i 2.200 anni dalla fondazione di Aquileia. Abbiamo riunito 5 produttori vitivinicoli della zona sotto la bandiera di Cantine Aperte: quale modo migliore per ribadire la secolare relazione tra questo territorio e il vino! Le cantine e i siti archeologici potranno essere visitati anche in bicicletta, comodamente noleggiabili presso l’InfoPoint in via Julia Augusta: un idea slow pensata per far vivere agli enoappassionati momenti speciali alla scoperta del territorio.”


“Supportare quest’importante iniziativa legata all’enoturismo” afferma Paola Boccalon dell’associazione Imprenditori Città di Aquileia – Aquileia Te Salutat, “è in linea con il grande lavoro portato avanti negli ultimi sette anni, grazie anche al nostro esperto in marketing turistico Emanuele Zorino, e rappresenta il coronamento della volontà del territorio di fare rete” (nella foto sopra l'articolo che abbiamo dedicato sul numero di aprile di qbquantobasta). Cantine Aperte non è una semplice festa del vino ma molto di più: è un vero e proprio viaggio all’interno di questo magico e variegato mondo, possibile grazie ai racconti appassionati degli stessi produttori, alla qualità dei loro prodotti e alle esperienze indimenticabili che vengono organizzate nelle cantine. I vignaioli sono pronti ad accogliervi offrendovi da 1 a 3 degustazioni gratuite mentre le successive, a discrezione di ogni singola azienda, potranno essere a pagamento. Non dimenticate, inoltre, che alcune aziende offrono la visita e/o le esperienze solo su prenotazione per cui verificate e prenotatevi in tempo. Ricordiamo inoltre che sabato sera (salvo diversamente indicato) si svolgeranno le Cene con il Vignaiolo, mentre domenica, nelle cantine aderenti, troverete gli speciali Piatti Cantine Aperte, proposte della cucina del territorio abbinate a un vino.

Tutte le info QUI 
Presente alla conferenza stampa anche Albarosa Massimo, delegata da Lauretta Carlon – presidente del comitato regionale Unicef – che ha ringraziato il Movimento Turismo del Vino FVG perché da quasi 20 anni Cantine Aperte
nella nostra regione sostiene le meritevoli iniziative dell’Unicef. Anche quest’anno, infatti, si è rinnovata la collaborazione con i Comitati Provinciali FVG e nelle cantine troverete l’originale kit degustazione, calice e tracolla che, oltre a permettervi l’accesso alle degustazioni, vi permetterà di sostenere l’Onlus con la campagna “Nutri la vita. Salviamo i bambini dalla malnutrizione”.

Cantine Aperte in Friuli Venezia Giulia è organizzato dal Movimento Turismo del Vino FVG con il supporto di PromoTurismo FVG. Si ringraziano per la collaborazione i partner e gli sponsor tecnici di Cantine Aperte: CiviBank, Del Torre, Acqua Dolomia, Juliagraf, Il Maggese / Novalis, Latteria di Venzone e Latte Carso, AsterCoop Madimer, il mensile di settore Quanto Basta, Università degli Studi di Udine e Vino e Sapori FVG.

Gravner in arrivo il BIANCO BREG 2011

Arriva sul mercato il Bianco Breg 2011 di Gravner. Solo 3000 bottiglie. Prodotto con uve Sauvignon, Pinot Grigio, Chardonnay e Riesling Italico. I vigneti dai quali è stata raccolta l’uva sono stati infatti tutti espiantati tra il 2011 e il
2012, a seguito della decisione di Josko Gravner di dedicarsi unicamente alla coltivazione delle varietà autoctone Ribolla Gialla e Pignolo. Al momento questi terreni sono ancora a riposo, ma la maggior parte di essi tra qualche
anno diventerà bosco.

Dolci, colazione, lievito madre

Brioches con lievito madre

Le brioches di VEGoodLe brioches di VEGood

Vi propongo delle brioches con lievito madre e vi consiglio di provare a realizzarle: sono speciali! Ecco gli INGREDIENT necessariI: *225g lievito madre solido (già rinfrescato) *225g farina manitoba *100ml latte intero *80g zucchero a velo *50g burro morbido *1 uovo intero e 1 tuorlo *1 pizzico di sale *crema di nocciola o marmellata qb

PROCEDIMENTO: Nella ciotola della planetaria (se sprovvisti, utilizzare un contenitore qualsiasi) unire il latte (tranne un cucchiaio) e il lievito madre solido a temperatura ambiente. Mescolare per qualche minuto. Unire quindi l'uovo intero e il tuorlo, lo zucchero e per ultimo la farina setacciata. Iniziare a impastare a bassa velocità e aggiungere gradatamente il burro morbido facendo attenzione che l'impasto lo incorpori completamente prima di inserirne dell'ulteriore. Terminare con il pizzico di sale. Lavorare il composto fino a ottenere un panetto elastico e liscio, completando con l'ulteriore cucchiaio di latte.

Porre il composto in una ciotola, coprire con la pellicola trasparente e fare risposare per almeno 10-12h in frigorifero.

Una volta terminato il tempo di lievitazione, infarinare il piano di lavoro e stendere delicatamente il panetto. Tirare la pasta con il mattarello fino a ottenere un ampio cerchio di 5 millimetri di spessore. Tagliare il cerchio di pasta in 8-12 spicchi in base alla grandezza che vorrete ottenere. 

Praticare un taglio di pochi millimetri sul lato corto dello spicchio, inserire un cucchiaio di crema di nocciole e arrotolare la brioche dalla base alla punta. Lasciare riposare altre 5-6 ore su un foglio di carta forno, coperte da pellicola. Accendere il forno in modalità statica a 190°. Spennellare la superficie delle brioches con un uovo sbattuto e dello zucchero di canna e, una volta arrivato a temperatura, cuocere per 15-20 minuti.

Servire le brioches ancora tiepide. 

 

Chiedilo a qb

Quanto olio si produce in FVG?

In Friuli Venezia Giulia sono poco più di 600 gli ettari in coltivazione a olivo, di cui 450 in piena produzione. Si registra una crescita della coltura di circa 30 - 40 ettari ogni anno. Sono circa 1000 le aziende interessate alla coltivazione dell’olivo, in genere di piccole dimensioni (50 – 100 piante) per una produzione a uso familiare; alcune più grandi vanno dai 10 ai 18 ettari. Sono una decina le aziende che hanno adottato il metodo biologico (30 gli ettari regionali coltivati); le altre utilizzano il metodo integrato. L’olivo, in regione è coltivato prevalentemente in collina, anche se negli ultimi anni si sta diffondendo nella pianura friulana. I migliori risultati con meno rischi - in particolare le gelate - si ottengono

Informazioni