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Ronco vieri, nuova Ribolla gialla brut Pittaro

Ronco Vieri: la nuova Ribolla gialla brut dell’azienda Pittaro. In  anteprima su qbquantobasta, il mensile che ha sempre qualcosa in più, eccovi la presentazione della nuova Ribolla gialla brut dell'azienda Piero Pittaro raccontata con le parole di Stefano Trinco, l'enologo che l'ha creata. "Non è facile presentare un nuovo prodotto. Non lo è almeno per me, che non sono portato a enfatizzare ciò che come enologo produco. È una questione di carattere. A me piace condividere, fare capire i motivi e i metodi con cui nascono e si ottengono certi prodotti. Ritengo che solo in questo modo riesci a dare il giusto valore a ciò che produci. Il segreto è dato dallo studio e dalla conoscenza della materia. Dalla tua professionalità e dalla dimestichezza che hai con la tecnica di produzione. Comunque proviamoci, visto che sono questi i principi con cui siamo partiti per il nostro progetto di Ribolla gialla Ronco Vieri. Non la facciamo perché tutti la fanno e nemmeno perché l’azienda Pittaro doveva ampliare la gamma dei suoi spumanti. O almeno non solo. Lo abbiamo fatto per curiosità, per conoscerne a fondo le potenzialità e anche, perché no, per metterci in discussione. Confrontarci con un vitigno che tutti indicano dalle grosse potenzialità e con cui mai avevamo avuto a che fare ci intrigava. Detto dei motivi passiamo al metodo. Prima
però due parole sugli spumanti, su come dovrebbero essere visti o meglio, se vi sembra troppo forzata la frase, come noi li vediamo. Da sempre gli spumanti di qualità portano con sè molte positive aspettative. Pensiamo agli Champagne. Di solito li beviamo per festeggiare i momenti più lieti della nostra vita perché hanno un’immagine di perfezione, fascino ed eleganza. Il sottile perlage, la sua infinita persistenza, l’ineccepibile brillantezza, i suoi delicati profumi e l’armonicità del gusto. E poi le confezioni così dettagliatamente curate. Se poi si considera che tutto questo viene
ottenuto all’interno di ogni singola bottiglia attraverso processi di produzione e affinamento che rendono unica – solo tua – la bottiglia che stai degustando, è evidente che il prodotto debba
davvero rasentare la perfezione. E tutto questo devi “sentirlo” nel bicchiere. Ovvio quindi che lo spumante deve far parte di un preciso progetto aziendale. Così noi lo vediamo. Impensabile farlo solo perché il mercato lo richiede come purtroppo avviene per una buona parte degli spumanti friulani.Il metodo Anche per quanto riguarda il metodo siamo passati attraverso diverse esperienze. Tutte prevedevano l’utilizzo del Metodo Classico o, come un tempo si chiamava, Champenoise. Il perché è presto detto, lo facciamo da oltre trent’anni e quindi un minimo di esperienza alle spalle c’era. Però volevamo fare qualcosa di diverso. L’obiettivo era quello di mantenere almeno una parte dei profumi della Ribolla miscelandoli con le note tipiche degli spumanti metodo classico. Quindi un po’ di profumi varietali uniti a sensazioni di crosta di pane, di lievito. Per fare questo abbiamo testato diversi lieviti con svariati tempi di permanenza sulle loro fecce nobili sfruttando al massimo la lisi delle cellule. Dopo le consuete degustazioni abbiamo deciso di optare per un prodotto che rimane sui lieviti – sur lie come dicono i francesi – per 12 mesi. Per noi era il mix ideale. Ciò non toglie che ottimi prodotti si possano ottenere, in tempi più lunghi e con frequenti “batonnages”, anche con il sistema Martinotti. E infatti non nego che uno dei nostri riferimenti, per qualità e non certo per imitazione, era proprio quella ottima Ribolla di Collavini che tutti voi conoscete e che tanto ha contribuito al successo di questa tipologia. Queste prove sono iniziate nel 2010 e proseguono tuttora con l’obiettivo di migliorare ulteriormente il prodotto. Tanto tempo, tanta pazienza e tante bottiglie di prova scartate perché non erano come dovevano essere. E ben capite che se volevamo semplicemente cavalcare l’onda della moda non avremmo atteso quattro anni prima di iniziare a commercializzarla.
Un po’ alla volta siamo quindi arrivati a produrre ciò che desideriamo il cliente trovi nel suo calice: un colore giallo paglierino e bollicine dal finissimo e persistente perlage. Al naso note pronunciate di lievito ma anche delicati fiori e frutti tropicali. In bocca la Ribolla gialla Ronco Vieri è fresca ma non molto acida, di buona struttura, armonica ed equilibrata. Nella degustazione mi fermo qui, alle sensazioni oggettive primarie, a ogni degustatore poi lo spazio per trovare altri descrittori inevitabilmente più soggettivi. Permettemi ora una considerazione personale sulla Ribolla gialla. Spumantizzandola ho compreso che ha delle buone potenzialità. Peccato che, a livello generale, più che valorizzarla la stiamo banalizzando alla stregua di altre bollicine. Forse un minimo di disciplinare avrebbe aiutato la crescita sua e dell’intero comparto spumantistico regionale affrancandoci oltretutto dal fenomeno Prosecco. C’è ancora del tempo per arrivarci ma, a quel che vedo, manca la volontà. Noi a nostro modo ci abbiamo provato. Ai consumatori il giudizio". Sul mensile qbquantobasta trovate anche la degustazione personalizzata della nostra qbista in chief Liliana Savioli.



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