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cibo, vino e quantobasta per essere felici

Vino Insra, prodotto a Sappada, 1305 metri di quota

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Vino di alta quota. Nell’ambito della rassegna “Parole in vetta; musica in quota e sapori a Valle”, 3° Festiva della Montagna del Friuli Venezia Giulia, abbiamo avuto il piacere di assaggiare per la prima volta in assoluto il vino “Insra”, prodotto a Sappada nella vigna sperimentale che si trova a 1305 metri di quota. Non è la più alta in assoluto: il primato europeo spetta a Cortina con i suoi 1.350 metri. 

vino insravino insra

Plodar percbain, la vigna di Sappada, più che una vigna è un sogno, una sfida e un atto d’amore.

Giuseppe Cordioli #ociseioseguiqbGiuseppe Cordioli #ociseioseguiqb

È l’ingegner Marco Bravi, docente alla Sapienza di Roma, a spiegare i dettagli del progetto: "l'idea che una piccola parte della valle di Sappada potesse essere plasmata a diventare una vigna mi venne nel 2009 assistendo allo sfalcio dei prati sotto il sole cocente. Un giorno mi recai appositamente al ristorante Laite e, a Roberto Brovedani (compianto titolare del locale assieme alla moglie Fabrizia Meroi) che mi presentava i suoi vini dissi testualmente: 'sai, ho una cosa importante da dirti: io intendo impiantare una vigna nei prati al sole di Sappada'. Roberto non disse nulla e se ne tornò in silenzio da Fabrizia. Alla fine di quel pranzo Roberto tornò da me e disse, lapidario: 'Tu mi hai fulminato'. #ociseioseguiqb

VITE DI MONTAGNA. Le prime piante messe a dimora furono preparate e donate da Vivai Cooperativi Rauscedo, nella persona di Francesco Anaclerio, che ancora ringrazio. Fu Francesco, assieme a Fabrizio Zardini a guidarmi con tanti consigli, anche se diverse volte, mio malgrado, non li ho potuti seguire. Fabrizio e Francesco sono stati i creatori di quella che per me è stata la stella polare viticola, Vigna Cortina, sita circa 50 m più in alto, e con condizioni microclimatiche differenti. Fondammo insieme un'associazione, "Vite in Montagna” per dire che noi in montagna intendevamo vivere e anche coltivare la vite.

Le piante messe a dimora appartenevano alle cultivar Fleurtai, l’ibrido resistente del Tocai friulano, Seyval blanc, e Vidal, tutte a bacca bianca. Furono messe a dimora un po’ tardivamente, ai primi di luglio. Era l’estate del 2013, una estate che ricordo molto calda, anche se non come questa, e certamente meno piovosa. Le difficoltà a far arrivare acqua fino alla vigna furono certamente concausa della prima vittima di quell’impianto: il vitigno Vidal non superò l’inverno successivo.

Nel 2018 i primi filari di Solaris presentavano diversi grappoli. Pensavo di poter fare la prima vendemmia ma, i primi di ottobre 2018, decisi di lasciare i grappoli sulle piante ancora per un po' e due settimane dopo, dovetti piangere lo scempio sicuramente provocato dagli uccelli, che avevano divorato ogni grappolo acino per acino. L'anno successivo, dunque, quando i grappoli iniziarono ad avvicinarsi alla maturazione coprii le piante con delle tendine di rete di protezione.

finale finale

Nel 2019 e 2020 i grappoli sono stati vendemmiati e oggi abbiamo il piacere di assaggiare il vino prodotto, anche se in quantità minima".


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