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Press tour alla scoperta della Doc Isonzo

Si è svolto qualche giorno fa nell'Isontino un “press-tour” per la stampa estera specializzata che ha visto la presenza fra l'altro di Ronald de Groot dall’Olanda, Maciej Swietlik dalla Polonia, Quentin Sadler dall’Inghilterra, Freddy Hansen dalla Norvegia, Jorgen Aldrich dalla Danimarca, Costanza Maag dalla Germania. Si è unita al gruppo la blogger russa Svetlana Galkina, che vive in Friuli. Una full- mmersion di tre giorni, voluta e organizzata dal giornalista enologo Paul Balke. Vi domanderete: chi è Paul Balke? E' un amante del vino tanto che per passione circa dieci anni fa dall’Olanda si è trasferito in Piemonte per approfondire la conoscenza del Barolo, fino a scriverne un libro “Piemonte, wine and travel atlas” allo scopo di promuovere il territorio. Instancabile girovago, ha finito per innamorarsi anche del Friuli, dove viene spesso, per aumentare e intensificare le sue conoscenze del territorio e in particolare dei vini autoctoni in cui crede molto per la loro potenzialità. 

La visita si è alternata tra vigneti e cantine delle diverse aziende che hanno partecipato all’iniziativa: Borgo Conventi, Borgo San Daniele, Bracco, Cantina Produttori Cormons, Castello di Spessa, Drius, I Feudi di Romans, San Lurins, Simon di Brazzan e Tenuta di Blasig. I giornalisti hanno effettuato, in due giornate distinte, dei wine-tasting, la prima mattina per i vini bianchi e la seconda per quelli rossi, formando dei veri e propri tavoli di lavoro e confrontandosi anche con i singoli produttori. Al termine dell’ultima giornata c’è stato un incontro con la stampa locale, dove anche noi della rivista qbquantobasta eravamo presenti e dove i giornalisti hanno potuto fornire le proprie impressioni e dare qualche suggerimento. 

Balke, nella veste di moderatore, ha iniziato la discussione con una domanda provocatoria: la zona Isonzo può esser paragonata a quelle di Medoc o di Bordeaux? No! È stata la risposta unanime. I prodotti risultano diversi anche se si presentano di buona qualità e con un’elevata potenzialità, il territorio è più simile a quello della Spagna e della Nuova Zelanda. La percezione di chi viene dall’estero è quella di non sapere cosa aspettarsi, le troppe varietà e i tanti viticoltori che vinificano anche in modo differente creano disorientamento. Tutta questa ricchezza sembra per lo più destinata all'appassionato winelover che si reca dal singolo produttore, dove quest’ultimo gli racconta del suo vino e la sua storia. La causa può essere riconducibile al passato, alla complessa storia della nostra regione che si rispecchia perfettamente nei nostri vini. Risulta comprensibile dunque la difficoltà di veicolare le tante informazioni a un pubblico estero. Un’immagine univoca è quindi necessaria da proporre al potenziale mercato straniero e una maggiore informazione sembra essere l’unica strada da intraprendere. Il secondo aspetto emerso è che, se pur i vini bianchi sono di elevata qualità e riconoscendo un grande futuro alla Malvasia, la vera sorpresa è venuta dai vini rossi: in loro si rispecchia molto di più la territorialità rispetto ai bianchi. Varietà come lo Schiopettino e il Refosco sono state molto apprezzate tra gli autoctoni, mentre, tra gli internazionali, ha riscontrato molto interesse e apprezzamento il Merlot, che in futuro potrebbe diventare il vitigno su cui puntare, come arma vincente, per farsi conoscere e apprezzare sul mercato estero.

Nel corso del press tour i giornalisti hanno potuto apprezzare la cucina regionale, sottolineando l’importanza dell’abbinamento con i nostri vini, cosa fondamentale per favorire l’immagine della regione FVG. Il pranzo conviviale, offerto dalla padrona di casa, Elisabetta Sarcinelli nella Tenuta Blasig, è stato il modo migliore di terminare la giornata! E’ stato un grande lavoro, quello svolto da Balke, che ha messo questi professionisti di fronte a una realtà poco conosciuta con lo scopo di capire come ci vedono all’estero, tra potenzialità e criticità. L'obiettivo è quello di migliorare l‘immagine ed arrivare a una conferma internazionale del livello qualitativo dei prodotti del comparto vitivinicolo dell'Isonzo, contribuendo alla diffusione e a un sempre maggiore apprezzamento del vino DOC Isonzo al di fuori dai confini nazionali.

 

 

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