cibo, vino e quantobasta per essere felici

8,9,10 il nuovo vino di Gravner vendemmiato a novembre

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

Mentre Michele Biscardi consegna a Josko Gravner il dono ricordo, Mateja Gravner apre per  il gruppo FIS FVG in anteprima assoluta il nuovo "8,9,10"Mentre Michele Biscardi consegna a Josko Gravner il dono ricordo, Mateja Gravner apre per il gruppo FIS FVG in anteprima assoluta il nuovo "8,9,10"23 novembre 2008. 12 novembre 2009. 13 novembre 2010. Sono le tre date delle vendemmie delle uve di un vino speciale che, per quelle combinazioni alchemiche che danno gusto e gioia alla vita, abbiamo assaggiato in anteprima assoluta nella sala degustazione della cantina di Josko Gravner a Oslavia, località Lenzuolo bianco. Di Gravner si sa tutto, è un nome-icona nel mondo del vino. Le sue anfore georgiane interrate fino al collo sono ormai leggenda. Del nuovo vino si sa il nome: 8,9,10. Dal numero finale delle tre annate suindicate, con grappoli dove la Botrytis nobile ha lasciato il segno. L'etichetta è ancora in lavorazione, ma tutto sarà pronto per l'evento speciale di presentazione, il 27 settembre, a Roncade. La prima bottiglia di questo fantastico vino che, per motivi di disciplinare è semplicemente definito "vino da tavola" ma è capace di farvi provare il brivido della vita, sarà battuta all'asta a favore dell'associazione La città del Sorriso. 

Il report sulla visita in cantina, guidati da Mateja Gravner, spetta a Michele Biscardi, Presidente FIS FVG che ha organizzato la visita. Qui si sottolinea che le date con il mese novembre sono corrette. Da Gravner la vendemmia 2015 deve ancora cominciare! La data fissata è, come ogni anno, il primo di ottobre e prosegue secondo natura fino a novembre. L'incontro con le parole di Josko Gravner ci ha aperto le porte a un mondo parallelo, quello dove la luna regola le cose umane, dove si sa che la natura dà e anche toglie; un mondo vivo e vero, concreto e reale che sembra appartenere però a un'altra epoca: quella dove il rispetto del ritmo della vita è il senso della nostra stessa vita. Un mondo che lascia maturare l'uva fino al suo equilibrio. Che usa nuovamente il torchio al posto della pressa. Che sceglie bicchieri a forma di conca come le antiche ciotole, fatti fare in borosilicato acciocchè il piombo del vetro non danneggi la salute neppure per quei secondi in cui tenete fra le labbra il bicchiere. Tutto questo e anche di più è il racconto del vino di Gravner. Che, udite udite, non ama chiamare i suoi vini arancioni, anche se li chiamate orange wines: "orange è il colore di un vino che è arrivato alla sua fine,ci dice, il nostro Breg bianco, la nostra Ribolla sono color ambra, un colore vivo. E capace di vivere ancora a lungo racchiudendo per sempre la sua essenza".

Nota finale: abbiamo acquistato il Breg rosso, un vino da puro delirio per il palato. Non possedendo cantina nè cantinetta abbiamo deciso di metterlo a riposare al sicuro nella piccola cassaforte a muro, con le cose preziose. 

 


Copyright © 2009-2020 QUBI' Editore
Riproduzione riservata

Stampa questo articolo

Per poter commentare l'articolo è necessaria la registrazione.

Se sei già registrato devi effettuare l'accesso.