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Un raviolo d'aprile con Satèn Barone Pizzini

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wine pairing ravioli vs satènwine pairing ravioli vs satèn

Inauguriamo questo mese con un po’ di allegria e uno stappo alla regola speciale: protagonisti dell’abbinamento uno spumante “a basso contenuto di bollicine” e un raviolo dal ripieno croccante. Non sarà mica un pesce d’aprile? Forse a prima vista, ma se lo assaggi più da vicino scopri un pairing ricercato e particolare.

VINO: FRANCIACORTA BRUT SATÈN EDIZIONE 2015 BARONE PIZZINI
VITIGNO: CHARDONNAY METODO: CLASSICO

Una bollicina fine solca il brillante calice. Profuma di tiglio e acacia, pesca bianca, piccola pasticceria, nocciola tostata accompagnati da un garbato sentore di lievito, su un sottofondo agrumato. Avvolgente e cremoso in bocca, si dimostra equilibrato, coerente e fresco; ritornano nel finale gli agrumi e la frutta secca. Il Satèn dell’azienda Barone Pizzini è composto al 100% da uve Chardonnay vinificate in contenitori di acciaio, segue la maturazione, della durata di circa sei mesi in acciaio e barrique. Affina poi in bottiglia sui lieviti per 30-40.

Satèn barone PizziniSatèn barone Pizzini

L'azienda è stata tra le prime in Franciacorta ad adottare una viticoltura a regime biologico nella conduzione dei vigneti, ottenendo la certificazione nel 2011. Le 29 vigne, dislocate in diverse zone della Franciacorta, si estendono su una superficie di 54 ettari a un’altitudine che va dai 200 ai 350 metri s.l.m. Il suolo è di origine morenica arricchito da depositi fluvioglaciali.

I Satèn sono spumanti Metodo Classico “Blanc de Blancs” prodotti esclusivamente in Franciacorta, caratterizzati da una pressione interna della bottiglia inferiore a 5 bar, mentre per gli altri spumanti la pressione si aggira tra i 6 e i 6.5 bar. Questa connotazione li rende al palato particolarmente cremosi e setosi. Si accompagnano molto bene ad antipasti fritti di pesce, conchiglie gratinate, torte salate, primi a base di verdure e besciamella come le lasagnette di spinaci e zucchine, ma anche secondi di pesce, non troppo elaborati, come il filetto di orata in crosta di noccioline.

ravioli al topinambur ravioli al topinambur

ABBINAMENTO
Vi propongo in abbinamento un piatto che ho assaggiato nel corso di una cena a quattro mani dell’Antico Caffè San Marco di Trieste.

Ravioli di topinambur e nocciola croccante, serviti in una bisque di canocchie e ostriche, accompagnati da fiori di cime di rapa, il tutto condito con un olio delle stesse cime. Un primo articolato non solo dal punto di vista gusto-olfattivo.

Il raviolo, panciuto e dall’aspetto morbido, cela al suo interno un simpatico effetto sorpresa: una nocciolina tostata, saporita e croccante. Un perfetto pesce d’aprile, pardon raviolo d’aprile!
Sono rimasta così colpita dal piatto e dal sottile abbinamento con il Satèn che ho voluto inserirlo nella mia rubrica perché questo wine-pairing è improntato su un dettaglio: la nocciola.

Tutto il resto fa da contorno, ogni elemento è ben bilanciato: la tendenza dolce del raviolo e il topinambur si equilibrano con la freschezza e la mineralità del vino, allo stesso tempo la bollicina fine e cremosa non va a sottolineare troppo la nota amarognola delle cime di rapa e la sapidità della bisque. La chiave però sta nel filo conduttore: il profumo e il sapore della nocciola leggermente tostata che inizialmente riscontriamo in modo netto nel vino, sia al naso sia al palato, e che poi, quasi a sorpresa, ritroviamo nel piatto.


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