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Pittaro brut 2002: Talento per le bollicine

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Nel 2009 in Italia sono state prodotte 340 milioni di bottiglie di spumante, di cui 20 milioni di metodo classico, cioè con rifermentazione in bottiglia. La stragrande maggioranza è prodotta nelle zone a forte vocazione spumantistica come Franciacorta, Oltrepò Pavese, Trento Doc. La rimanente produzione è appannaggio di piccole aziende distribuite sul territorio nazionale e alcune di esse si sono riconosciutenell’Istituto Talento Italiano

che “si pone come promotore di un movimento italiano per valorizzare, sotto il marchio collettivo Talento, la notorietà, la riconoscibilità e l’immagine di qualità della spumantistica metodo classico.”

Di questo istituto fa parte anche la Vigneti Pittaro di Zompicchia di Codroipo che nei suoi 90 ettari di vigneti dà vita a un’articolata produzione di vini fermi, oltre che a spumanti metodo classico. Dal 1986 l’enologo Stefano Trinco si cimenta con la produzione di vini da lungo riposo sui lieviti; quando l’anno lo consente questi vini non vengono assemblati ad altri di annate differenti, ma, per le doti qualitative dell’annata, verranno avviate separatamente alla produzione di uno spumante “millesimato” .

II percorso dall’ uva allo spumante contempla molteplici passaggi e soprattutto necessita di molto tempo: il vino riposa sui lieviti per anni acquisendo aromi e profumi di grande finezza e stabilendo una sempre più intima coesione con l’anidride carbonica sviluppatasi nella prima fase della rifermentazione in bottiglia. Sarà il mastro cantiniere a decidere quando potrà avvenire la sboccatura, ovvero l’operazione con cui i residui dei lieviti vengono fatti uscire dalla bottiglia che, una volta ricolmata con il liqueur de expedition, verrà tappata con il classico tappo a fungo in sughero e relativa gabbietta, per poi essere messa in commercio.

La nostra bottiglia porta l’annata 2002 e la sboccatura novembre 2009: il che si traduce in 7 anni di attesa prima di poterla stappare con le dovute attenzioni e MAI con il “botto”. Una flûte ampia accoglie una profusione di bollicine molto fini che si formano in continuazione amplificando luminosità del vino.

I profumi si alternano dalle note di pane e pasticceria alle note floreali e di fieno, sino ad ampliarsi con sentori di agrumi e spezie dolci. Svanita la setosa effervescenza, il palato si confronta con la complessità e il carattere che si identificano in un corpo rotondo e morbido, sostenuto dall’acidità che accompagna le note minerali.

Chiusura a tono: senza cedimenti con richiami ai profumi percepiti in precedenza. Per questo vino si può scomodare la definizione di “tutto pasto”; sempre che ci si fermi prima del dessert . Oppure ci si può dedicare con lui a gustare conchiglie freschissime secondo gusti e stagionalità. Un unico consiglio: non relegatelo alle sole celebrazioni o alle festività: merita di più, come noi. Talento Brut 2002 Vigneti Pittaro

 

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