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Valpolicella vendemmia di luce più che di calore

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Cantina Valpolicella Negrar: "2014, vendemmia di luce, più che di calore". A dirlo, Daniele Accordini, direttore ed enologo della Cantina cooperativa, che annuncia: "Nei fruttai, forte riduzione delle uve in appassimento per l'Amarone, produrremo più vino Valpolicella". L'annata 2014 vedrà vini meno alcolici, più moderni e vicini al gusto dei giovani. La speranza dei viticoltori in Valpolicella è che il sole splenda forte sino al momento della vendemmia. Se le condizioni meteo dovessero tornare al bello, infatti, la qualità dell'annata 2014 potrebbe raggiungere un buon livello. "Manca circa un mese alla completa maturazione delle uve, l'invaiatura è pressoché completa in pianura ma è appena iniziata in collina, ed i giochi, dunque, ancora non sono fatti", dichiara Daniele Accordini, direttore ed enologo di Cantina Valpolicella Negrar. Che, grazie a 700 ettari di vigneti posseduti dai 230 soci, soprattutto nelle colline della Valpolicella Classica, è in grado di delineare un quadro della prossima vendemmia nel territorio. Fattore terroir. "La vendemmia 2014 sarà di luce più che di calore, perché le basse temperature hanno fatto maturare le uve in modo più lento e graduale degli anni precedenti, dominati dal caldo", annuncia Accordini. Che spiega l'andamento della stagione: "E’ stata senza dubbio un’annata difficile per la Valpolicella, abbiamo avuto un inverno mite e molto piovoso, con circa 550 mm di pioggia contro una media di 200 mm. A metà giugno, il ciclo vegetativo della vite era in anticipo rispetto al 2013 di circa 10 giorni, poi la situazione è radicalmente cambiata, a causa delle piogge intense di luglio (+60% di precipitazioni rispetto al 2013) continuate per la gran parte di agosto, che ha avuto anche forti sbalzi termici". "Se siamo fortunati - aggiunge l'enologo della Cantina cooperativa - potrebbe succedere come nel 1995, quando la vendemmia fu incerta fino ai primi di settembre, poi venne bel tempo ed oggi la ricordiamo come un’annata di grande prestigio. "Di sicuro - continua Accordini, questa sarà un‘annata in cui, più delle altre, conterà "il fattore terroir", vale a dire vitigno, territorio e fattore umano, perché i terreni in collina, più inclinati e privi dunque dl ristagno dell'acqua, ventilati ed esposti al sole, daranno uve più mature e sane, al contrario dei terreni più pianeggianti ed argillosi. Le viti quest'anno hanno avuto un basso carico produttivo (-10/15 %), ma grazie al loro carattere di rusticità sono riuscite comunque a reagire all'elevato stress meteo. La varietà che meglio si è adattata è stata la Rondinella, grazie all’elevato spessore della buccia, più sofferente invece il Corvinone. Il sistema di allevamento a pergola ha inoltre protetto le viti dai colpi di sole che, invece nelle forme a spalliera, ha causato scottature ai grappoli". Professionalità dei viticoltori, determinante per il buon risultato. A far la differenza sulla qualità finale della vendemmia, quest'anno sarà ancor più la professionalità dei viticoltori. "Per garantire la sanità delle uve - spiega Claudio Oliboni, tecnico di campagna di Cantina Valpolicella Negrar -, i nostri soci hanno dovuto fare un lavoro incessante in vigna, tenere sempre d'occhio il meteo per decidere in modo tempestivo quando fosse opportuno intervenire per la difesa della pianta, scegliendo i metodi e gli strumenti più adeguati al bisogno". E non è finita. In alcuni vigneti, l'elevata intensità delle precipitazioni ha prodotto acini e grappoli di maggiori dimensioni rispetto alla norma, e sarà quindi necessario selezionare le uve per l'appassimento in modo più accurato e attento, nella nostra consueta raccolta a mano dei grappoli. "Per l'Amarone - afferma Accordini - metteremo a riposo solo le migliore uve, ridurremmo quindi a percentuali molto basse la quantità messa nei fruttai, e privilegeremo la produzione di vino Valpolicella". Cosa ritroveremo nel bicchiere dell'annata 2014? "Il contenuto zuccherino più basso delle uve darà vini meno concentrati e alcolici, che avranno dunque un taglio "più moderno", afferma Accordini. Che spiega: "L’alta alcolicità degli Amaroni sembra essere oggi uno degli  elementi di cui la nostra Denominazione deve tenere conto per garantire una maggior bevibilità e accessibilità nei confronti dei consumatori, soprattutto di quelli più giovani. "Il clima più fresco , conclude - favorirà la conservazione dei vini con una maggior acidità, garantendo così freschezza, agilità e soprattutto maggior longevità".


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