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Madame Martis verticale storica

Alla 53a edizione del Vinitaly qbquantobasta ha potuto partecipare a una memorabile verticale storica di Madame Martis dell’azienda Maso Martis. Una realtà vitivinicola tra le più prestigiose del Trentodoc, con 12 ettari in corpo unico, in regime bio dal 2013, situata su terreno calcareo, soggetto a importanti escursioni termiche. A Martignano, ai piedi del Monte Calisio sopra Trento, un territorio trai i più vocati per il metodo classico della nostra penisola.  Trentodoc oggi riunisce una quarantina di produttori. Una realtà in costante crescita, dove ogni casa spumantistica persegue una coltivazione accurata delle uve, seguendo un rigido disciplinare per arrivare alla massima qualità.  Ogni produttore ci mette il cuore, una propria filosofia, conferendo a queste bollicine sfumature diverse, adatte a ogni gusto, occasione e abbinamento.

E’ stata Roberta Giuriali, affiancata dal marito Antonio Stelzer, a dare il benvenuto alla selezionatissima platea, in gran parte formata da giornalisti edoperatori del settore, per raccontare la storia e la filosofia aziendale, fatta di  costante impegno e giunta ormai alla soglia dei trent’anni di attività (il prossimo anno ci sarà una grande festa per l’anniversario, precisa Roberta). Un lavoro accurato fatto con il cuore che ha portato negli anni a raccogliere numerosissimi e meritati riconoscimenti da parte delle maggiori guide italiane e internazionali.

Un breve video ci ha catapultato in un luogo paradisiaco, un maso circondato dai vigneti e una bella famiglia ripresa in momenti conviviali… "non è quella del mulino bianco”, scherza Roberta. 

Prima di iniziare la degustazione è intervenuto Roberto Anesi (migliore sommelier d’Italia AIS nel 2017), che ha definito la “Madame Martis, un esempio di mineralità e longevità, un archetipo dell’eccezionalità del Trentodoc, il metodo classico delle Dolomiti”

La verticale: cinque annate della riserva Madame Martis: 2007, 2005, 2003, 2001 e la 1999, fatta con Pinot Nero 70%, Chardonnay 25% (affinato in legno fino al tiraggio) e 5% di Meunier, uva inusuale quanto fondamentale che contraddistingue il loro prodotto. Tutti gli spumanti sono in categoria brut, si va dai 7,5 g/l di residuo zuccherino del ‘99 ai 3,5 g/l dello ‘09. Lo zucchero si dosa al momento della sboccatura, in relazione al grado alcolico. Annate diverse, interpretazioni diverse. 

2007: brut (3,5 g/l) intenso al naso, note agrumate, frutta secca, floreale e leggere note tostate. Corrispondenza in bocca, avvolgente, elegante, con una buona acidità e una lunga persistenza. Il carattere del Meunier si fa sentire. L’annata ‘07 è stata caratterizzata da un inverno caldo (18°/20°), con risveglio vegetativo anticipato di un mese prima e conseguente raccolta ad agosto. Solo 1000 bottiglie prodotte.

2005: più complesso al naso, fruttato, spicca la pesca, con note speziate di pepe rosa e cannella. Al palato avvolgente, cremoso, delicato con finale sapido. Annata umida con produzione inferiore alla media. Grande lavoro in vigneto e vendemmia a settembre.
2003: molto più intenso dello ‘07, al naso frutta secca, mela cotogna e note tostate più marcate. Una grande corrispondenza naso/bocca, molto cremoso al palato e piacevoli note di pasticceria. Un’annata caldissima, dove si è andati alla ricerca dell’uva migliore, sottolinea l’enologo Ferrari, escludendo quella cotta dal sole ed evitando la fermentazione malolattica per mantenere una morbidezza contenuta . Nonostante gli anni passati dalla sboccatura siamo di fronte a un prodotto fresco e fragrante.

2001: presenta sentori di speziatura, frutta matura, zafferano. Molto fine ed elegante al palato. Sorprende la sua elevata sapidità e persistenza. Un’annata fresca e un po’ più impegnativa in vigna.

1999: una bolla che ti lascia senza fiato, la sua integrità e freschezza la rendono: “una bellissima donna, nessun segno di stanchezza” come è stata definita. "Uno spumante che potrebbe durare ancora tanto se non fosse che ci sono rimaste pochissime bottiglie, sottolinea Roberta. Erano solamente 500 le bottiglie di questo eccezionale metodo classico del millesimo 1999 che abbiamo presentato ufficialmente al Merano Wine Festival nel 2008 – raccontano Roberta Giuriali e Antonio Stelzer – all’epoca lo vivemmo come un salto nel vuoto, portando al pubblico preparato di Merano la nostra Riserva di TrentoDoc, attesa per otto lunghi anni di affinamento sui lieviti in bottiglia, nel suo momento di perfetta maturazione. La chiamammo Madame, un omaggio alle tre donne della nostra famiglia”. Rarissime erano all’epoca le Riserve di TrentoDoc così lungamente affinate sui lieviti: un progetto ambizioso dieci anni fa, a pochissimi anni dalla fondazione dell’azienda Maso Martis nel 1990.  L’azienda è oggi considerata una delle prime realtà di artigiani dello spumante metodo classico in Trentino, realtà familiare a filiera corta, certificata bio dal 2013, nata proprio con l’obiettivo di produrre Metodo Classico Trentodoc.  La composizione della Madame (70% Pinot Nero, 25% Chardonnay fermentato in legno ed un’inusuale quota 5% di Pinot Meunier)  ha surclassato ogni aspettativa, ed è ora apprezzata ovunque e premiata da guide e riviste di settore. 

Alla fine è stato presentato in anteprima Vinitaly  il 2009: 60 mesi sui lieviti (2680 bott), un cassone con 416 bottiglie è stato accantonato per lasciarlo ancora sui lieviti, una sboccatura “ritardata”, una sperimentazione per vederne l’evoluzione. Colore brillante, giallo paglierino con sfumature dorate, perlage intenso e persistente, al naso risulta intenso, presenta lievi note di burro, frutta secca e un intrigante sentore di pietra focaia. All’assaggio è fresco, pungente e di bella persistenza, qui esce il carattere nettamente il Meunier. Sotto la regia dell’Aurora Endrici, che segue la comunicazione di Madame Martis, sin dalla sua prima presentazione ufficiale al Merano Wine Festival ‘08, è stata proposta una degustazione guidata da Alessandra Caroni, Donna del Vino e responsabile di Winesoul, affiancata dall’enologo dell’azienda Matteo Ferrari, dal 1994. Vinitaly è stata anche l’occasione per stappare la prima magnum di Madame del millesimo 2008, prodotta in soli 300 esemplari per un momento conviviale e concludere gioiosamente una mattinata che resterà a lungo nei ricordi di tutti noi. Brindisi finale con Antonio StelzerBrindisi finale con Antonio Stelzer

 

 

 

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