cibo, vino e quantobasta per essere felici

Presentato il protocollo internazionale “Tranquillamente Enoturismo:

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Roberta Garibaldi “Dopo mesi di lockdown la priorità in vacanza sarà stare nella natura. L’enoturismo che può abbinare lo stare all’aperto con il tema cibo ha in mano  una carta vincente” 

On. Lorenza Bonaccorsi “Lavoreremo in sinergia tra istituzioni e operatori perché l’enoturismo diventi un filone di sviluppo del fare turismo in Italia. Il turismo del vino è sostenibile, attento al territorio e non si lega alla stagionalità: un elemento importante per la distribuzione dei flussi turistici di cui dovremo tenere conto nei prossimi mesi”.
Nicola D’Auria “Vogliamo favorire la collaborazione tra i settori vinicoli, alimentari e turistici, promuovendo le bellezze dell’Italia presso i principali mercati-target, sia nazionali sia internazionali e sostenere lo sviluppo di un prodotto di turismo sostenibile”
Sebastiano De Corato “Ora più che mai serve unità: lavoreremo perché tutte le regioni possano adeguarsi alla disciplina nazionale sull’enoturismo”
Catherine Lepamentier Douyot “Coinvolgimento, interazione, racconto emozionale: dopo l’esperienza del Coronavirus abbiamo bisogno di reinventare la nostra idea di enoturismo, in tutto il mondo”.

Questi in sintesi i concetti guida espressi nella #digital conference di oggi 26 maggio 2020. 

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“Torneremo a riaprire le nostre cantine, in tutta sicurezza”: in uno scenario senza precedenti che ci porta a riprogettare l’enoturismo, Movimento Turismo del Vino e Roberta Garibaldi hanno presentato questa mattina il protocollo internazionale “Tranquillamente Enoturismo: linee guida e buone pratiche per un enoturismo Covid-Free” durante la conferenza stampa digitale a cui hanno preso parte il Sottosegretario di Stato al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo On. Lorenza Bonaccorsi, Sebastiano De Corato consigliere Unione Italiana Vini e vice presidente MTV Italia e Catherine Lepamentier Douyot, Managing Director di Great Wine Capitals Global Network.

Il protocollo, rivolto alle cantine che promuovono l’enoturismo, è un manifesto di azione stilato da un gruppo di esperti internazionali di enogastronomia che lavorano per enti istituzionali, università e centri di ricerca, consorzi e associazioni di cantine per individuare soluzioni concrete alla nuova realtà dell’enoturismo applicabili a qualsiasi cantina o destinazione enoturistica.

Sono tre i principali obiettivi da conseguire per rilanciare l’enoturismo: 1) la valorizzazione del turismo del vino come asset rilevante e trasversale per le economie del territorio in cui operano le aziende vitivinicole 2) la comunicazione attraverso messaggi chiari che siano in grado di rispondere alle nuove aspettative dei turisti del vino 3) un elaborato piano di proposte e linee guida per le realtà collegate al gruppo di lavoro che muovono più di 30 milioni di visitatori da tutto il mondo.

«I dati già raccolti in questo periodo – ha affermato la prof.ssa Roberta Garibaldi – dimostrano l’interesse dei turisti per la ripresa del settore. L’indagine condotta da Confturismo-Confcommercio e SWG indica che dopo mesi di lockdown la priorità in vacanza sarà stare nella natura – all’aperto, attività indicata dal 40% degli italiani. Volgendo lo sguardo a livello internazionale, dallo studio di Matador Network emergono outdoor, cultura ed enogastronomia tra le attrazioni turistiche più desiderate. L’enoturismo che può abbinare lo stare all’aperto e nella natura con il tema cibo ha in mano davvero una carta vincente.

Considerando poi che il principale target sarà il turismo interno, i dati del Rapporto sul turismo enogastronomico italiano ci supportano ancora confermandoci l’interesse:gli italiani amano vivere esperienze enogastronomiche in Italia (il 92% dei loro viaggi enogastronomici sono stati nel nostro Paese), e che il 64% dei viaggiatori vorrebbe conoscere maggiormente l’enogastronomia del territorio in cui vive».

«Crediamo che il turismo in cantina sarà la forma più sicura e responsabile di turismo – ha dichiarato Nicola D’Auria, presidente di Movimento Turismo del Vino –, grazie agli ampi spazi – al chiuso e all’aria aperta – di cui dispongono le aziende vinicole: come Presidente del MTV Italia sento la responsabilità di operare per il rilancio del fascino dell’Italia partendo dalle basi del patrimonio e della reputazione e promuovendo i nostri territori, con prodotti nuovi, audaci e innovativi che possono tradurre l’orgoglio italiano in esperienze tangibili per i visitatori. La nostra Associazione intende favorire la collaborazione tra i settori vinicoli, alimentari e turistici, promuovendo le bellezze dell’Italia presso i principali mercati-target, sia nazionali sia internazionali e sostenendo lo sviluppo di un prodotto di turismo sostenibile.

IL PROTOCOLLO INTERNAZIONALE - Il Protocollo Internazionale “Tranquillamente Enoturismo” si pone l’obiettivo di fare da guida alle cantine e agli attori dell'enoturismo per l'adeguamento delle strutture e dei servizi di accoglienza dando la priorità alla cura e alla salvaguardia della vita delle persone. Destinatari sono le cantine dedite all’accoglienza enoturistica e altre strutture turistiche con le medesime finalità. Il Protocollo dovrà essere armonizzato con norme e regolamenti elaborati a livello regionale e territoriale da ogni singola cantina e andrà a dettagliare una serie di indicazioni relative ai seguenti ambiti:

  • Le prenotazioni
  • L’accoglienza dei clienti, con disposizioni precise sulle modalità del loro ingresso
  • La gestione delle degustazioni, con raccomandazioni per la tutela dei visitatori e per chi eroga il servizio
  • L’organizzazione della visita guidata in cantina
  • La gestione del wine shop
  • L’uso degli spazi della cantina, sia al chiuso che all’aperto
  • La gestione dei collaboratori

LO STUDIO DI SETTORE – Nella prima fase di stesura del protocollo “Tranquillamente Enoturismo” Movimento Turismo del Vino ha svolto un’indagine preliminare tra le cantine associate, raccogliendo i dati di 262 aziende. L’87% delle cantine associate dichiara di essere stato molto danneggiato dall’emergenza sanitaria: il comparto che ha subito i maggiori contraccolpi risulta essere quello della vendita e della distribuzione (91%) che oltre all’assenza di clienti diretti in cantina ha subito fortemente la chiusura di attività ristorative ed enoteche, fonti primarie di fatturato per quanto riguarda le vendite, soprattutto di vini di alta qualità. Segue a ruota il settore enoturistico che per l’84% risulta essere tra i più danneggiati.

Per quanto riguarda la vendita e la distribuzione al momento dell’emergenza, esattamente la metà delle realtà coinvolte era già dotata di un servizio online di vendita e distribuzione, a dimostrazione che le cantine aperte al turismo sono anche tra le più dinamiche nell’innovazione. Rilevante il numero di realtà che ha deciso di dotarsi di questo servizio nel corso dell’emergenza: circa il 50% di quelle che non lo avevano attivato in precedenza.

Sostanziale accordo sulla necessità di dotarsi di un sistema di vendita online in futuro, con il 70% delle cantine che ritengono importante o molto importante attivare questo servizio, consapevoli dell’effettiva necessità di dotarsi di strumenti per intensificare la propria presenza su un ulteriore canale di vendita, ampliare l’offerta e la visibilità della propria struttura. C’è un corale accordo sul fatto che l’enoturismo debba essere considerato un’attività strategica per la ripresa economica dopo l'attuale crisi. L’87% delle cantine, infatti, lo ritiene di grande importanza.


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