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Il turismo della ripartenza. Con un calice a spasso per la vigna

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Di prossimità, sostenibile, all'aria aperta, accessibile economicamente: l’enoturismo ha tutte le caratteristiche per essere motore della ripartenza, spiega Simone Pazzano in un ampio articolo su Repubblica.it  

L’enoturismo si candida a essere il turismo della ripartenza. Piace molto ai giovani e agli appassionati di vino e cibo italiani e risponde meglio ai criteri che regoleranno gli spostamenti post Covid-19. L’enoturismo è infatti un turismo di prossimità ed economicamente sostenibile, che consente esperienze per pochi o piccoli gruppi della durata di mezza giornata o di un week-end. Si può praticare all’aperto, con le visite in vigna che accompagnano le visite in cantina e può essere integrato con il territorio, con i ristoranti e le strutture di accoglienza, con i beni culturali e le produzioni gastronomiche locali. Oltre a essere rispettoso dell’ambiente, se si diffondono alcune pratiche di mobilità sostenibile, come le e-bike. 
Se in tempi ‘normali’ la wine experience si viveva prevalentemente in cantina, ora in tempo di covid-19 sarà sempre di più anche in vigna dove ci sono naturalmente gli spazi per il distanziamento. L’edutainment - con vendemmia didattica, picnic tra i filari e degustazioni “open air” che coinvolgono anche le eccellenze agroalimentari del territorio - è un aspetto sempre più importante della nuova offerta enoturistica: un’esperienza semplice ed empatica, ludica ed educativa. Sostenibile.


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