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OLEUM VATIS olio dannunziano

Olio con sapiente arte spremuto/ Dal puro frutto degli annosi olivi/Che cantan -pace!- in lor linguaggio muto (Gabriele d'Annunzio, Alcyone). Anche in questi versi Gabriele D'Annunzio celebra gli amati ulivi. Oggi, al Vittoriale degli Italiani, dimora del Vate a Gardone Riviera, di esemplari di ulivi ce ne sono 500. A un anno dall’avvio del progetto di recupero dell’uliveto, la produzione di olio del Vittoriale - Oleum Vatis - ottenuto quasi esclusivamente dalla varietà Casaliva, tipica della zona temperata del lago di Garda,, è pronto a essere immesso nel mercato. Olio verde del Garda, l’olio extravergine più nordico del Mediterraneo, leggero, fresco e profumato, fruttato e armonico ma con modeste note di amaro e piccante, con note erbacee di carciofo e di mandorle. Interamente locale la filiera: dalla vetreria Vetro Elite per l'elegante bottiglia al Frantoio Agraria di Riva del Garda, passando per la stamperia De Gasperini di Desenzano. Ma più di tutto è alla collaborazione istituita tra la Fondazione il Vittoriale degli Italiani e l’azienda agricola Il Cavaliere che si deve la creazione dell’esclusiva selezione di bottiglie numerate - 1600 da 250 ml costo 20 eurp cad - acquistabili alla sede de Il Cavaliere, al Vittoriale, nel bookshop e sul sito www.olivyou.com.

Oleum Vatis sarà presentato ufficialmente sabato 9 marzo al Vittoriale degli Italiani durante la manifestazione “d’Annunzio ritrovato”.

 

Segovia Guitar week

Carlo Curatolo (Italia) ed Elena Fomenko (Uzbekistan) saranno protagonisti del primo appuntamento della V Segovia Guitar week al convento di San Francesco a Pordenone. Appuntamento venerdì 22 febbraio alle 20.45. Ingresso libero. 

 

1° Festival italiano del Potatore in Franciacorta

Il 9 marzo 2019 il 1° Pruning Contest ideato e organizzato da Simonit&Sirch. Una giornata di festa dedicata al “saper fare in vigna” aperta a tutti. La potatura delle viti è uno dei compiti più difficili e delicati del vignaiolo. Da essa può dipendere la salute, la robustezza e la durata delle piante e di conseguenza la produzione e la qualità dei vini. Gli specialisti italiani Simonit&Sirch, che hanno esportato il loro saper fare in tutto il mondo, hanno ideato il 1° Festival italiano del Potatore in Italia. Il Festival, una novità assoluta per l’Italia, si terrà ad Erbusco, nei vigneti della Franciacorta, dove alcune aziende come Bellavista, hanno scelto questo  metodo rivoluzionario di potatura.

Il Contest è aperto a tutti coloro che vorranno mostrare le proprie abilità in una competizione che premierà accuratezza dei tagli e velocità. Saranno ammessi 100 iscritti che potranno disputare gare individuali e a squadre. La giuria, costituita da tecnici Simonit&Sirch e da altri esperti internazionali di potatura, decreterà i migliori classificati nelle varie categorie. Il campo gara sarà il vigneto Le Brede di Erbusco ai piedi di Villa Lechi, una delle più scenografiche ville della Franciacorta. Il Pruning Contest sarà il cuore di una giornata dedicata al “saper fare in vigna” aperta - con ingresso gratuito – a tutti, potatori, famiglie, amici e appassionati. Speaker della gara, che inizierà alle 9.00, sarà Federico Quaranta, noto autore e conduttore del programma radiofonico Decanter su Radio 2 e conduttore di Linea Verde su Rai 1, da sempre impegnato nella difesa e valorizzazione dei prodotti e dei saperi dell’agricoltura italiana. Il pubblico potrà osservare da vicino i concorrenti intenti a potare le piante.

A fare da contorno al Pruning Contest, musica, bancarelle a tema e una serie di attività collaterali legate al mondo agricolo, fra cui laboratori con artigiani intenti ai loro mestieri tradizionali e l’Atelier delle forbici tenuto dalla Felco, azienda leader del settore, Saranno presenti fra gli altri un pastore con il suo gregge, lo scultore del legno Marco Mottetta alias Ul Barba, produttori artigianali. Il pubblico potrà assistere alla spettacolare performance di taglio con ascia, sega e motosega dei boscaioli Mattia Berbenni e Michael Del Pin, a dimostrazioni di dendrochirurgia (operazione con cui Simonit&Sirch “operano” le viti malate), a prove di legatura delle viti manuale e a macchina.

Sotto i portici di Villa Lechi saranno allestite postazioni dove degustare Franciacorta e food, mentre ai più piccini sarà riservato un angolo del vigneto con le teste dei filari contrassegnati da gigantesche matite colorate, dove verranno organizzati giochi e attività, come il Battesimo della sella in groppa agli asinelli e la decorazione di casette per gli uccellini in collaborazione con la Lipu di Brescia. Per loro, in programma il “Wannabe a pruninguy”: ciascun bambino sceglierà una barbatella di vite e la pianterà, contrassegnandola con il suo nome e la data, dando vita a un vigneto simbolico, di buon auspicio per il futuro.

Tutti i dettagli delle gare, iscrizioni, il programma degli eventi QUI 

 

Ciambellone rustico VEGAN e SENZA GLUTINE

Un dolce vegano, senza glutine, con pochi grassi e ugualmente gustoso? Non ci credo. O almeno non ci credevo. Adesso posso confermare che si tratta di una torta ricca, morbida e assolutamente da provare. Per la prima colazione o per la merenda pomeridiana, è un tripudio di sapori! 

Ingredienti: *250g farina di grano saraceno bio *80g farina di mandorle (o mandorle intere, da sminuzzare finemente con il mixer) *130g zucchero integrale *240g yogurt di soia non zuccherato *125g mele grattugiate (non triturate) *70g olio di girasole spremuto a freddo *1 cucchiaio succo di limone o aceto di mele *scorza grattugiata di mezzo limone bio *3g cremor tartaro * 3g bicarbonato *sale qb *zucchero a velo qb 

Preparazione *Preriscaldare il forno a 180°C *Grattugiare la mela con l'accessorio indicato, coprire e mettere da parte *Unire l’olio, lo zucchero, lo yogurt, il succo di limone nel robot da cucina e frullare fino a ottenere un composto liscio *Aggiungere la farina di grano saraceno, la farina di mandorle, il bicarbonato, il cremor tartaro, il sale e la scorza di limone. *Impastare il tutto per 5-10 secondi. *Versare il composto in una ciotola e aggiungere delicatamente le mele grattugiate. Amalgamare bene e versare il tutto in una tortiera precedentemente oleata e infarinata. *Cuocere per 50 minuti o fino a che lo stecchino, che utilizzerete per verificare la corretta cottura, non risulterà asciutto *Una volta raffreddata, cospargere la torta con lo zucchero a velo.

A Gradisca con la Rosa dell'Isonzo

Si conclude oggi 17 febbraio 2019 la tre giorni dedicata alla rosa dell'Isonzo, a Gradisca. Fiera Mercato, degustazioni, show cooking con grande partecipazione di pubblico. Una valida promozione economica del territorio, della tradizione culturale e agricola dell’Isontino.

Un gruppo di agricoltori che si sono riuniti sotto un unico marchio “Radicchio Rosa dell’Isonzo” per promuovere e valorizzare questo speciale prodotto del territorio. Come partner fondamentale all’iniziativa il locale Istituto Tecnico Agrario “G. Brignoli” che, come ha sottolineato il dirigente scolastico dott. Marco Fragiacomo, assieme a tutti gli studenti, è stato determinante per i risultati fin qui ottenuti, ed è dal giugno 2018 il proprietario del marchio depositato.

Presenti numerosi produttori dall'area di Aquileia, Cervignano, Cormons, Gradisca d'Isonzo, Grado Monfalcone, Palmanova, Ronchi dei Legionari. La rosa attualmente è coltivata da 23 produttori nell'area attraversata dal fiume Isonzo che va da Gorizia a Fiumicello Ho partecipato anche una interessante degustazione con test sensoriale per esprimere valutazioni sulle caratteristiche della rosa, colore, piacevolezza, croccantezza.

Nell'occasione di questo evento, cui ha partecipato attivamente anche l'associazione Gradisca, cav. Paolo Mocchiut, è stato presentato un libro con la storia di questo radicchio. 

Alla BIT un anno di Tipicità

A Milano la “comunità delle eccellenze”, ossia i numerosi partners di Tipicità Marche hanno incontrato la stampa nazionale in occasione della BIT-Borsa Internazionale del turismo, per anticipare l’intenso programma 2019.  Si comincia con il Festival di Fermo. Dal 9 all’11 marzo va in onda un kolossal esperienziale, l’edizione numero ventisette di Tipicità, che avrà il suo cuore pulsante nell’innovativa struttura del Fermo Forum. “Tipicità è uno strumento per aprire il territorio ai rapporti internazionali! – ha dichiarato Francesco Trasatti, Vicesindaco di Fermo - Sempre di più la manifestazione, che si svolge da ventisette anni a Fermo, è in grado di creare rete all’interno del territorio, ma con una forte propensione a sviluppare legami con altre realtà italiane e dal resto del mondo”.
“Inoltre, come ogni grande kermesse, anche Tipicità ha il suo dopofestival e connette la sede del Fermo Forum con musei, attività commerciali e attrattive della città, attraverso il palinsesto Tipicità in The City!”. Tre ambienti ad indicare la rotta per il visitatore: in primis cibo, poi making e turismo di scoperta. Tipicità esplora il “vivere all’italiana” con un’operazione di coinvolgente outing delle migliori attrattive dei territori, da gustare con curiosità e apertura nei confronti del “futuro buono”. “A catturare l’attenzione saranno i focus sul biologico, i percorsi tra bollicine e vitigni antichi, l’effervescenza delle birre artigianali, i prodotti di supernicchia, nutraceutica e biodiversità, il cibo del futuro”, ha evidenziato Angelo Serri, direttore della manifestazione. “Prestigiosi chef, provenienti dall’Italia e dal mondo, animeranno la spettacolare Accademia, la Sala Bio racconterà storie di persone intimamente legate all’ambiente naturale, dalla nuova area Grembo usciranno visioni future. E, a seguire, tante iniziative nel Teatro dei Sapori, nel Bio Garden e nelle aree focus&forum”. A solleticare curiosità e papille gustative anche le proposte dell'isola di Creta, realtà ospite estera, della toscana San Miniato, che ha partecipato alla presentazione in BIT con la vicesindaco Chiara Rossi, insieme a contributi di tante altre comunità dall’Italia e dal mondo. 

 Dal 16 al 19 maggio, Ancona ospita Tipicità in blu, giunta alla sua sesta edizione. “Con Tipicità in blu la città di Ancona si proietta nella blu economy, valorizzando i tanti settori a essa collegati!”, ha sottolineato il Vicesindaco Pierpaolo Sediari, aggiungendo: “Enogastronomia e turismo in primis, ma anche cultura, rapporti internazionali, cantieristica e nautica da diporto. Anche quest’anno, infatti, è in programma la sailing chef presso l’approdo turistico di Marina Dorica, una regata con concorso di cucina a bordo che registra a ogni edizione un incremento di equipaggi partecipanti”. Cucina marinara al centro dell’attenzione, con il Blu Village allestito dinanzi al Mercato Ittico. La Mole Vanvitelliana, cuore culturale e artistico di Ancona, ospita un intenso e variegato programma. A Marina Dorica protagonista la “Sailing chef”, originale regata a vela con concorso di cucina a bordo. Nei locali della città, Menù in blu e Aperiblu. Altri contributi durante la presentazione di Milano anche da parte degli assessori: Ruben Cittadini di Castelfidardo, la città della musica e della battaglia; Rita Soccio di Recanati, che ha illustrato le attività in programma per celebrare i duecento anni dell’Infinito leopardiano; Angelica Sabbatini di Porto Recanati, con le iniziative del brodetto e dei cinquant’anni dall’allunaggio; Elisabetta Baldassarri di Porto San Giorgio, che ha presentato gli eventi per la promozione delle tradizioni marinare; Gioia Corvaro, che ha evidenziato le attività culturali e gli scambi internazionali di Sant’Elpidio a Mare.

Da maggio a novembre in onda anche il Grand Tour delle Marche, il circuito che racconta le Marche attraverso gli eventi, soprattutto enogastronomici e del “saper fare”. Una mappa che stimola l’ospite ad avventurarsi in profondità nel territorio, con le sue esclusive tradizioni, la geniale sapienza della manualità, la gioiosa atmosfera della festa, ma anche con proposte turistiche su misura ed una piattaforma web altamente innovativa. Ed ancora, iniziative che si promuovono vicendevolmente scambiandosi gli artisti-artigiani, veri protagonisti degli eventi.
Info: 0734/277893, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

I drink di San Valentino vanno bene anche per San Faustino

Il nostro mensile sempre più spesso si dedica alla presentazione di nuovi cocktail e alla segnalazione delle nuove tendenze della mixology. Sul numero di febbraio 2019 ne abbiamo segnalati almeno nove. Qui ve ne proponiamo due da sperimentare anche per altre occasioni amorose e soprattutto oggi, giorno di San Faustino, patrono dei single, come auspicio beneaugurante. Se invece, come capita, siete felici di essere soli, vale ancora di pù l'invito a prepararseli per festeggiare. Il primo si chiama A long way to see you e l'ha ideato il barman Mario Farulla del ristorante Baccano di Roma. E' un drink pensato come un lungo viaggio attraverso terre lontane che richiamano le origini dei prodotti utilizzati. Come amanti pronti a fare migliaia di chilometri pur di sfiorarsi le dita. Per un caldo abbraccio e un bacio speziato. 

DRINK: A LONG WAY TO SEE YOU

INGREDIENTI:
30ml rum Trois Rivières Cuvée de l'Ocean
20ml Godet Cognac
20ml Martini Rubino infuso alle rose e mele
10ml Suze
15ml Martini Bitter Riserva
2 gocce Granatina

PREPARAZIONE:
Mescolare e raffreddare gentilmente; versare in una coppa ghiacciata. Aggiungere un cubo di ghiaccio per mantenere la temperatura e guarnire con pavè di mela disidratata e boccioli di rosa canina essiccata.

Il secondo drink si chiama semplicemente Red Passion e l'ha ideato il barnam Roberto Gulino de La Bodega di Cosenza. E' di fatto rivisitazione twist dell'Americano. 

Ingredienti
* 4 cl Amaro Silano
* 4 cl Bitter Rouge
* Aria di Moka Drink
* Sucro estere
Preparazione
Mettere direttamente all'interno del tumbler basso l'Amaro Silano e il Bitter rouge. Aggiungere ghiaccio e miscelare. Mettere all'interno di un altro bicchiere il Moka Drink e il sucro estere; non appena si formano le bolle dell'aria inserirle sopra il drink per dare profumo e un leggero sapore di caffè. 

 

è bello ed è gratis

Il maiale in tavola nella Mitteleuropa

Oggi 14 febbraio 2019 nel quartiere fieristico di Gorizia inaugurazione di Expomego, la storica Fiera Campionaria che dal 1971 rappresenta la vetrina del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia.  Accanto ai padiglioni con una vasta serie di prodotti, uno spazio di rielievo sarà riservato all'enogastronomia. Protagonista “Il maiale in tavola nella Mitteleuropa”, con tanti assaggi di piatti a base di maiale: Musetto con la brovada, Porzina con il kren e fagioli in umido, Crodeghin con crauti e Keiserfleisch con patate. I piatti saranno abbinati ai vini di Tenuta Villanova: Merlot DOC Collio 2015, Refosco DOC Friuli Isonzo 2016, Chardonnay DOC Friuli Isonzo 2017, Villanova Brut spumante.

Durante l’edizione 2019  l’attrazione principale, sarà il maiale, proposto nelle sue diverse varianti, di cui ci si potrà innamorare. L’esposizione sarà infatti inaugurata nel pomeriggio di San Valentino! Sarà possibile assaggiare piatti della cucina friulana e di altre zone della regione e della Mitteleuropa, con ricette slovene e austriache. Non mancherà il friulanissimo Musetto con la brovada, né la “Porzina” triestina con il kren e fagioli in umido. E come dimenticare l'austriaco “Keiserfleisch”, che propone diversi tagli di maiale,
assieme alle patate? E il “Crodeghin” sloveno (krodegin o košarica) con crauti? Ci sarà anche lui per la gioia del vostro palato! Per non dimenticare che tutti questi piatti, prima di passare dal cuoco, derivano dall’arte del norcino o “purcitàr”, sarà possibile scoprire l’arte e la tecnica di questo antico mestiere attraverso recenti pubblicazioni. Al maiale del resto sono legate tante tradizioni: dalla festa di Sant’Andrea (30 novembre) - giorno in cui si dava inizio alla macellazione dell’animale, che era il bene più prezioso per le famiglie contadine - alla festa di Sant’Antonio (17 gennaio), in cui con canti e libagioni terminava il lungo peregrinare del norcino di casa in casa. Francesco Babudri cita una filastrocca istriana: anca se slordo e bruto, coltivite ‘l porzin, che ‘l dà lardo e persuto, conzièr e crudighin, mettendo in risalto il fatto che «a Trieste si esalta la carne suina facendola gareggiare con il prelibato tonno. Dicesi: prima la porzina e dopo la tunina». L’ingresso alla fiera è libero e nell’area eventi ci saranno tutti i giorni di Expomego momenti di assaggi culinari, abbinati a birre e vini. 

Orario al pubblico per visitare Expomego:

giovedì 14 venerdì 15 febbraio dalle 15.00 alle 20.00
sabato 16 e domenica 17 febbraio dalle 10.00 alle 20.00

Il Maiale in tavola nella Mitteleuropa: ogni giorno fino alle 22.00 (pad. D)


Per ulteriori informazioni

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Risotto con la marcundela

Cuocete a vapore una piccola marcundela Butussi per almeno 40 minuti. Lasciatela intiepidire e tritatela grossolanamente al coltello. Tritate finemente mezza cipolla e riducete a dadini 400 g di zucca. Soffriggete le verdure assieme a due cucchiai di olio di oliva. Nel frattempo scaldate un litro di brodo vegetale. Aggiungete alle verdure 400 g di riso Carnaroli, sale, pepe e tostate il tutto. Sfumate con un bicchiere di vino bianco, aggiungete la marcundela tritata e proseguite la cottura per 18-20 minuti a fuoco dolce versando il brodo di tanto in tanto. Spegnete il fuoco, aggiungete 30 g di burro, due cucchiai di Parmigiano grattugiato e un cucchiaio di prezzemolo tritato. Mescolate e servite.

La Marcundela o Martundela friulana è un insaccato inserito nell'elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Regione Friuli Venezia Giulia. Si ottiene dalla macinatura di alcune parti del maiale tra cui fegato, milza, reni, polmoni, grassi teneri del ventre e carni sanguinolente. La conciatura viene effettuata con sale, pepe e, talvolta, anche aglio e vino. Dall'impasto si ricavano delle sfere di circa 150 grammi che vengono insaccate, generalmente, nell'omento o nel budello torto. Le sfere di carne macinata e insaccata si fanno tiposare su un ripiano cosparso di farina di polenta. Un tempo la Marcundela veniva servita al mattino cotta in burro e acqua e accompagnata dalla polenta. Viene tradizionalmente cotta nel vino, ma è ottima anche come ingrediente per sughi e risotti.

La ricetta è stata pubblicata sul numero di dicembre 2018 del mensile qbquantobasta. 

 

 

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Il dolce simbolo della Bretagna

Dal 19 al 22 febbraio la boulangerie Egalitè ospita a Milano un viaggio alla scoperta dei sapori della Bretagna. Delle ostriche diploidi degli ostricoltori Jean-Noël & Tifenn Yvon vi abbiamo già raccontato 


E' il momento dunque di farvi conoscere il Kouign-Amann, il dolce simbolo della Bretagna, creato nel 1860 da servire accompagnato dal sidro di mele. Il nome in lingua bretone significa “pane dolce di burro”.La tradizione fa risalire la sua origine al 1860, quando il panettiere Yves-René Scordia, nella cittadina di Douarnenez, decise di improvvisare un impasto con le materie prime disponibili in bottega: farina, burro salato e zucchero. Il risultato è ancora oggi sorprendente. Il maestro boulanger Thierry Loy, orgogliosamente bretone - segue la ricetta originale nella quale farina, burro salato e zucchero vengono miscelate in parti uguali. Il risultato è un dolce morbido all’interno, dorato all’esterno e con un’irresistibile crosta caramellata sui bordi. Una vera delizia, sia a colazione, sia  come merenda o dessert. Dolce alternativa sono i famosi biscotti bretoni al burro salato: farina di grano, burro salato, zucchero e uova sono gli ingredienti di questi gustosi frollini friabili. Da Égalité li troverete in quattro varianti: le Palet Breton di puro burro o con pepite di cioccolata, la Galette Bretonne di puro burro e la più sottile Galette fine Bretonne. Da accompagnare con le bollicine della Bretagna, perfetto accompagnamento per kouign-amann e biscotti bretoni: il sidro di mele brut Bayeux! Un prodotto IGP, di  un’antica sidreria gestita dalla stessa famiglia dal 1832.

Égalité, Via Melzo 22, Milano

 

Oltre 1000 campioni per il concorso mondiale del sauvignon

Dal 7 al 9 marzo 2019 nel centro storico di Udine la 10^ edizione del Concorso. OLTRE MILLE CAMPIONI IN GARA DA OLTRE 20 PAESI PER IL CONCORSO MONDIALE DEL SAUVIGNON. Definito il programma che prevede, l'8 e il 9, degustazioni in Comune e viaggi alla scoperta delle eccellenze tra storia, cultura ed enogastronomia della regione. Un successo che ha spinto gli organizzatori a prorogare, per i soli vini italiani, la scadenza per partecipare a venerdì 22 febbraio, visto che «stanno arrivando – hanno annunciato in conferenza stampa – ancora moltissime richieste da parte dei produttori». La manifestazione organizzata dall'agenzia belga Vinopres con il supporto organizzativo della Pregi e la collaborazione di Regione, Ersa, Comune di Udine e Consorzi delle Doc FVG.  A illustrare nel dettaglio il programma nella sede della Regione a Udine l'assessore regionale alle Risorse  agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, l'assessore comunale alle Attività Produttive, Turismo e Grandi Eventi, Maurizio  Franz, il direttore del Concours Mondial du Sauvignon, Quentin Havaux, il direttore generale dell'Ente Regionale per lo Sviluppo Rurale, Gianni  Mighetti, il vicepresidente del Consorzio delle Doc Fvg, Pietro Biscontin e Renato Pontoni della Pregi di Udine. A presentare e introdurre gli interventi la giornalista Martina Riva.

I commenti: Soddisfazione per essere riusciti a portare in regione una seconda volta il Concorso, l'ha espressa Zannier. «È significativo – ha dichiarato – che dopo l’edizione del 2015, il Friuli Venezia Giulia abbia nuovamente l’onore di ospitare il concorso mondiale del Sauvignon, segno del credito di cui la nostra Regione gode anche a livello internazionale. Una vetrina di tal livello – conclude – focalizzerà ancor di più l’attenzione sulla qualità dei nostri vini e sulla capacità dei nostri produttori». E proprio sul fatto che, per la seconda volta, l'organizzazione abbia deciso di affidare all'Ente regionale per lo Sviluppo Rurale la gestione di questo importante evento è stata rimarcata anche dal suo direttore generale. «Per Ersa – ha commentato Mighetti – è un onore essere stati richiamati a ospitare le eccellenze mondiali del Sauvignon. Quella del 2015 è stata un'edizione di grande successo sia in termini di partecipazione, sia per quanto riguarda la promozione del territorio e delle sue eccellenze enogastronomiche e sono certo, a leggere i numeri, che anche questa lo sarà». «Siamo orgogliosi – ha commentato Pietro Biscontin vicepresidente del Consorzio delle Doc FVG – che una piccola regione come il Friuli Venezia Giulia possa rappresentare l'Italia a una competizione internazionale, dove arrivano campioni da tutti i continenti. Un grazie va quindi rivolto sia ai nostri produttori, che continuano a ricercare il massimo della qualità per portare sempre più in alto il nome del Friuli Venezia Giulia, all'amministrazione regionale, che crede nei produttori e ci aiuta a far conoscere il grande lavoro svolto, oltre che a Ersa e Vinopres».

 A spiegare il perché di un concorso proprio sul Sauvignon è stato il direttore di Vinopres, Quentin Havaux. «Negli anni – ha spiegato – questo vitigno è diventato un attore sempre più importante per consumatori e produttori. In questa crescita esponenziale, ad esempio, la Nuova Zelanda fa da apripista, con esportazioni per un valore di oltre 1,7 miliardi di dollari ed esportazioni in oltre 90 Paesi. I due maggiori produttori al mondo, sono Francia e, appunto, Nuova Zelanda, ma ci sono Stati come il Sudafrica, l'Australia, gli Stati Uniti e la Spagna che hanno aumentato la loro produzione negli ultimi anni rispettivamente del 75, 150, 60 e 750%». Il perché tornare in Friuli Venezia Giulia con il concorso lo spiega sempre Havaux. «Il 35% del Sauvignon italiano è prodotto in questa regione – ha chiarito – con oltre 1.300 ettari dedicati a questo vitigno sui 27 mila complessivi. Il nostro concorso – ha concluso – non è comunque una semplice competizione. L'obiettivo del comitato direttivo, infatti, è pubblicare articoli per professionisti e consumatori così da condividere informazioni e tendenze di mercato incrementando visibilità e, di conseguenza, fatturato delle aziende che partecipano alla manifestazione».

In Friuli i vitigni bianchi ricoprono oltre l’80 % della superficie del vigneto friulano e il Sauvignon bianco è al quinto posto tra i vitigni bianchi più coltivati, dietro al Pinot grigio, Glera (Prosecco) e Friulano. Il Friuli Venezia Giulia fa parte di quelle regioni al mondo, come il Centre-Val de Loire con Sancerre e Pouilly Fumé, la Nuova Zelanda, il Sud Africa e anche la Stiria, in cui il Sauvignon bianco produce vini di eccellente qualità. A confronto con le altre aree viticole del mondo, il clima del Friuli Venezia Giulia si inquadra in una posizione intermedia tra le situazioni più fredde, definite “Cool Climates”, tipiche del Nord Europa (Valle del Reno e Champagne) e le più calde dell’Australia e delle regioni più a sud del Portogallo e della California.

Il concorso. Il 7 marzo arriveranno a Udine enologi, sommelier, distributori, giornalisti e purchasing advisor di diversa provenienza. Una settantina in tutto di esperti di 23 nazionalità diverse che valuteranno, precisamente l'8 e il 9, i vini presentati al concorso. Durante le degustazioni, che si terranno a palazzo D'Aronco, i vini saranno divisi in serie omogenee organizzate in base a criteri quali la categoria, l’origine, le proporzioni dell’assemblaggio e il prezzo di vendita. Per valorizzare al meglio i produttori premiati, i risultati saranno proclamati al salone ProWein a Düsseldorf (Germania), domenica 17 marzo.

«Siamo onorati – ha commentato l'assessore comunale alle Attività Produttive, Turismo e Grandi eventi, Maurizio Franz – di poter ospitare nel cuore della nostra città, che rappresenta anche il cuore dell'intero Friuli, questa importante manifestazione. Un evento di respiro internazionale che potrà svolgersi in una delle più suggestive cornici cittadine. Questo – ha concluso – è uno dei grandi eventi che abbiamo voluto ospitare e che proponiamo alla città. Siamo orgogliosi, dunque, che Udine diventi ancora una volta la vetrina delle eccellenze di queste terre perché siamo convinti possano rappresentare un importante e sicuro traino anche per il settore turistico».

I numeri e i Paesi partecipanti. Oltre mille i campioni di Sauvignon in gara. Circa 500 le aziende francesi in gara. Seguono Austria e Italia, entrambe circa a oltre 110 campioni in gara e, a seguire, Sudafrica, Spagna, Nuova Zelanda, Cile, Slovacchia, Romania, passando per Svizzera, Repubblica Ceca, Portogallo, Bulgaria, Germania, Slovenia, Messico. 

La giuria  è composta da specialisti  scelti con la massima cura tra professionisti del mondo del vino,  ricercatori, enologi, giornalisti, scrittori e critici specializzati e molti altri. Le tante nazionalità rappresentate garantiscono quindi una diversità eccezionale che permette al Concorso di distinguersi nell’universo dei concorsi enologici. I Paesi da cui arriveranno a Udine i giudici sono: Argentina, Austria, Belgio, Canada, Croazia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Olanda, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Svezia, Svizzera

 

Birra e birre dell'anno a Rimini

Sx Giovanni Faenza Ritual Lab dx Luciano Landolfi di Eastside Brewing Sx Giovanni Faenza Ritual Lab dx Luciano Landolfi di Eastside Brewing

Cento giudici hanno valutato le 1.994 birre in gara a Rimini, presentate da 327 produttori italiani e divise in 41 categorie, per ciascuna delle quali sono state scelte le tre migliori proposte brassicole in concorso. È il marchigiano Mukkeller il miglior birrificio d'Italia, ma a trionfare sul palco della Fiera di Rimini sono stati anche tre produttori artigianali laziali, che hanno ricevuto riconoscimenti per le loro originali creazioni birrarie. Sul gradino più alto del podio nella categoria delle birre scure ad alta fermentazione di ispirazione angloamericana, è salita la Black Viking del birrificio romano Rebel's Brewey. Nella categoria delle fruit beer, realizzate con l'utilizzo di frutta, ha primeggiato Eastside Brewing, birrificio di Latina, con la sua Sour Side Sour Cherry. Medaglia d'oro anche per Ritual Lab, birrificio di Formello (RM) con la Nerd Choice nella categoria delle birre ad alta fermentazione, luppolate e di ispirazione angloamericana. Il birrificio pontino ha conquistato anche una medaglia d'argento con la sua La Boch, una creazione di ispirazione tedesca, caratterizzata da una bassa fermentazione e da un alto grado alcolico.

“Le proposte dei nostri birrifici artigianali sono sempre più apprezzate dentro e fuori i confini nazionali”, ha spiegato Vittorio Ferraris, presidente di Unionbirrai, a margine della premiazione. “Questo concorso – ha proseguito - vuole premiare le eccellenze di un comparto in crescita, da Nord a Sud del Paese. La straordinaria ricchezza delle tradizioni agroalimentari italiane si riflette anche nelle nostre birre, realizzate spesso con prodotti tipici del territorio interpretati con la creatività e la maestria tipiche del nostro Paese”.

I NUOVI TREND DELLA BIRRA ARTIGIANALE. Se all’estero domina l’esagerazione a tutti i costi – dalle birre con marshmallows a quelle fluorescenti o glitterate – i trend emersi a “Birra dell'Anno” confermano che in Italia resta il primato delle American Pale Ale (APA) e delle India Pale Ale (IPA) in tutte le loro declinazioni. Che siano d’ispirazione anglosassone o americana, leggere come le Session IPA o dalla gradazione alcolica importante e con l'aggiunta di aromi intensi come le Imperial IPA, chiare e fruttate come le White IPA, o scure con sentori di caffè e pane tostato come le Black IPA, le birre luppolate sono ancora la passione di produttori e consumatori. Vera rivelazione del concorso, quest'anno, sono le le Brut Ipa, che rispetto alle scorse edizioni hanno registrato un boom di iscrizioni; sono birre caratterizzate da una particolare secchezza che è valsa loro il soprannome di “birre-champagne”. Restano protagoniste, inoltre, le birre con ingredienti a km 0 - cereali, miele, castagne e tanta frutta del territorio di appartenenza dei birrifici – e quelle “invecchiate” nelle botti in legno (Barley Wine). Spazio anche al primo stile autoctono italiano, le IGA (Italian Grape Ale), che prevedono l’aggiunta di vino, mosto o uva nel processo di lavorazione. Suddivise in red e white Grape Ale, a seconda dell'uva utilizzata, sono ormai un must del nostro panorama birrario sempre più apprezzato (e imitato) anche all’estero.

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La peka in breve

foto Carlo Sclauzerofoto Carlo Sclauzero

La Peka è una pentola di ghisa costituita da un vassoio sul quale si adagiano le carni - manzo, capretto, maiale o vitello- chiusa da un coperchio molto pesante a forma di campana (cripnja), il tutto ricoperto di braci ardenti per cottura perfetta. E' una tecnica molto amata e diffusa in Dalmazia. Ma il piatto (che prende il nome dal suo contenitore) lo potete trovare anche da Klaniscek Wine&Stay, agritursimo con alloggio di Oslavia, località Ossario. 

Festival Franciacorta a Trieste

La Franciacorta e il Franciacorta sbarcano a Trieste, per  la prima tappa dei Festival itineranti 2019. Appuntamento lunedì 11 marzo al Savoia Excelsior Palace. Dalle 16.00 i banchi d’assaggio saranno accessibili per la stampa e gli operatori, con la possibilità di partecipare al seminario dedicato a diverse annate della tipologia più esclusiva, il Satèn. A partire dalle 18.00 ’apertura al pubblico e il seminario di degustazione dedicato alle diverse tipologie di Franciacorta.

 Festival Franciacorta a Trieste

Dalle 16.00 alle 18.00 – Ingresso riservato a stampa e operatori, con banchi d’assaggio.  Accredito online operatori: http://franciacorta.eventbrite.it 
Dalle 16.30 – Seminario di degustazione “Interpretazioni di un’annata: degustazione guidata di cinque Franciacorta Satèn”. Registrazione sul sito: http://franciacorta.eventbrite.it
Dalle 18.00 alle 21.00 – Apertura al pubblico. I biglietti sono disponibili in prevendita sul sito http://franciacorta.eventbrite.it al costo di € 20,00. Biglietto d’ingresso ridotto per soci AIS, FISAR, Fondazione Italiana Sommelier, ONAV, Slow Food € 15,00.
Dalle 18.30 – Seminario di degustazione “Indovina chi: degustazione alla scoperta delle diverse tipologie di Franciacorta”. Registrazione sul sito: http://franciacorta.eventbrite.it

 Queste le 23 cantine presenti: ALBERELLE DI DABENI LUCA ZAFFERINO • BARONE PIZZINI • BELLAVISTA • BERLUCCHI GUIDO • BERSI SERLINI • CA' DEL BOSCO • CA D’OR •CANTINA CHIARA ZILIANI • CASTELLO DI GUSSAGO • CONTADI CASTALDI • CORTE AURA • FERGHETTINA • LA MONTINA • LANTIERI DE PARATICO • LO SPARVIERE • MARCHESI ANTINORI TENUTA MONTENISA • MIRABELLA • QUADRA • RICCI CURBASTRO • RONCO CALINO • SANTA LUCIA • UBERTI • VILLA FRANCIACORTA

 

è bello ed è gratis

Inaugurata a Gorizia Espomego 2019

Inaugurata EXPOMEGO 2019. IN FIERA A GORIZIA LA CAMPIONARIA  CHE SIGNIFICA ANCHE COOPERAZIONE TRANSFRONTALIERA ITALIA – SLOVENIA. Fino a domenica 17 febbraio: casa-arredo, impiantistica, artigianato, turismo, enogastronomia e molto altro con 150 espositori italiani e sloveni.  Ingresso libero e un programma di eventi gratuiti da vivere in Fiera. 

Special Event 2019: Il Maiale in Tavola nella Mitteleuropa 

Quattro giornate di contatti commerciali, di relazioni e di scambi capaci di rafforzare il rapporto di collaborazione transfrontaliera tra Italia e Slovenia. Expomego non è una fiera di confine, bensì un evento promozionale unico e importante per le imprese italiane e slovene che in Fiera possono creare contatti e rafforzare relazioni con un pubblico vasto, composto da italiani e sloveni. E a sottolinearlo c’è anche il nuovo claim “Italia – Slovenia, Un’unica fiera. Una fiera unica” che accompagna la nuova immagine di campagna della manifestazione. All’ inaugurazione gli interventi di Anna Cacciaguerra, Vice Presidente di Udine e Gorizia Fiere; Zoran Simčič, Presidente Camera Regionale Imprenditoria Artigiana Nova Gorica, Gianluca Madriz, Vicepresidente Camera di Commercio della Venezia Giulia, Branko Meh, Presidente Camera dell’Artigianato della Slovenia, Rodolfo Ziberna, Sindaco di Gorizia e Klemen Miklavič, Sindaco di Nova Gorica. 

Sabato 16 febbraio, alle 11.30, il giornalista gastronomico Stefano Cosma presenterà il "Manuale del Norcino" scritto da Gianluigi D'Orlandi, ex Sindaco di Fagagna e profondo conoscitore di questa nobile arte, tanto da realizzare, nel 2006, un albo dei norcini. Un lavoro di ricerca che ha ridato vita alla produzione di "Pestât" e di "Pestadice". Domenica 17, sempre alle 11.30, è in agenda la presentazione della pubblicazione “Il norcino”, scritta dall’avvocato Michele Formentini, che nasce dalla ricca collezione di attrezzi del “purcitàr”, conservata ed esposta al Museo della civiltà contadina di Aiello del Friuli, da lui fondato nel 1992.

Tutti i giorni sono in programma molti altri eventi collaterali e gratuiti oltre alla Musica Etnofolk dal vivo con il gruppo I Benandanti: venerdì e sabato dalle 18.30 alle 21.30 e domenica dalle 17.00 alle 20.00.

Chef Ivan Bombieri premiato a Cucinare 2019

PREMIO “CREDIT AGRICOLE-FRIULADRIA” CHEF EMERGENTE 2019 a Ivan Bombieri de La Taverna di Colloredo di Monte Albano, una stella Michelin. Il premio è stato consegnato il 9 febbraio 2019 nel corso dell'inaugurazione della Fiera Cucinare di Pordenone. Un  momento festoso per lo chef veronese 33enne con il conduttore Stefano Poma, Tessa Gelisio, madrina della manifestazione e varie autorità. Il Direttore della banca main sponsor della manifestazione ha spiegato le motivazioni alla base del premio: ricerca dell’eccellenza, lavoro nel e sul territorio e “under 40”.

 Ivan è salito sul palco in borghese a ritirare il premio, ma subito ha indossato la giacca bianca per uno showcooking lampo, per spiegare in diretta  i passaggi di uno strarodinario maaron al cren creato per l'occasione. Soddisfazione enorme per lo chef e per il ristorante che vedono premiati l'impegno costante nella ricerca della qualità delle materie prime e nell'alto livello di accoglienza per l'ospite.

credit foto: Francesco David.

 

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