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Visita qbista alla Tenuta Conte Romano

Un'altra visita in cantina per i wine lovers qbisti coordinati dagli instancabili Luis Walter Bortolotto e Fabiana Romanutti, direttore del mensile Qbquantobasta. Nella tiepida e azzurra mattinata invernale -  il cielo è limpidissimo, grazie alla forte bora dei giorni precedenti - di sabato 23 febbraio eravamo  nel Manzanese e precisamente alla Tenuta Conti Romano, ospiti di Pietro e Augusto Romano. 

Ad accogliere il gruppo, il padrone di casa, Pietro Romano che, con Fabiana Romanutti saluta e ringrazia gli intervenuti: ci sono sempre i fedelissimi e ogni volta anche nuovi partecipanti: è sempre un piacere rivedersi e/o conoscersi.


Si parte. Il gruppo, accompagnato da Augusto, si muove a piedi in direzione dei vigneti e inizia per noi una vera e propria - inaspettata - lezione di agronomia e poi di enologia. Augusto parla della filosofia dell'azienda che punta a valorizzare il territorio, coltivato quasi esclusivamente a vitigni autoctoni quali Friulano, Sauvignon e Malvasia.

Il terreno argilloso dove cresce il SauvignonIl terreno argilloso dove cresce il Sauvignon

In tre diversi appezzamenti che hanno diversa composizione di terreno: roccia sgretolata e sottile da marna eocenica, argillosa e ponca (marna e arenaria), ma tutti situati nei 10 ettari di proprietà attorno alla sede della tenuta.


Durante la passeggiata tra le vigne di Sauvignon, nella zona più a valle, scopriamo un laghetto, formatosi da una risorgiva d'acqua che ha creato un microclima a sè stante con una temperatura minore di 2 gradi centigradi rispetto al resto del vigneto.


Si sale. La zona collinare offre un panorama mozzafiato tra vigne e ulivi; qua e là quale fiori di crocus già sbocciati. Ed è proprio qui che Augusto ci parla dei vari sistemi di allevamento della vigna e ci propone una minilezione di potatura dei tralci con la conta delle nuove gemme che andranno a produrre altrettanti grappoli d'uva.


In cima alla collina il vigneto storico di Malvasia (da viti di circa 75 anni e forse più) e da qui l'orizzonte diventa infinito e il panorama straordinario.

Lungo il sentiero, impronte di caprioli e qualche traccia più grossa e pesante di qualche cinghiale.

E' ora di scendere e tornare all'agriturismo per la degustazione dei vini.

Quattro i vini in degustazione:

FRIULANO 2017, colore giallo paglierino, al naso intensa nota minerale, poi note fruttate e floreali di fiori bianchi; in bocca è intenso, con buona mineralità e sapidità.

 

SAUVIGNON Villa al Lago, 2015, colore giallo paglierino con riflessi dorati, al naso grande complessità di sentori, foglia di pomodoro, peperone, frutti gialli, pompelmo, nota minerale; in bocca è equilibrato, persistente, si ritrova la nota minerale, un vino molto piacevole.

 MALVASIA 2017, unico vino dell'azienda a fare la malolattica, colore giallo dorato, brillante, al naso sentore di burro, floreale, mela ed erbe aromatiche: in bocca è elegante e di buona struttura.

ROSSO 2016, uvaggio di Merlot al 75% e Cabernet Sauvignon al 25%, proveniente da uve coltivate in un'altra vallata. Colore rosso rubino, al naso sentori di frutti rossi, more e ribes, una leggera speziatura; in bocca è delicato ed elegante.

 

Da sx: conte Pietro Romano, Luis Walter Bortolotto, Anto Nella Lauri, conte Augusto Romano

Foto di Luis Walter Bortolotto (ovviamente quelle siglate) e qualcuna anche mia...

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