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Nuova opera permanente negli spazi della cantina Antinori

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Antinori art project foto Nuvola RaveraAntinori art project foto Nuvola Ravera

La Marchesi Antinori presenta una nuova opera permanente negli spazi della cantina a Bargino (Firenze), opera architettonica monumentale nel cuore del Chianti Classico. L’iniziativa si inscrive nel programma di commissioni e acquisizioni di opere site specific parte di Antinori Art Project, piattaforma di interventi in ambito contemporaneo dedicata alle arti visive e agli artisti del nostro tempo.

L’artista chiamato a far parte di questa nuova puntata del progetto è Giorgio Andreotta Calò (Venezia, 1979), con l’opera Clessidra (serie AB) presentata il 21 novembre 2015 insieme a Prima che sia notte, libro monografico dell’artista edito da Archive Books.

L’opera è una scultura nata dalla riproduzione in bronzo di una ‘bricola’, il massiccio palo di legno usato per ormeggiare le barche a Venezia. Corrosa dal perenne movimento delle maree della laguna, la ‘bricola’ viene sdoppiata dall’artista: la parte superiore è il riflesso simmetrico di quello inferiore, evocando nuovamente la laguna e il suo orizzonte specchiato.

Una scultura che parla del tempo e del suo scorrere, matrice di incessanti trasformazioni, e lo fa catturando in bronzo il processo di corrosione, appena prima che le due parti del tronco si rompano separandosi. La clessidra non è quindi solo una forma, ma è anche simbolo del tempo e del suo lavoro. Un richiamo simbolico alla cantina Antinori, sua nuova collocazione, dove un vino perfetto non è solo frutto del lavoro della mano umana, ma anche dell’imprescindibile contributo del tempo.
   

Per Antinori l’artista ha allestito Clessidra con particolare cura nella collocazione. Lo spazio scelto è uno dei più suggestivi della Cantina di Bargino: le grandi vetrate che corrono lungo tutto il fronte della struttura accolta nel ventre della collina, da cui si possono vedere i filari di giovani viti scandire il paesaggio del Chianti. Luogo di raccordo tra natura e opera umana, il punto scelto per l’allestimento enfatizza la Clessidra con la sua atmosfera immersiva. La verticalità della scultura dialoga con l’orizzonte e riporta il tronco da cui è nata l’opera a un nuovo rapporto con la natura.

Con l’acquisizione di questa nuova opera, Antinori nel Chianti Classico prosegue l’impegno per le arti del nostro tempo avviato con Antinori Art Project, piattaforma che porta avanti l’attività di collezionismo della famiglia toscana, indirizzandola però verso il contemporaneo.



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