cibo, vino e quantobasta per essere felici

Navigare su un mare color del vino

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Un’idea bellissima. “q.b.quantobastaFVG”. Un giornale vero, di notizie, di curiosità sul mondo dell'enogastronomia e del vino. Colgo la sfida dell’amica Fabiana e in un momento come questo, quando è facile rischiare la patente per un “taglio” con gli amici, noi parliamo di vino!

Mi piace iniziare, con questo numero, un percorso di conoscenza, di approfondimenti, di ricordi. Il mondo del vino è fatto di tradizioni, di radici comuni nuove e antiche, di una storia che ci ha preceduti e che insieme a tutti i produttori, grandi e piccoli hobbisti, abbiamo la responsabilità di costruire.

Mi piace parlare di vendemmia, quella di mio nonno, con i piedi, di quando ero bambina, mi piace parlare di vitigni, di analisi, di pregi e anche – del vino – riconoscerne i difetti.

Il vino, nettare degli dei, diventa un mezzo per raggiungere nuove mete, reali e ideali di cui è consapevole già Omero quando descrive Ulisse che viaggia “… navigando sul mare color del vino verso genti straniere...”

Oserei dire che il vino è come la musica, entrambi si integrano nella provocazione delle nostre capacità percettive. L'olfatto e il gusto per l'uno, l'udito per l'altra: entrambi stimolano una reazione che non è ragionamento, ma emozione. Insomma io collego spesso il vino e la musica, accomunati da una straordinaria capacità di toccare corde nascoste della nostra sensibilità, chiedendoci in cambio qualcosa di sempre più raro: la nostra attenzione. L'attenzione e il desiderio di cogliere “quel” profumo in mezzo al bouquet, confrontandolo con un aroma già sentito, ricordando una situazione in cui ciò è accaduto e infine riconoscerlo. Come una grande sinfonia.

Anche se non possiamo assistere a uno spettacolo musicale dal vivo, infiliamoci le cuffie e in un bicchiere appropriato versiamo un vino adatto a quel momento. Annusiamo, assaggiamo, ascoltiamo. Chiudiamo gli occhi. Sentiamo “...forse l'effetto, come di vino, che un mare come questo produce”.

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