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Verticale: nuova rivista enoica. E cartacea.

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verticale rivista verticale rivista È nato un nuovo magazine enoico. Si chiama “VERTICALE”. Nell’ambito della recente manifestazione VINIFERA è stata presentata la nuova rivista del mondo del vino, curata da Jacopo Cossater assieme a Matteo Gallello e al giovane Nelson Pari. Alla presentazione del numero zero qb c'era. #ociseioseguiqb Si tratta di un magazine cartaceo, al momento semestrale, all’interno del quale leggere di degustazioni verticali, scritte da più voci, di alcuni vini che hanno lasciato o stanno lasciando il segno all'interno delle denominazioni.

In enologia il termine “verticale” indica una sequenza di annate diverse dello stesso vino. È l’archivio storico di un’azienda che viene ampliato di anno in anno. Le informazioni raccolte risultano di grande rilevanza per il produttore. Nelson ricorda ai partecipanti della degustazione come il Vintage Wine
Books sia la bibbia per i sommelier professionisti. Lui, che opera a Londra, ci spiega come sia obbligatorio consultare le informazioni in esso contenute affinché rafforzino il valore di quello che il cliente sta andando a bere. L’autore di questa "bibbia" è Michael Broadbent: è la trascrizione degli appunti che lui prendeva sul suo inseparabile taccuino, recensendo centinaia di vini dal 1885 al 1950.

Per alcuni vini, puntualizza Nelson, ci sono anche solo brevissimi accenni come l'annata climatica o brevi impressioni gusto-olfattive ma che risultano di grande rilevanza per inquadrare il vino nella sua evoluzione. Il dato che viene riportato, positivo o negativo che sia, va ad equiparare lo stato del vino al momento della stappatura per dare al cliente il contesto di quella determinata bottiglia.

Francesi e inglesi collezionano dati sui vini già dal finire dell’800, questo in Italia non avviene. Il senso di inferiorità persistente, sottolinea il giovane sommelier, ci ha portato a non catalogare e a non conservare le vecchie annate, ma soprattutto a non parlarne come di un valore aggiunto. Si contano sulle dita delle mani le aziende vitivinicole italiane che stoccano in cantina tutte le annate .

Mi permetto di spezzare una lancia a favore dei viticoltori: ho notato che nel panorama nazionale, anche se in minoranza, i vignaioli stanno prendendo consapevolezza di ciò e iniziano a stoccare le varie annate, e non solo per uso proprio o degustazioni private (vedi il mio articolo relativo a Ronchi di Cialla su qbquantobasta di febbraio u.s.).

Da queste constatazioni il nuovo progetto editoriale ha preso forma in un periodico, recensendo vini dal 2000 in poi sulla in base alla conoscenza diretta degli autori. Appunti che non si limiteranno ai soli vini blasonati, perchè lo scopo è anche di comprendere se un Lambrusco rifermentato in bottiglia possa essere bevuto dopo dieci anni dopo 10 anni, e un Pecorino dopo 5 o 6 anni; e quanto può durare un Sangiovese di Romagna. Avere tali informazioni, ci spiega Nelson, oltre a essere utili agli addetti ai lavori, può indirizzare il consumatore ad apprezzare i vini italiani e a non limitarsi a seguire le mode del momento solo perché fanno trend.
La rivista è fatta con lo scopo di sensibilizzare il consumatore finale ma soprattutto a esortare il produttore a credere sempre di più nella potenzialità evolutiva dei suoi vini, avendo il coraggio di fare più riserve, in quanto dobbiamo smettere di bere vini solo giovani e non ancora pronti.
In primis deve essere il ristoratore o il winebar a proporre al cliente l’annata datata, sfatando il pregiudizio che se la bottiglia non è dell’ultima annata ciò sia sinonimo di vecchio invece che di evoluto, di un vino maturo ed estremamente sorprendente.

Gli autori di Verticale hanno avviato una collaborazione con wine-searcher.com, sito dove troverete i loro vini recensiti. Questo motore di ricerca è nel corso degli anni si è affermato anche come servizio enciclopedico gratuito su tutto ciò che concerne il mondo enologico.

vnifera degustazione verticalevnifera degustazione verticale

La presentazione non poteva che concludersi con una notevole verticale: l’azienda Pranzegg (Alto Adige) di Martin Gojer ci ha presentato sei annate (2004-’10-’13-’14-’16-’17) di Lagrein Laurenc.  Abbiamo degustato da soli i sei vini prendendo nota delle nostre sensazioni gusto-olfattive e cercando di individuare le annate migliori per poi interagire assieme a Nelson e a Matteo che hanno dato una loro esauriente analisi della batteria. Un’esperienza che auguro a ogni lettore di poter fare per aumentare il proprio bagaglio di conoscenza e l'amore per il vino.


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