cibo, vino e quantobasta per essere felici

Mens sana in corpore sano (rivisitati)

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Presentato al liceo Stellini di Udine il progetto interdisciplinare "Fare sport fa bene, farlo filosofando è anche meglio". Nella foto il sindaco di Udine Furio Honsell, il preside dello Stellini Giuseppe Santoro, il Magnifico Rettore dell'Università di Udine, prof. Alberto Felice De Toni e il  prof. S. Brusaferro, direttore del dipartimento di Scienze Mediche e Biologiche dell’Università degli Studi di Udine. Il progetto realizzato dagli studenti della III F vuole dimostrare, partendo dal concetto di movimento inteso come medicina preventiva nei confronti di malattie cardiovascolari, respiratorie e legate in generale a una carenza di attività fisica, quanto le abitudini di vita di una persona incidano sull’efficienza fisica, calcolando così la relazione individuale tra frequenza cardiaca e intensità di corsa per personalizzare e perfezionare i carichi di lavoro. L’iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione con l’ufficio Città Sane del Comune di Udine e con il dipartimento di Scienze Mediche e Biologiche dell’ateneo friulano, sotto il coordinamento di Luigino Sepulcri, docente di Scienze motorie e sportive.
“Uno stile di vita non sedentario – ha sottolineato il sindaco Furio Honsell, che ha voluto portare i propri saluti alla conferenza – mantiene in salute. Basti pensare che una bambina che nasce oggi a Udine ha il 50% di possibilità di raggiungere i 104 anni, ma non altrettante di avere una vita sana, perché questa dipende dalla capacità di ognuno di adottare comportamenti e stili di vita sani. Ecco perché il Comune cerca di offrire e promuovere tante occasioni per fare movimento a tutte le età e, allo stesso tempo, plaude a iniziative come quella organizzata dai ragazzi dello Stellini per la promozione di stili di vita sani”.
Gli alunni della III F hanno analizzato prima la relazione tra tempo e movimento nell’ambito filosofico, completando poi la ricerca con una serie di prove fisiche utili a fornire i dati per un eventuale programma di allenamento individuale, in relazione alle varie implicazioni possibili. Nello specifico, è stato possibile definire per ogni studente non solo i ritmi ottimali di lavoro, ma anche il programma individuale per lo sviluppo delle capacità aerobiche e lo stile di vita (sportivo, sedentario, fumatore). Le prove fisiche sono state studiate in relazione alla frequenza cardiaca, alla velocità e al dispendio energetico del singolo individuo. Questo perché nell’ambito delle discipline di resistenza è possibile valutare l’impegno metabolico dell’atleta con sufficiente precisione (perlomeno fino a intensità considerate, globalmente, aerobiche) attraverso l’analisi della frequenza cardiaca durante l’esercizio. Tale parametro aumenta in modo lineare con l’incremento dell’intensità dello sforzo.  Nella corsa in piano la frequenza cardiaca è, quindi, funzione della velocità secondo una modalità individuale,  in base alle caratteristiche personali e in funzione del livello e grado di allenamento. In particolar modo nel gruppo di soggetti maschi è risultato che i soggetti sportivi sono in grado di avere una performance decisamente migliore su tutti i fronti di una prova di resistenza.  Questo risultato, che conferma i presupposti su cui si basa il progetto, ovvero la concezione del movimento come una medicina preventiva, e il notevole benessere che esso comporta, appare anche nelle ragazze, seppur in maniera meno evidente. Questo è tuttavia dovuto, molto probabilmente, al fatto che le donne classificate come sportive sono dedite a discipline tali da non determinare evidenti adattamenti cardiovascolari che sono i principali responsabili della performance misurata da questo studio.
Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (riferimenti studenti)
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (docente referente progetto)



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