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Dieci aziende vitivinicole friulane al Festival di Venezia

Venice Days, rassegna indipendente della 68° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Dal 31 agosto al 10 settembre al Lido di Venezia ci saranno tra gli altri la bellissima Vanessa Paradis, Stefano Accorsi, Valerio Mastrandrea, Valeria Solarino, Vincent Lindon e….Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia!

Con una rappresentanza di dieci aziende del Fvg: Livio Felluga, Humar, Subida di Monte, La Viarte, La Rajade, Le Due Torri, Valpanera, Angoris, Valentino Butussi, De Claricini. I vini del Friuli Venezia Giulia 

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Il vino italiano spinge sul marketing

Tutti pazzi per la promozione del vino. Secondo i primi dati del ministero delle Politiche agricole, i 110 progetti presentati dagli operatori per promuovere il vino italiano sui mercati extracomunitari hanno assorbito al 77% il budget messo a disposizione da Bruxelles per il 2011. Un risultato tutt’altro che scontato considerato che, fra il 2010 e il 2011, il budget è passato da 49 a 82 milioni di euro. Senza contare che le risorse Ue cofinanziano i progetti al 50% e che quindi per far decollare le iniziative occorre mettere in campo almeno un altro 50% di risorse dei privati. I primi dati quindi disegnano uno scenario positivo. Sono stati infatti del tutto esauriti i 24 milioni (pari a quasi un terzo del totale) gestiti dal ministero delle Politiche agricole per progetti nazionali. Le 13 iniziative realizzate da consorzi e associazioni temporanee di imprese (che mettono insieme vere e proprie “griffe” del made in Italy, da Antinori a Frescobaldi, da Ca’ del Bosco a Mezzocorona, da Zenato a Marchesi di Barolo, senza contare il mondo cooperativo con colossi come Gruppo italiano vini, Caviro e Cavit) hanno infatti assorbito 18 milioni di euro ai quali vanno aggiunti altri 6 milioni di precedenti progetti pluriennali. E positive sono anche le performance messe in campo sul piano regionale dove - nonostante manchino ancora all’appello i dati di Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Basilicata e Liguria - risultano già spesi circa 39 milioni. Un traino forte è venuto ad esempio dal Piemonte che con 9,5 milioni ha assorbito il 54% in più di quanto assegnato. Molto positivo il trend di spesa anche in Umbria e in Emilia Romagna dove ha pagato la scelta di concentrare su pochi soggetti gran parte degli investimenti. Altro aspetto importante che emerge dai dati sulla promozione 2011 il ruolo che finalmente è riuscita a esercitare la cabina di regìa istituita presso il ministero delle Politiche agricole per orientare gli investimenti. Un intervento era stato invocato a gran voce innanzitutto per favorire l’accorpamento delle iniziative evitando la polverizzazione della spesa. E nella promozione un ruolo di primo piano sembra essere svolto proprio dai progetti presentati in forma aggregata. L’altro ambito importante e che aveva richiesto un intervento del Mipaaf era poi quello relativo ai mercati obiettivo. Un vero e proprio allarme fu infatti lanciato lo scorso anno dopo che ben il 94% delle iniziative promozionali si erano concentrate su due mercati: Usa e Canada. “La scelta delle aziende - spiegano al Mipaaf - è guidata dalla necessità - anche in considerazione della significativa quota di finanziamenti privati richiesta - di rivolgersi a mercati che possano garantire un ritorno in tempi brevi degli investimenti effettuati. Tuttavia, accordando una premialità nelle graduatorie ai progetti che si rivolgono a mercati diversi da quelli di Usa e Canada, sono fioccate le iniziative dirette in Russia e nei Paesi dell’Est, in Estremo Oriente e in America Latina, con Messico e Brasile in prima fila”. “In Asia qualcosa si sta muovendo - spiega Vittorio Frescobaldi presidente del Comitato Grandi Cru d’Italia che associa 75 imprese -. Con il nostro progetto stiamo puntando su Cina, Hong Kong, Shanghai e Corea. Ma stiamo tenendo d’occhio anche le città cinesi cosiddette di “seconda fascia”. Sono censite circa 50 città con più di 5 milioni di abitanti che guardano con interesse agli stili di vita occidentali e italiani in particolare”. “Che la promozione registri buoni tassi di spesa - aggiunge Piero Antinori, Presidente dell’Istituto Grandi Marchi (che raggruppa 19 aziende di 12 regioni) - è segno che le aziende ci credono. Bisogna continuare a seminare su mercati nuovi come la Cina anche senza un ritorno immediato. Non ne farei un dramma sul fatto che i francesi in Cina attualmente vantano quote di mercato migliori delle nostre. Anche negli Stati Uniti anni fa era così, ma in seguito il vino made in Italy ha surclassato i rivali. E sono convinto che anche in Cina si possa registrare un dèjà vu”. Intanto si punta anche a sviluppare il binomio cucina cinese e vini italiani, un’iniziativa messa in campo dall’Enoteca italiana, l’ente per la promozione dei vini nostrani fondato nel 1960 e che ha sede a Siena. Un progetto per formare chef e sommelier locali sulla “contaminazione” fra vini made in Italy e la cucina cinese.

Progetti regionali
Campagna 2011. Dati in migliaia di euro
Veneto: assegnato 8.370; speso 8.200
Sicilia: assegnato 7.016; speso 3.040
Toscana: assegnato 6.314; speso 5.125
Piemonte: assegnato 6.189; speso 9.527
Puglia: assegnato 5.725; speso 1.496
Emilia R.: assegnato 5.612; speso 5.603
Lombardia: assegnato 2.400; speso 1.504
Abruzzo: assegnato 2.227; speso 663
Friuli V. G.: assegnato 2.025; speso -
Lazio: assegnato 1.793; speso 597
Sardegna: assegnato 1.666; speso -
Campania: assegnato 1.631; speso 389
Trento: assegnato 1.538; speso 230
Marche: assegnato 1.542; speso 1.000
Umbria: assegnato 1.111; speso 1.435
Bolzano: assegnato 738; speso 250
Calabria: assegnato 688; speso 147
Molise: assegnato 367; speso -
Basilicata: assegnato 334; speso -
Liguria: assegnato 230; speso -
Valle d’Aosta: assegnato 140; speso -
Totale: assegnato 57.656; speso 39.206.

Autore: Giorgio dell’Orefice

Fonte/Autore: IL SOLE 24 ORE
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Concorso Spirito di Vino 2011

C’è tempo fino al 31 agosto per inviare a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. le vostre vignette satiriche sul tema del vino, in palio per i primi tre classificati una fornitura di bottiglie di vino friulane! Info: www.mtvfriulivg.it

La dodicesima edizione del concorso allarga la sua base partecipativa e apre le porte agli over 35: vi saranno quindi due sezioni, la prima riservata ai vignettisti dai 18 ai 35 anni d’età e la seconda destinata ad artisti che hanno superato i 36 anni d’età. Le vignette pervenute verranno giudicate da una giuria d’eccezione capitanata dal Presidente in carica Alfio Krancic e dal Presidente onorario Giorgio Forattini. I giurati

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Il vino Friulano in bib (bag in box)

 articolo di Angelo Peretti pubblicato sul suo blog www.internetgourmet.it

Insomma, a me il bag in box piace, come soluzione per il vino "da tutti i giorni". Letteralmente, bag in box significa "borsa nella scatola". In effetti, il contenitore è fatto proprio così:

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A Trieste Salone mondiale del Prosecco

Sarà la provincia di Trieste a ospitare nel 2012 il primo Salone internazionale del Prosecco, un evento di rilievo mondiale abbinato proprio al piccolo territorio che a questo vino di grande successo ha dato il nome, il borgo carsico di Prosecco appunto. A Trieste sorgerà anche una sede operativa del Consorzio del Prosecco, che si affiancherà alla sede centrale di Treviso, per favorire le sinergie fra le due aree produttrici: Friuli Venezia Giulia e Veneto.
Ad annunciarlo è stato l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari Claudio Violino,

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Vino e giovani alla Mostra di Venezia

Il vino visto e raccontato dai giovani alla “Mostra del Cinema” di Venezia

Ci sarà anche il vino sul grande schermo della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dal 31 agosto al 10 settembre. Grazie al progetto “Vino e Giovani”, campagna di educazione al bere

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Viva il chinotto!

Sapevate che chinotto è il nome di un agrume? E sapete quando sono nate le prime bottigliette della bibita che conta un club di fan e un'Arciconfraternita? Per saperne di più leggete questo articolo. L'agrume chinotto (Citrus aurantium myrtifolia) è originario della Cina, da cui il nome. Gli Europei lo conobbero attraverso i Portoghesi nel XVI secolo. Importato in Europa, si acclimatò sulle sponde del Mediterraneo. I Turchi lo coltivarono per estrarne l'essenza profumiera. Si cominciò a mangiare il Chinotto con molto zucchero, oppure a candirlo o anche spremuto come bevanda.

Ma chi ha inventato il chinotto bevanda?

Saccheggiato il sito dedicato www.chinotto.com eccovi la risposta. Documenti non ufficiali raccontano di una bibita chiamata chinotto già dal 1931 e vassoi e posacenere recanti la scritta chinotto, riporterebbero questa data ancora più indietro negli anni. Il documento più antico di cui siamo in possesso però colloca la data di nascita del chinotto nel 1932 a opera della San Pellegrino. Nel 1949 Pietro Neri iniziò a produrre e commercializzare chinotto in maniera assolutamente innovativa. Il chinotto Neri ebbe, nell’immediato dopoguerra, e per tutti gli anni '50 e '60 del secolo scorso una larghissima diffusione in tutta la penisola, al punto che il "Neri" è l’unica marca del passato di cui i meno giovani si ricordano accompagnata dallo slogan:

"Non è chinotto, se non c’è l’8".

 

Post scriptum.

1. Secondo i georgiani il segreto della invidiabile forza fisica di Stalin anche in tarda età era dovuta al suo abbondante consumo di chinotti. Si dice che mangiasse i frutti al naturale (sono della dimensione di una pallina da ping pong, la buccia è aderente alla polpa e il gusto è amaro-acido assai) aggiungendo solo un poco di zucchero.

2. In Italia oggi il chinotto è coltivato in maniera industriale solo nella provincia di Savona con un picco di produzione nella zona compresa da Pietra Ligure a Finale Ligure. Viene consumato candito, sotto maraschino, come marmellata e utilizzato per l'estrazione dell'essenza. (Informazioni tratte dal sito dell'Arciconfraternita del Chinotto).

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I vini che hanno ottenuto la Corona 2012

In anteprima, da Civitella del Tronto, l'elenco di tutti i vini del Friuli Venezia Giulia che hanno ottenuto la Corona, il massimo riconoscimento che la Guida Vinibuoni d’Italia assegna ai vini dell’eccellenza, scelti con voto palese di maggioranza, nella sessione finale di degustazione a commissioni riunite su scala nazionale. Sono dunque vini che

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Jasik, il vino dell’estate (con ghiaccio)

Meno produzione, più selezione: lo slogan di Borgo San Daniele

 Il titolo è una piccola provocazione (ma piuttosto che bere tanti cocktail più o meno alcolici perché non scegliere un bel bicchiere di Friulano e metterci qualche cubetto di ghiaccio per alleggerirlo, del resto c’è ormai anche il Moet Chandon on the rocks). La provocazione rimanda invece a una peculiarità del vino che ci ha sedotto e che sarà il bianco della nostra estate 2011. Si chiama Jasik

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Vino e cinema a Saint Emilion: anteprima

"Questo Chateau sarà tuo"!"Tu seras mon fils", girato in una vera azienda di Saint-Emilion, racconta le difficoltà del passaggio generazionale in una famiglia di vignaioli Con un finale a sorpresa. E' lo Chateau Clos Fourtet di Bordeaux (20 ettari di proprietà di Matthieu Cuvelier) il set di “Tu Seras Mon Fils” del regista Gilles Legrand.

E con lo Chateau diventano protagonisti anche i suoi “abitanti”: vignerons, trattoristi e perfino l'enologo dell'azienda, Daniel Allard: scelti per interpretare loro stessi accanto a un cast di attori professionisti, tra cui Niels Arestrup, Anne Marivin, Patrick Chesnais. Anche la scena della vendemmia è stata girata a settembre dello scorso anno, prima del raccolto.

Al centro della vicenda il rapporto conflittuale tra padre e figlio: Paul, il proprietario di un prestigioso vigneto a Saint Emilion non sopporta l'idea che un giorno tutto il suo lavoro passi nelle mani dell'erede che considera un incapace. A sconvolgere il già precario equilibrio è l'arrivo di Philippe, figlio dell'amministratore dello Chateau, che sembra essere il rampollo carismatico e talentuoso sempre desiderato da Paul. Il film uscirà in Francia il 24 agosto.

fonte : Loredana Sottile per I tre bicchieri del Gambero rosso

 

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Il vino e le tendenze: come la pensano gli esperti

Vi facciamo conoscere un recente studio del Centro Assaggiatori a firma del suo presidente Luigi Odello 

L’enorme crescita registrata negli ultimi anni di “esperti del vino”, identificabili negli scolarizzati che dopo aver frequentato corsi per assaggiatori o sommelier manifestano per il prodotto una forte passione, fa pensare a una loro partecipazione primaria nel determinare le tendenze di mercato. Il Centro Studi Assaggiatori ha iniziato una ricerca

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