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I tini di pietra per la Vitovska di Zidarich

Kamen, vitovska ZidarichKamen, vitovska ZidarichNon solo innamorato del suo Carso, ma anche lungimirante, paziente e pronto alle sfide. Senza queste doti non si sarebbe arrivati a Kamen (pietra, in sloveno) la nuova vitovska firmata Zidarich, affinata in pietra. Accanto al vento, l'altro elemento che si associa naturalmente alla parola Carso è pietra. E pietra sia! "Fino al secolo scorso, spiega Benjamin Zidarich (Prepotto-Praprot 23,  Duino Aurisina tel +39 0402101223) nel corso della presentazione in azienda, contenutori in pietra erano utilizzati per la conservazione di vari alimenti, fra cui anche il vino. Da tanto cercavo una valida alternativa ai tini in rovere. Il tino in pietra, realizzato in un materiale naturale locale, da artigiani del posto, è in grado di mantenere la temperatura costante.  La mia sfida è stata quella di realizzare delle vasche in pietra per fare macerare la Vitovska, il bianco autoctono del Carso. I maestri Marco e Kristjan Zidaric hanno creato un tino unico formato da cinque pezzi di marmo impilati e assemblati. Non è stato un lavoro facile montarli sul fondo della cantina, scavata anch'essa nella roccia. 

Tini in pietra per macerazione della vitovska Tini in pietra per macerazione della vitovska I grappoli vengono diraspati e messi nella vasca di pietra, dove avvengono la fermentazione e la macerazione. Le bucce rimangono a macerare per 18 giorni, poi il vino viene travasato e messo nelle botti di rovere". Un delizioso libretto quadrilingue acquerellato accompagna questa bella storia. Si leggono i ringraziamenti alla Zidaric Marmi, all'architetto Paolo Meng, al prof Emilio Celotti dell'Università di Udine, all'enologo Silvio Piccin, a Catas spa.  Noi ringraziamo Beniamino Zidarich per averci trasmesso le emozioni di un vino amato e voluto. Come descrittore usiamo una parola sola: libidine per il naso e per il palato. Il fascinoso colore dell'oro lo riuscite a cogliere forse nella foto. Dovete assolutamente assaggiarlo! Le bottiglie che vedete nell'immagine in basso (con Beniamino e una collaboratrice dell'azienda) hanno un'etichetta legata al collo con uno spaghetto: è un rettangolino di pietra bucato e con incisa una z, la z di Zidarich!

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