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Moscardini: come reinterpretare il concetto di areale

 Gianni Moscardini Gianni MoscardiniMoscardini: come reinterpretare il concetto di areale. Il vignaiolofonda il suo approccio sul lavoro in vigna e su una ricerca approfondita del rapporto tra terreno, portainnesto e varietà, allo scopo di reinterpretare il concetto di areale ed esaltare l’identità di parcella.

vigneto in febbraiovigneto in febbraio
Pomaia, frazione di Santa Luce (Pisa). Alta Maremma. Qui si sviluppa l'azienda vitivinicola di Gianni Moscardini. I suoi vigneti si estendono per 13,5 ettari sopra e lungo i fianchi dell’altopiano caratterizzato da un terreno con tre diverse composizioni, che vanno dal calcareo di natura sedimentaria e origine marina al pietroso e arido di origine magmatico-vulcanica, fino a zone con argille di natura sedimentaria di mare profondo.

Le tre tipologie non si intersecano mai, ma  si susseguono secondo fasce parallele distinte, sia in superficie sia in profondità, favorendo una parcellizzazione precisa ed efficace dei vigneti. Gianni Moscardini ha così individuato il principio cardine della propria produzione, oltre alla sua personale cifra espressiva: trovare il perfetto connubio tra clone, portainnesto e appezzamento.
Nei primi anni 2000 Gianni Moscardini trasforma la proprietà agricola di famiglia – per oltre cent’anni dedicata alla coltivazione di cereali e ulivi – in una viticoltura di qualità e nei suoi vigneti trovano dimora diversi vitigni, in primis gli autoctoni toscani, come il ciliegiolo, il sangiovese e il vermentino, accanto a varietà internazionali, quali il merlot e il cabernet franc.

Sceglie anche di piantare varietà tipiche di altri areali italiani per le quali rileva una particolare affinità con il terroir di Pomaia: il teroldego, il fiano e il verdicchio, scardinando così il tradizionale concetto di areale.

ATTEONE 


“Il vino è la lingua che ho scelto per raccontare la singolarità, la potenza e la raffinatezza di questa terra, spiega. E proprio per incrementare il valore intrinseco e percepito della produzione, nel prossimo futuro lavoreremo sulla densità e concentrazione del linguaggio, riducendo la gamma e privilegiando le proposte enoiche più rappresentative”.

Tbottiglia Atteonebottiglia AtteoneTale approccio è applicato anche ai monovarietali: ne è un esempio Atteone, vino simbolo di Gianni Moscardini, 100% cabernet franc da uve raccolte negli appezzamenti Campo San Giovanni e Riserva. Atteone affina per 10 mesi in rovere francese e per 8 in bottiglia. Colore rosso rubino intenso, rivela al naso sentori di tabacco, cioccolato e frutti maturi. Al palato si distingue per l’ottima struttura, la piacevolezza dei tannini dolci, la fragranza e la freschezza dei sentori primari che, uniti a una buona sapidità e persistenza, presuppongono un lungo percorso evolutivo.

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