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Wine lovers in cantina Pittaro

Azienda vigneti Pittaro, a Codroipo, circa 70 ettari di storia del vino nel cuore della pianura friulana. Appuntamento imperdibile. Il nostro gruppo di wine lovers è praticamente al completo. La tradizione vitivinicola della famiglia Pittaro si tramanda da diversi secoli, ma è dagli anni ‘70 circa che viene studiata e rimodernata la cantina.
Nel pianificarla sono stati lungimiranti: innovativa, moderna e soprattutto ancora attuale. Con il tempo la cantina Vigneti Pittaro si è specializzata, nella produzione di ottimi spumanti metodo classico che fanno onore alla nostra regione (e anche in questo caso la scelta degli spumanti si è rivelata lungimirante!).
A riceverci, nella sala tappezzata da una collezione di centinaia di bicchieri e bottigliette in vetro soffiato, c'era l'enologo Stefano Trinco, che ci ha accompagnato in cantina alla scoperta di tutte le fasi di vinificazione. Siamo tutti affascinati dal trovarci fra decine di migliaia di bottiglie coricate orizzontalmente, divise in cataste a seconda dell'annata e tipologia di vino, che aspettano solo il momento ottimale di maturazione prima di essere vendute (normalmente riposano sui lieviti per almeno 36 mesi).

Stefano Trinco, enologo delle Cantine PittaroStefano Trinco, enologo delle Cantine Pittaro
L’enologo ci ha raccontato nei dettagli le diverse fasi della spumantizzazione e soprattutto il funzionamento della macchina utilizzata per la sboccatura, per l'introduzione del liqueur d'expedition (formula segreta di ogni azienda) e la tappatura finale dello spumante. Prima di degustare è d’obbligo una visita al Museo del Vino, orgoglio del signor Pietro Pittaro, dove vengono conservati più di 5.000 "pezzi", moltissimi dei quali recuperati dallo stesso proprietario durante i suoi frequenti viaggi. Una visita che vi consigliamo vivamente!
Eccoci nella sala degustazione. Iniziamo con l'ultimo nato di casa Pittaro, una Ribolla gialla, metodo classico 24 mesi sur lies, prodotto fresco, equilibrato sia al naso che in bocca. Ritrovo gli aromi e profumi varietali tipici di questo vitigno autoctono. Si passa poi ad assaggiare una carrellata di spumanti, sempre metodo classico cioè con presa di spuma in bottiglia, fatti con uve di Pinot bianco, Pinot nero e Chardonnay. Il primo è un brut, etichetta argento, sboccatura 2014, con un fine e costante perlage. Il mio naso percepisce sentori di frutta, in particolare di mele golden, e in bocca ha una buona persistenza.
Della linea Etichetta oro ci è stato proposto un 2007, sempre sboccatura 2014, pezzo forte dell'azienda.
Qui le catenelle erano fini e persistenti e al naso ho avvertito note di crosta di pane e lievi sentori di lievito; nonostante i suoi sette anni di invecchiamento, era ancora molto fragrante, ben strutturato e molto persistente. Restando sempre sulla linea oro, Stefano Trinco ci ha poi aperto un 2004, sboccatura 2011, dove ho avvertito profumi di crostata ma anche una delicata mineralità, rimanendo in bocca pulito, armonico e morbido.
Dall'annata 2002 note ancora più marcate di pasticceria e spezie dolci con un ottimo corpo rotondo e caratterizzato da un retro-olfatto di note spinte di burro, con una sensazione quasi tattile. Trinco ci ha spiegato che lui preferisce aspettare una maturazione aromatica completa a discapito dell'acidità, per dare un carattere più marcato, più friulano, con un corpo più armonioso e pieno.
Gli ultimi due spumanti sono stati al di sopra delle aspettative. L'etichetta oro del 2000, al naso, presentava delle finissime note minerali che col tempo evolvevano in meglio. In bocca, invece, una sostenuta acidità che equilibrava la nota dolce. Il tutto ritrovato anche nell'annata 1992, che ha chiuso la verticale straordinaria, risultando ancora un vino perfetto.

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