Vite di donne si intrecciano e dialogano

Donne che non sfruttano la terra ma la fanno fruttare. Sabato 17 maggio a Ferrara, nel giardino dell’agriturismo Principessa Pio, Arianna Fugazza, presidente dell’associazione PIV – inutile ogni tentativo di indovinare quello che non è un acronimo – ha riunito alcune vignaiole per un dialogo che andasse oltre la degustazione. A parlare questa volta non è stato (solo) il vino, ma le produttrici. Moderatrice Lucia Galasso, antropologa dell’alimentazione (evoluzioneculturale.it): “Grazie a questa lunga chiacchierata, sono riuscita a capire un po’ di più le trasformazioni affrontate dalla figura della donna contadina in questi ultimi cento anni.” “Non ci sono quote rosa” dice Lucia “soltanto lavoro duro e faticoso perciò finiamola di dare un’immagine esclusivamente romantica alle donne del vino”. Sono d’accordo e mi sento molto partecipe in questa situazione, come produttrice di vino, che sono stata e sono ancora a livello amatoriale, ma, soprattutto, come comunicatrice e archeologa dell’anima. Sento l’esigenza di comunicare una verità che va ben oltre la degustazione di un vino. Una verità che abbraccia l’insieme, la simbiosi tra la donna e il suo territorio, l’empatia fra la donna e la madre terra. Donne che non sfruttano la terra ma la fanno fruttare, donne portatrici di un seme che germoglierà. Vite di donne continua… Erano presenti: le vignaiole Donatella Agostoni, Ludovica Lusenti, Antonella Tacci, Samantha Vitaletti, Chiara Barioffi, Susanna Grassi, Carolina Gatti, Elena e Paola Conti, Cecilia Naldoni Piccin, Marianna Annio, Elisa Mazzavillani; le artiste Cassandra Wainhouse creatrice di etichette per i vini, Maurizia Gentili. Relatrici: Lucia Galasso antropologa dell’alimentazione, Natascia Artosi di Etica Vitis, Laura Rangoni di Cavoloverde, Michela Iorio di  Tagliatellealragù e io, Michela Pierallini di DettoFatto ComunicAzione.

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