fbpx
cibo, vino e quantobasta per essere felici

Sauvignon: espressioni clonali in FVG

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

Sauvignon: espressioni clonali in Friuli VG. Termini che si rincorrono: clone, microvinificazioni, ricerca, sperimentazione. Tanti termini per un unico obiettivo: il raggiungimento qualitativo per una varietà che possa esprimersi a seconda del territorio di produzione e possa permettere al territorio di parlare e farsi conoscere. La volontà di proporre “nuovi” cloni nasce nel 1995 grazie al perito agrario Carlo Petrussi. Da qualche anno si discute sulla tipicità del Sauvignon del Friuli Venezia Giulia senza aver ben chiaro cosa aspettarsi dalla varietà. Di certo c’è che il Sauvignon è arrivato in regione insieme al Tocai, più o meno 2 secoli fa.
Il lavoro certosino di Carlo Petrussi ha portato alla luce piante di cui stavano scomparendo anche le ultime tracce. L’aspetto più importante che si è voluto fortemente portare alla luce è legato all’intrinsecità della varietà con il territorio: esiste un Sauvignon o dei Sauvignon del Friuli Venezia Giulia? Esiste un patrimonio viticolo genetico legato alla varietà e alla regione? Grazie al lavoro di Carlo Petrussi, con l’appoggio di VCR, Vivai Cooperativi Rauscedo e con il supporto del Consorzio Tutela Vini Friuli Colli Orientali, si è riusciti a raggiungere risultati considerevoli sulla sperimentazione.
Una parte del lavoro svolto sinora è stato presentato dall’agronomo Pizzuto dei Vivai Cooperativi Rauscedo, dal dott. Francesco Degano del Consorzio Tutela Vini Friuli Colli Orientali e dall’agronomo Carlo Petrussi nei locali di Villa Nachini Cabassi a Corno di Rosazzo.
L’incontro, al quale hanno preso parte produttori, enologi ed agronomi ha evidenziato tutte le fasi del lavoro con la presentazione di dati elaborati e la degustazione dei 5 nuovi cloni di Sauvignon già omologati  (R3, 108, ISVF3, FVG 191, FVG 195) e dei 7 cloni ancora in fase di studio (VCR 175, VCR 75, VCR 77, VCR 186, VCR 202, VCR 203, VCR 204).

La selezione clonale, come ci spiega Carlo Petrussi, dura in media 9/10 anni e si compone principalmente delle seguenti fasi: individuazione delle piante madri in vigna, controllo ELISA per individuare le piante sane, indexaggio arboreo, campi di confronto con caratterizzazione agronomica e enologica, omologazione.  
Ogni fase è molto delicata:
1.    Lavoro agronomico: è stata valutata l’effettiva diversità della pianta oggetto di studio, o della serie di piante, a cura dell’agronomo Petrussi. L’analisi visiva è stata coadiuvata da un’analisi di laboratorio attraverso la quale è stato effettuato uno screening genetico.
2.    Primo step di sperimentazione: la seconda fase è stata supportata da VCR con l’impianto delle piante selezionate in vigne sperimentali. Per uniformare i risultati sono stati scelti lo stesso sistema di allevamento e condivise le stesse scelte agronomiche.
3.    Step enologico: dopo circa tre anni si procede alla micro vinificazione dei vari cloni. Per ogni clone esistono dai 50 ai 150 litri circa. La tecnologia utilizzata per la micro vinificazione è stata messa a punto da VCR.
4.    Verifica delle micro vinificazioni: fra tutti i biotipi scelti viene successivamente effettuata una selezione basata sia su caratteristiche agronomiche sia, e soprattutto, su caratteristiche sensoriali. A questo proposito vengono organizzati dei panel di degustazione, degli incontri mirati durante i quali vengono raccolte le opinioni degli assaggiatori e viene discusso il campione presentato.
5.    Selezione: non tutti i biotipi rimangono in sperimentazione; quelli ritenuti meno interessanti da un punti di vista agronomico e degustativo vengono abbandonati. La scelta viene inoltre giustificata dall’effettivo impatto sul mercato.
Durante l’incontro sono stati inoltre presentati 5 ibridi di varietà resistenti a oidio e peronospora.
Carlo Petrussi aveva già avviato delle ricerche con la collaborazione di VCR, dell’Università degli Studi di Udine e del Consorzio Tutela Vini Friuli Colli Orientali per la selezione dei biotipi di Tocai, Refosco e Verduzzo. Per quanto riguarda lo studio sulle varietà resistenti alla Peronospora e all’Oidio è stato incrociato un vitigno siglato 20-3 e il vitigno Bianca possessori di resistenze ai due funghi.



Copyright © 2009-2022 QUBI' Editore
Riproduzione riservata