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In vigna è tempo di ripuntatura

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Ripuntatura in vigna, foto Alessandro Dal ZovoRipuntatura in vigna, foto Alessandro Dal Zovodal numero di dicembre di qbquantobasta: G come gestione del suolo In vigna: in attesa dell’inverno è tempo di ripuntatura. Finita la vendemmia e in attesa dell’inverno, la vite inizia il periodo vegetativo in cui si addormenta lentamente in attesa di riprendere la sua attività vegeto-radicale in primavera. Fino a quel momento il viticoltore si preoccupa di ristabilire le condizioni ideali del terreno affinché la vite possa riprendere la sua attività nel migliore dei modi. Essa occupa nel terreno, per mezzo delle radici, uno strato relativamente profondo rispetto ad altre colture, variabile in funzione del tipo di terreno (più superficiale in caso di terreni argillosi e più profondo in caso di terreni ricchi di scheletro). Tale strato mediamente si può concentrare nei primi 50-60 cm di profondità. L’area di terreno a contatto con le radici si chiama rizosfera e in essa avvengono tutti gli scambi che non riguardano solamente l’assorbimento di nutrienti per la pianta da parte delle radici: queste infatti cedono al terreno sostanze di diverso genere quali sostanze zuccherine, acidi organici, sostanze fenoliche, polisaccaridi ed enzimi che a loro volta contribuiscono all’alimentazione di microrganismi, batteri e funghi. Le attività di scambio tra vite e terreno sono concentrate quindi in una zona ricca di vita,  che rende fertile il terreno, nel quale va mantenuta la giusta porosità. Le trattrici durante il periodo vegetativo della vite, cioè da primavera alla vendemmia, passano necessariamente nello stesso posto molte volte, creando un binario molto compatto proprio a ridosso delle piante. Nel sottosuolo quindi vicino alle radici la porosità inevitabilmente diminuisce , con forti rischi di clorosi ferrica e di asfissia radicale per la vite. Per questi motivi è fondamentale muovere e arieggiare il terreno compattato  proprio in previsione del periodo invernale, periodo nel quale l’attività radicale della vite è sospesa a causa delle basse temperature. Per rispettare al massimo la stratificazione naturale del terreno, senza quindi rimescolarlo come succederebbe con un’aratura, la pratica ideale è la ripuntatura. In  pratica si “taglia” il suolo con un attrezzo chiamato appunto ripuntatore a una profondità di circa 20-30 cm. La ripuntatura autunnale evita il rischio di asfissia radicale, previene il ristagno dell’acqua in superficie, favorisce l’accumulo di riserve d’acqua in profondità e l’arieggiamento del terreno costipato dal continuo calpestio dei mezzi meccanici. E al risveglio tutto sarà come prima!       

Alessandro Dal Zovo
Autore: Alessandro Dal Zovo

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