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Gin millesimato di Roby Marton

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roby martonroby marton

Quando un prodotto italiano viene celebrato per la sua qualità e unicità anche oltre i confini nazionali ci sentiamo tutti parte di un successo. Se poi, come talvolta accade, il prodotto è il frutto di una mente visionaria, vale la pena fermarsi ad ascoltare il racconto di questo traguardo raggiunto, perché oltre a preluderne altri, può essere preso come esempio da seguire. Per questo motivo abbiamo scelto di raccontarvi un’eccellenza italiana che, in meno di sei anni dalla prima produzione, è già presente in 26 paesi.


Il marchio è Roby Marton, rivisitazione anglosassone del nome del fondatore, Roberto Marton. Il suo gin, sinonimo di eleganza, unicità e qualità, nasce in un’antica distilleria di Bassano del Grappa. La cifra distintiva del suo gin Marton la crea attraverso la tecnica del cold compound, ovvero estraendo a freddo l’essenza di ogni singola botanica. E le botaniche sono davvero tante, selezionate dai migliori produttori e con la tipicità che ognuna di esse porta con sè nell’anno di raccolta. roby marton millesimato 2017roby marton millesimato 2017

Proprio per dare risalto a questo elemento distintivo, Marton ha voluto imprimere sull’etichetta l’anno di produzione. Il suo non sarà mai un gin dal gusto omologato e standard. Di costante c’è solo la qualità. Il resto è un’esperienza sensoriale, frutto dell’originale procedimento del produttore, che volutamente non effettua una filtrazione completa, ma una micro- filtrazione. Grazie a questa tecnica il gin assume un gusto diverso dalla classica versione inglese e può essere bevuto liscio, non necessariamente accompagnato dall’acqua tonica o da altro ingrediente.

roby marton ginroby marton gin

Questa scelta è stata influenzata anche dal parere dell’amico Mauro Lorenzon, da molti considerato come l’oste più famoso d’Italia, che ha coniato un suo motto a riguardo: “più togli meno rimane”. Frase che più volte è stata ripresa da Lorenzon stesso per esplicitare il medesimo concetto nella filtrazione dei vini. Per questo motivo, ma anche per omaggiare l’amicizia
 raterna che lega i due creativi veneti, nell’etichetta della nuova versione White Label, troviamo impresso il volto di Lorenzon (dell’oste de La Mascareta vi ho raccontato nel numero cartaceo di marzo 2019 di qb). All’etichetta Roby dedica particolare attenzione, anche perché, essendo stato un venditore di distillati prima di diventare produttore, conosce molto bene l’importanza della comunicazione. Nel suo caso sono molti i concetti da trasmettere al cliente finale: l’artigianalità del prodotto (handcrafted), la qualità sopraffina (Premium) e l’elevato grado alcolico (high proof ), che raggiunge il 55% nella versione White Label. Una versione nella quale, rispetto alla classica, utilizza un numero doppio di botaniche.

 

Avere creato una struttura più complessa e una maggiore gradazione alcolica consente di lanciare una nuova tendenza.

 

 

Marton ha realizzato un piccolo contenitore di latta personalizzato, con il quale poter consumare la versione ridotta del gin & tonic – ginetto - senza correre il rischio che il prodotto finale risulti troppo diluito e quindi dal sapore annacquato. Sempre la lattina personalizzata, in versione più grande, era stata una delle intuizioni di Marton alcuni anni fa. Italian Mule il nome del cocktail brevettato e diventato in poco tempo uno dei più richiesti.

roby marton italian muleroby marton italian mule

Come era prevedibile Marton non si è fermato al gin e in pochi mesi ha creato altri prodotti unici. La Kina, per esempio, una rivisitazione del tradizionale liquore a base di chinino. Da servire calda oppure nella versione Kintonic, diluita con acqua tonica.

roby marton kinaroby marton kina

E l’acqua tonica? “Ho pensato a come rendere ancora più emozionale l’esperienza. In un momento storico in cui c’è un grande consumo di acqua tonica, ho deciso di ideare un prodotto grazie al quale ognuno possa ottenerne una propria versione. Ho quindi creato tre sciroppi diversi da miscelare a piacimento con acqua gassata”, ci spiega.

roby marton tre sciroppiroby marton tre sciroppi

E non finisce qui: ha inventato anche un gin tonic già pronto, ma in versione analcolica, il Big Gino Free. Uno sciroppo da miscelare con acqua gassata, che ricorda le sensazioni aromatiche e gustative della versione alcolica. Mentre ci racconta le sue nuove creazioni, Roberto Marton si lascia sfuggire anche delle anticipazioni, che sono già in fase avanzata, ma
che usciranno a marzo 2020. Da quanto abbiamo visto e degustato saranno altre straordinarie esperienze all’insegna della qualità e dell’unicità.

Articolo pubblicato nel mensile cartaceo di qbquantobasta del dicembre 2019 

Denis Sandri
Autore: Denis Sandri

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