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Guerra del Terrano Teran quarta puntata

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La guerra del Terrano- Teran continua. Chi ha letto le precedenti puntate di qbquantobasta (alla fine di questo articolo tutti i link) sa che l'ipotesi su cui punta l'Italia è quella della dop transfrontaliera (sarebbe la prima in Europa). La Croazia teme di venire "stritolata" da questa soluzione e rilancia. L'associazione dei viticoltori Vinistra invita  Zagabria a prendere posizioni più decise e a fare nuovi ricorsi riguardo l'inserimento nel registro comunitario E-Bacchus della Dop Teran la cui iscrizione è stata effettuata dalla Slovenia quasi dieci anni fa.

Dall'aprile 2013 la denominazione di Terrano istriano è vietata in tutta l'Europa comunitaria. Il presidente di Vinistra Nikola Benevenuti, si legge sul quotidiano Il Piccolo del 23 ottobre 2015,  sottolinea come il Terrano sia un vitigno incluso non solo sulla lista croata delle specie, ma anche su quella dell'Organizzazione mondiale della vigna e del vino". All'inizio, continua Benvenuti, gli sloveni avevano chiesto la tutela della denominazione "Kraski teran" ma ora l'aggettivo Kraski è scomparso ed è rimasto solo il nome Teran".

In ogni caso in Croazia si continuano a mettere a dimora barbatelle di Terrano provenienti sia dal vivaio di Rauscedo sia da quello di Kutjevo. I produttori registrati in Croazia sono un centinaio, per una estensione di 300 ettari. Piccole dimensioni quindi, ma un grande valore affettivo e identitario.

1° puntata: Il Terrano sarà solo sloveno?

2° puntata: Teràn, nome tipicamente sloveno

3° puntata: Dop o doc transfrontaliera: unica via d'uscita per la querelle Terrano

 


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