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VERDICCHIO BELLO E D’ANNATA

Dieci etichette per scoprire l’evoluzione del Verdicchio, grande autoctono marchigiano. In occasione del Vinitaly 2019 l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini ha organizzato una degustazione per svelare la longevità del Verdicchio delle Doc Castelli di Jesi e Matelica. L’incontro è stato condotto da Ian D’Agata e Alberto Mazzoni, direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini. Noi di qbquantobasta eravamo presenti!  “Abbiamo scelto dieci vini rappresentativi di questo vitigno e di questa terra – spiega Alberto Mazzoni. Nelle Marche si contano 250 ettari vitati tra le due denominazioni, ma solo il 10% è Verdicchio di Matelica. Ci sono oltre 600 viticoltori custodi di questo splendido territorio e circa 170 aziende che vinificano e imbottigliano.”

Il nome Verdicchio deriva dal colore dell’acino che mantiene evidenti sfumature verdoline anche a piena maturazione. Il più famoso è il Verdicchio dei Castelli di Jesi; Doc dal 1968, è conosciuto per la sua inconfondibile personalità e la sua sorprendente versatilità. Del 2010 è la Docg “Castelli di Jesi Verdicchio Riserva” che esprime il grande potenziale di invecchiamento del vitigno. Meno conosciuto, ma altrettanto importante, è il Verdicchio di Matelica con l’omonima Doc dal 1967 e, dal 2010, con la Docg “Verdicchio di Matelica Risarva”. “Il Verdicchio è traduttore di terroir – racconta Ian D’Agata – quello dei Castelli di Jesi sente il mare, perché coltivato vicino alla costa; i vini prodotti hanno un carattere fresco e agrumato, ripropongono intense emanazioni fruttato-floreali di pesco, mandorlo, ginestra, fico, salvia e rosmarino. Il Verdicchio di Matelica, definito anche Verdicchio di montagna, cresce su terreni più minerali che gli conferiscono una maggiore struttura, profumi più intensi e un retrogusto di mandorla”.

La Staffa - Selva di sotto 2015 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico
Giallo paglierino dai riflessi verdi. Vino emblematico, fruttato e di sostanza.
Bouquet intenso con note di fiori gialli e frutta a pasta bianca. Entra tattile con buona struttura e freschezza citrina, in chiusura olio essenziale di arancio de erbe aromatiche.

Tenuta di Tavignano - Misco 2013 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico
Giallo paglierino brillante. Profumo molto accattivante, sprigiona note marinali di iodio, sale e idrocarburo su uno sfondo di frutta matura e zagara. Sorso ammorbidito da un leggero residuo zuccherino, poi scende verticalmente dimostrandosi fresco e sapido. Chiusura amarognola.

Andrea Felici - Vigna il Cantico della Figura 2013  Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico
Paglierino luminoso. Profumi di ginestra e pesca bianca stuzzicano l’olfatto intrecciandosi con note dolci di frutta secca. Morbido e avvolgente l’ingresso in bocca arricchito da tonificanti note sapide e agrumate. Vino con un ottimo equilibrio e buona persistenza.

Casalfarneto - Crisio 2012  Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico
Giallo paglierino con riflessi verdolini. Apre con effluvi aromatici e balsamici, contornati da nuance di resina, ananas e pesca. Secco in bocca, l’entrata è morbida e avvolgente ben sostenuta da una vivace freschezza; epilogo che ricorda la mandorla amara e la marmellata di arance.

Montecappone - Utopia 2009 Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Riserva
Veste paglierino vivace. Intensa finezza di pompelmo, bosso, salvia e rosmarino; seguono spezie dolci e di camomilla. Sorso compatto dotato di struttura robusta sorretta da un’anima fresco-sapida sorprendente. Conclude lungo una scia ammandorlata.

Moncaro - Vigna Novali 2003 Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Riserva
Vendemmia tardiva, uve colpite leggermente dalla muffa nobile che concentra sia gli zuccheri che gli acidi. Oro antico. Riconoscimenti di miele, resina e uva sultanina. Ingresso in bocca caldo, si sviluppa deciso con un effetto asciugante per poi sfumare lentamente richiamando note balsamiche.

Bertani Domains - San Sisto 2001 Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Riserva
Cristallino giallo dorato. Nuvola odorosa di pasticceria, mandorle caramellate e frutta candita. Evolve verso sensazioni salmastre e leggermente ossidate. In bocca risulta morbido e al contempo vibrante; emozionano freschezza e sapidità, inaspettate in un vino di diciotto anni. Finale persistente e con richiami balsamici.

Concludiamo con tre espressioni di Verdicchio di Matelica. Questo vitigno è coltivato in una zona molto piccola che comprende solo otto comuni situati principalmente in una gola stretta, molto ventilata e soleggiata. I vini che abbiamo assaggiato sono caratterizzati da grande acidità e verticalità accompagnate da struttura e consistenza tattile.

Monacesca - Mirum 2015  Verdicchio di Matelica Riserva Docg
Paglierino intenso con screziature dorate. Raffinato al naso diffonde profumi di mandorle tostate, cedro, miele e delicati cenni di crosta di pane. In bocca rivela una delicata avvolgenza, equilibrato tra freschezza e sapidità. Trama tattile potente, chiude con un allungo di note iodate.

Bisci - Vigneto Fogliano 2013 Verdicchio di Matelica Doc
Paglierino lucente con lampi dorati. Sentori inizialmente un po’ timidi, ma assai gradevoli: miele, tè verde, camomilla e pietra focaia. Al palato è appagante, pieno attraversato da una nervosa vena sapida. Lungo epilogo con reminescenze di pepe bianco.

Belisario - Meridia 2010 Verdicchio di Matelica Doc
Con 300 ettari vitati è la più grande realtà vitivinicola della provincia di Macerata.  Abito giallo dorato luminoso. Elegante trama olfattiva balsamica e di erbe medicinali, in aggiunta soffuse sensazioni floreali di camomilla. Completano il quadro toni agrumati e di frutta esotica. Potente al palato ripercorre le gradevoli sensazioni olfattive per poi congedarsi su echi freschi e minerali. Deliziosa persistenza.

Abbinamenti consigliati: il Verdicchio dei Castelli di Jesi è consigliato con pesce grigliato, molluschi e crostacei; formaggi mediamente stagionati; primi piatti con erbe aromatiche, funghi e tartufi, ma anche con carni bianche delicate.
Il Verdicchio di Matelica si sposa bene con la cucina di mare: molluschi gratinati, seppie, pesce al forno, ma accoglie molto bene anche le carni bianche: vitello tonnato,involtini di tacchino con funghi e arista di maiale in salsa di agrumi.

 

 

 

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